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Lo psicologo Simon Baron-Cohen ha identificato due tipologie di cervello: il cervello di tipo E (empatico) e il cervello di tipo S (sistemico).
Il primo tipo, quello E, (di solito presente maggiormente nelle femmine che nei maschi) appare più abile nell’identificazione di stati d’animo ed empatico; il secondo invece, definito S (maggiormente presente nei maschi rispetto alle femmine) mostra una spiccata competitività e preferenza per aspetti sistemici come: numeri, musica, tecnologia.
Perché i lettori tendono a identificarsi più facilmente con personaggi del proprio genere?
A tal riguardo Baron – Cohen fornisce una risposta di tipo bioculturalista, che fa riferimento all’ipotesi endocrinologica di Norman Geschwind, secondo la quale il testosterone prodotto dai testicoli e dalle ghiandole surrenali influenza molto lo sviluppo cerebrale in fase fetale ( tra l’ottava e la ventiquattresima settimana), poi intorno al quinto mese di vita e infine nella fase adolescenziale.
Secondo questa teoria i diversi livelli di testosterone durante il periodo prenatale o perinatale influenzano il comportamento e le abilità generalmente considerate maschili o femminili, indipendentemente dal sesso genetico e genitale degli individui.
Per il dottor Baron – Cohen quanto maggiore è la presenza di testosterone, tanto maggiore sarà lo sviluppo dell’emisfero destro a scapito del sinistro.
Come si riflettono in questa ottica le narrazioni?
I maschi già a partire dall’età di tre anni mostrano nelle loro “narrazioni” una tendenza a definire e ridefinire lo status sociale del personaggio e di se stessi, l’esigenza di sovvertire l’ordine nella storia in cui i personaggi agiscono.
Nelle storie narrate dalle bambine emergono invece una marcata empatia e la volontà di risolvere il conflitto, orientandosi alla cooperazione e alla relazione con gli altri.
Come è possibile riconoscere il tipo di cervello che si possiede?
Baron-Cohen e alcuni dei suoi collaboratori hanno, a tal proposito, recuperato i dati relativi all’amniocentesi cui le donne del Regno Unito si sono sottoposte negli anni Novanta e tra questi anche i livelli di testosterone presenti nei feti.
A distanza di dieci anni, con il consenso delle famiglie, sono stati riconvocati i bambini per sottoporli a una serie di test per valutare le competenze visuo – spaziali, empatiche, linguistiche ecc.
Da questo studio è emerso che i soggetti con bassi livelli di testosterone avevano sviluppato un cervello di tipo E (due terzi erano femmine), invece al contrario, alti livelli di testosterone stavano sviluppando un cervello di tipo S (circa due terzi erano maschi).
Per la studiosa americana di letteratura inglese, Kristine Swenson, è importante prendere in considerazione anche il ruolo dei neurotrasmettitori: dopamina, endorfina, serotonina e ossitocina sono fondamentali.
Paul J. Zak, direttore del Center for Neuroeconomics Studies presso la Claremont Graduate University, è uno studioso dei neurotrasmettitori e dei meccanismi neurochimici divenuto celebre per aver individuato e provato i benefici dell’ossitocina, l’ormone che si attiva quando si empatizza con lo stato emotivo di un altro individuo.
Per il dottor Zak le narrazioni in questo contesto divengono centrali, più la storia riuscirà a coinvolgere lo spettatore maggiore sarà il livello di ossitocina e maggiore sarà l’empatia.
Maggiore sarà l’emozione, maggiore il sentimento e infine la passione.
La letteratura mostra il suo valore che cresce quando è in dialogo con altre discipline offrendo ulteriori spunti aprendo nuove domande ancora da sondare.

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