Il progetto di Board Game Social Club
in sinergia con Giochi Uniti per gli ospiti della struttura. Ascione (Polizia
Penitenziaria): «Competenze cruciali in vista del futuro reinserimento». De
Carolis: «Il gioco da tavolo deve arrivare dove l’accesso alla cultura è più
difficile». Petrucci: «Nisida non è un punto di arrivo, ma un punto di
partenza»

NAPOLI – Il gioco da tavolo che si conferma strumento di
reinserimento sociale, capace di fornire ai ragazzi quelle soft skill
utili per costruire il proprio futuro e riscattarsi dagli errori commessi: da
oggi l’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida dispone di una ludoteca
stabile, aperta ai ragazzi e pensata per diventare un’attività strutturata
della vita dell’Istituto.
L’inaugurazione si è svolta in queste ore alla presenza della
direzione dell’IPM e di Anna Di Vaio, referente per la Giustizia
riparativa del Comune di Napoli; Chiara Marciani, assessora alle
Politiche giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli; Patrizia Imperato,
procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli; Paola
Brunese, presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli e Samuele
Ciambriello, garante delle persone sottoposte a misure restrittive della
libertà personale della Regione Campania. Il progetto è stato ideato e
coordinato da Board Game Social Club, community dedicata al gioco da
tavolo moderno, insieme a Giochi Uniti, casa editrice partenopea che ha
donato i giochi e gli espositori della ludoteca. Alla preparazione dei
facilitatori ha contribuito l’associazione Giocare Dentro con Gabriele
Mari, formatore ed educatore ludico.
L’apertura conclude una fase preparatoria avviata in estate.
Nei due incontri del 18 agosto e dell’8 settembre i ragazzi si sono avvicinati
gradualmente ai giochi da tavolo, con titoli di difficoltà progressiva, mentre
gli operatori di BGSC valutavano quali proposte funzionassero meglio nel
contesto dell’Istituto. Decine di ragazzi hanno preso parte al percorso, con i titoli
più funzionali per il progetto del catalogo Giochi Uniti ora disponibili nella
ludoteca. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’esperienza in un laboratorio
continuativo sostenuto dall’Istituto, che BGSC continuerà ad accompagnare nel
corso dell’anno con presentazioni di novità, playtest e appuntamenti dedicati.

Al primo incontro ha preso parte, sedendo al tavolo con i
ragazzi, Eleonora Ascione, dirigente di Polizia Penitenziaria e
comandante del reparto dell’IPM. «Il gioco all’interno della nostra realtà
rappresenta uno strumento pedagogico di eccellenza, in quanto veicolo di valori
quali il rispetto delle regole, la cooperazione, la capacità attentiva e
strategica – afferma –. L’attività svolta ha stimolato la mente e
l’immaginazione, offrendo una temporanea “evasione mentale”,
contrastando il processo di isolamento emotivo e favorendo l’interazione
positiva tra i ragazzi. Per raggiungere gli obiettivi del gioco è stato
necessario collaborare, negoziare, pianificare e comunicare, competenze
cruciali in vista del futuro reinserimento sociale e lavorativo. Così come si è
rivelata fondamentale la gestione della sconfitta e della vittoria». Per Stefano
De Carolis, direttore operativo di Giochi Uniti, il progetto prosegue un
impegno che la casa editrice porta avanti da tempo. «Lo scorso anno avevamo
portato il gioco da tavolo nella casa circondariale di Santa Maria Capua
Vetere, e quell’esperienza ci ha convinti che il gioco da tavolo moderno sia un
bene culturale a tutti gli effetti e che, come tale, debba arrivare anche nei
luoghi dove l’accesso alla cultura è più difficile. Per un editore che ha sede
a Napoli, portarlo a Nisida significa assumersi una responsabilità verso il
proprio territorio e verso i ragazzi che ne fanno parte».
Il bilancio dei primi incontri è affidato alle parole di Luca
Petrucci, amministratore di Board Game Social Club: «A Nisida abbiamo visto
concretamente fin dove può arrivare il gioco: ragazzi che si sono avvicinati al
gioco da tavolo moderno e che, incontro dopo incontro, sono arrivati ad
affrontare e portare a termine anche giochi strategici di media difficoltà.
Attorno a quel tavolo non si impara soltanto a giocare: ci si confronta, si
rispettano regole, si prendono decisioni e si condivide un’esperienza con gli
altri. Per noi Nisida non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza:
vogliamo trasformare questa esperienza in un modello di ludoteca permanente e
replicabile, capace di portare il valore sociale del gioco da tavolo anche in
altri contesti».





