
Contro l’omologazione sfrenata e pericolosa. In favore della valorizzazione individuale e della ricchezza nella diversità.

Il Liceo “Tito Lucrezio Caro” di Sarno ospita con orgoglio un incontro in cui delicatezza e forza si fondano. Grazie all’impegno e alla tenacia della Professoressa Annarita Mazzeo, l’associazione “Dea per sempre” entra in punta di piedi nei cuori degli alunni e degli insegnanti presenti nella Sala conferenze de “La Filanda” martedì 20 ottobre.
Chi ascolta le dirompenti e dolci parole di Mirna Bruna Mastronardi, la mamma di Dea, non può rimanerne indifferente: “Dea non è la conclusione della sua vita, ma è vita, bellezza, luce. Con le persone che la amano di più abbiamo sentito il bisogno di dover tenere vivo il suo ricordo e di ritrovarla nei volti dei ragazzi che incontriamo”.
La sua associazione si assume il difficile e nobile impegno di entrare nelle vite dei più giovani, dei ragazzi che affrontano per le prime volte tante e disparate situazioni. Tali momenti si cumulano, appesantiscono le giornate e penetrano nella quotidianità di chi li subisce e vive intensamente. L’importanza della verbalizzazione e dell’empatia (valore sempre più difficile perché complesso e talvolta scomodo) sono i pilastri portanti del discorso di mamma Mirna, valori che Dea portava avanti e che ora ha consegnato sotto forma di testimonianza.

“Dovere e compito di noi educatori è quello di rendere la scuola un luogo dove possiate non sentirvi fragili e incompresi, perché avete la possibilità di esprimervi. Noi adulti potremmo non comprendere fino in fondo, ma siamo qui per voi”. Queste le parole della Dirigente Scolastica Prof.ssa Patrizia del Barone rivolte agli alunni, i quali partecipano attivamente all’incontro, ascoltando con forte interesse e accogliendo con rispetto e sensibilità la storia personale di Dea, che diventa centro nevralgico del discorso intorno alla società come luogo di formazione e crescita.
Grazie ad occasioni d’incontro come questo si sottolinea sempre più come “il personale sia politico”.

Guarda l’intervista: https://www.facebook.com/share/v/1LToWtVBNf/


