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Ciò che attira al primo sguardo di Mura e Brera è l’intento di fare di un pasto qualcosa che somiglia molto a un racconto: si entra, si viene accolti, e già il locale parla — tavoli di antiquariato restaurati con cura, luci giuste, ambiente accogliente, pensato per essere giovane, senza ostentazione; con un servizio che non risulta mai pesante ma sempre attento e gentile.

Si percepisce un concept semplice, confortevole, quasi come fosse un ponte tra le radici salernitane dei soci e un guizzo innovativo del giovane chef. Non un tempio della tradizione pura, né una cucina che rincorre mode o spinti tecnicismi, ma un luogo dove lo chef possa raccontare qualcosa di sé, pur restando nel solco della cucina del territorio e dove la proposta sui vini diventa affine al gusto della scoperta e della curiosità, muovendosi in più territori anche fuori nazione, in modo onesto, giusto e appagante.

Il “semplice con carattere”, insomma, è la cifra dominante di questo luogo: ingredienti riconoscibili, sapori decisi, qualche accento originale, equilibrio tra terra e mare (si spera presto di vedere a menù qualche proposta in più che lo riguardi) e vini assolutamente coerenti.

Parte della proposta gastronomica: la mia esperienza.

Un aperitivo che già da solo dice molto del locale:

  • Patate fritte artigianali — croccanti al punto giusto, ben salate, calde, il confort food che mette d’accordo tutti, da ordinare in doppia, tripla porzione ma anche di più.
  • Arancino al tartufo — profumo invitante, con la nota del tartufo che non sovrasta.
  • Polpettina di broccoli — leggera, quasi rustica, ma con cura nella panatura e nel contrasto di consistenze.
  • Pizzetta fritta con alici di Cetara e stracciata di bufala — abbinamento da sempre riuscito, ovunque si vada le alici con un latticino su un lievitato sono una garanzia.

Si prosegue con la parte più “centrale” del pasto:

  • Tartare di manzo con stracciata di bufala, pomodori secchi e pane croccante: la carne sta bene “nuda” e la bufala, i pomodori secchi, il croccante del pane aggiungono sapore, contrasti e delicatezza.
  • Ziti alla genovese di manzo e provolone del Monaco: tradizione forte, qui non si deve sbagliare (più).
  • Zuppa di fagioli cannellini con salsiccia e peperoncino: saporito, confortante, quasi “casa”, con il calore dato dal peperoncino e la robustezza della salsiccia; un piatto che invita a rilassarsi.
  • Il piatto finale: ragù della domenica con polpetta, braciola e salsiccia: un compendio della cucina tradizionale campana, quasi una dichiarazione d’intenti: qui si conoscono le origini, si rispettano i sapori di casa. La scarpetta è obbligatoria (altrimenti non lo mangiate!).

Si tratta di un locale bello, vivace, pieno di energia, senza che questo sfoci in caos. Le luci, il comfort dei tavoli, la pulizia, i dettagli fanno la differenza (lasciamo solo calici a vino dal profilo sottile però). Il servizio è stato cortese, presente ma non invadente; si avverte la volontà di far star bene l’ospite, di spiegare i piatti, di suggerire vini. La cucina è semplice ma con carattere. Non c’è ricerca fine a sé stessa, ma c’è scelta, c’è rispetto per il prodotto. La selezione dei vini è ancora “piccola” in numeri, ma promettente, si capisce già che il vino non sarà un contorno, ma parte integrante dell’esperienza.

Mura e Brera è una realtà con la prospettiva di crescere, è il tipo di bistrot che sa essere familiare, tradizionale e confortevole.

Mura & Brera

Vineria e ristorante con cucina popolare

Via Torretta 5, Salerno

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