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Professione? Difensore centrale e all’occorrenza centrocampista.

Nazionalità? Italiana.

Classe? 1998.

Attore protagonista? Bhe, mettetevi comodi.

Massimiliano Mangraviti nasce calcisticamente come centrocampista, ma col passare del tempo, nel corso della carriera, arretra il suo raggio d’azione.

Abile nell’impostare, Massimiliano cresce nel settore giovanile del Brescia, esordendo in prima squadra nel 2016, in un 3-2 rocambolesco contro il Bari, in serie B.

Inizia a girovagare…in ordine: Fondi, Pro Piacenza e Gozzano.

Il suo idolo?

Milan Skriniar.

Nel 2019 viene ufficialmente arruolato in prima squadra nel Brescia, formazione neopromossa in serie A, con la quale per giunta rinnova il contratto sino al 2022, poi esteso al 2024.

Il 2019 dicevamo, questo non è un anno come gli altri signori, questo è L’ANNO per Massimiliano Mangraviti.

La data da cerchiare in rosso sul calendario?

29/10/2019.

La partita?

Brescia-Inter, match valevole per la Serie A Tim.

Allenatore delle Rondinelle?

Eugenio Corini.

“Tocca a te Max, è il tuo momento”…

Non sappiamo chiaramente se fosse andata esattamente così ma lo potremmo ipotizzare.

Gettato nella mischia, di punto in bianco dal suo tecnico…

Avversario di giornata? La LULA…

Romelu Lukaku e Lautaro Martinez.

Eppure qualcosa lo avevamo notato in lui, in quei piedi educatissimi…

frutto del caso? Assolutamente no.

Massimiliano nasce, calcisticamente parlando da centrocampista e lo si sa, per natura chi gioca in mezzo al campo ha quel quid in più…

E pensare che il “Mangra”, ad inizio 2019 aveva raschiato il fondo al PRO PIACENZA, in Serie C.

“Certi giorni non sapevo neanche dove andare a dormire. Al campo non si parlava più di clacio, una situazione ridicola”. Una situazione economico finanziaria disastrosa, con annessi stipendi non pagati.

Decide dunque di migrare verso altri lidi e riparte dal Gozzano, formazione neopromossa in C.

Ed è nello spazio di un’estate che la carriera di Max, spicca il volo.

Da Gozzano-Arzachena a Brescia Inter al Rigamonti…

Dalla C all’esordio in A, in soli 178 giorni, contro l’Inter, contro il suo modello da sempre…

E veniamo a noi, veniamo a questa stagione…

Sono 30 le presenze in serie B, due le marcature…

La squadra?

Che domande, il Brescia, il suo Brescia.

Il futuro è dalla sua parte, perché noi, in quella fredda sera di fine ottobre avevamo intravisto qualcosa in lui, qualcosa di lucente.

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