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La voce dell’amore (One True Thing) è un film del 1998 diretto da Carl Franklin e tratto dal romanzo di Anna Quindlen pubblicato nel 1995 in Italia col titolo Una figlia esemplare.

Alla fine avevo fatto tutto quello che lei mi aveva chiesto, anche se erano cose che odiavo. Ero stanca morta dell’odore acre del suo corpo, dei capelli stopposi nella spazzola e della padella per le urine, della bacinella, delle pillole che le impedivano di urlare, contorcersi e rivoltarsi, come fanno le trote nel fiume Montgomery quando vengono tirate su appese all’amo, e le branchie si allargano nella agitazione della morte“.

Il film narra la storia di Ellen Gulden una giornalista di New York, che tornata a casa per il 50° compleanno di suo padre, scopre che sua madre Kate è malata di cancro.

Suo padre George, professore e rettore di facoltà all’ università locale “costringe” Ellen a lasciare il suo lavoro, per prendersi cura di Kate.

La ragazza chiaramente insoddisfatta decide di acconsentire a tale richiesta, lasciando la Grande Mela e continuando a lavorare come freelance.

“La voce dell’ amore” diviene così una narrazione visiva dove il “non detto”, i silenzi, il trascorrere del tempo e la malattia prendono il sopravvento.

Ellen si prende cura di sua madre, cerca di “assomigliare” a lei, iniziando a comprendere le sue scelte, i suoi sacrifici e il suo dolore.

Purtroppo ben presto la dottoressa comunica alla ragazza che il cancro si è diffuso rapidamente, non c’è più molto da fare, se non aumentare la dose di morfina.

Forte è la sofferenza taciuta,fatta di sguardi e silenzi. Ellen scopre allo stesso tempo i tradimenti di suo padre, è sola a fronteggiare ogni cosa, anche la sua vita sembra andare in frantumi.

Significativa e di grande impatto emotivo è la scena del bagno, dove sua madre Kate chiama l’ infermiera per farsi aiutare, ma Ellen le dice che è andata via. Si offre così di aiutare, in un momento così intimo, la donna che l’ ha fermata e messa al mondo, scopre allo specchio il corpo di sua madre esile, giallastro e fragile, e si premura di avvolgerlo subito in un telo.

La giovane sembra allontanarsi sempre di più dalla figura paterna per stringere un legame intenso con sua madre, con la quale non si era forse mai sentita in sintonia prima di allora.

Kate rivela alla figlia di conoscere le “scappatelle” di suo marito, di averlo sempre perdonato per il bene del famiglia che insieme avevano costruito.

Un film intenso carico di realismo, emozioni e riflessioni che accompagnano lo spettatore a porsi una ultima domanda:”Chi è stato?”

E proprio a partire da questo punto che l’ apatia tra Ellen e George si sgretola per lasciare spazio all’ elaborazione di quanto c’è stato, di ciò che hanno vissuto.

Foto presa dal web

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