WhatsApp
Facebook

I Nostri Sponsor

Di Giuseppe Trivisone

Oggi intervisto l’avvocato Giuseppe Varriale, autore di un interessante saggio sul pontificato di Papa Francesco: “La chiesa Cattolica svolta a sinistra”. Giuseppe non è al suo primo lavoro: nel 2013 ha pubblicato con l’ADEF Edizioni l’ebook umoristico, parzialmente autobiografico, intitolato “Incontri di un napoletano all’ombra della Mole”. L’8 dicembre 2019 ho scritto e distribuito autonomamente l’ebook “E non ci indurre in tentazione”, una raccolta di brevi preghiere e riflessioni sulla preghiera del Padre Nostro, con il fine apertamente dichiarato di difendere la recita della preghiera predetta usando l’espressione tradizionale.

“Signor Giuseppe, perché questo suo lavoro in questo periodo? Cosa si prefigge di comunicare ai suoi lettori con “La Chiesa Cattolica svolta a sinistra?” ”

“Con questo lavoro mi pongo l’obiettivo di di descrivere la svolta intrapresa dalla Chiesa cattolica, non solo in senso politico, ma anche dottrinale, e di evidenziarne l’incompatibilità con gli insegnamenti millenari della stessa mutuati dalla tradizione e dalle sacre scritture, con l’auspicio che essa ritorni a convertire gli uomini a Cristo, fondamento della sua esistenza, centro del suo insegnamento e scopo della sua missione. A tal fine si offre al lettore una breve descrizione della Chiesa cattolica e della sinistra politica, mettendone in rilievo, per ognuna, definizione, caratteristiche e vicende storiche; in seguito si espongono in successione: le prime condanne ecclesiastiche nei confronti delle ideologie politiche di sinistra; i primi segnali della svolta; alcuni eventi che sembravano bloccarla; le novità introdotte da Papa Francesco e per finire un accenno ad alcune figure cattoliche vittime della persecuzione politica ed un capitolo in cui ho formulato delle ipotesi sul possibile futuro della Chiesa cattolica. Il libro è espressamente dedicato a tutti quelli che sono stati uccisi dai comunisti e dai socialisti per la loro fede cattolica”.

“Avvocato, mi perdoni, ma a parte il contenuto di alcune interviste, spesso estrapolate e riportate fuori contesto, per quello che è inerente alle posizioni “ex cathedra” del Papa non si sembra di ravvisare delle innovazioni così radicali”.

“Non è così, la svolta c’è e si ravvisa in vere e proprie rotture col passato.La frattura più forte è sicuramente avvenuta con la pubblicazione in data 19.03.2016 dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, tramite la quale vi sono state aperture per la somministrazione dei sacramenti (riconciliazione ed eucarestia) ai divorziati risposati, anche senza l’obbligo di astenersi dai rapporti sessuali, e ciò in contrasto con il millenario insegnamento della Chiesa, la precedente esortazione apostolica Familiaris Consortio del 22.11.1981 di San Giovanni Paolo II e il principio d’indissolubilità del matrimonio che ha un fondamento importante nel passo evangelico: “Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Mt 19,6). Tale concessione è considerata in ambito conservatore un attacco all’unità ed alla stabilità della famiglia e più in generale un’ulteriore resa al processo di secolarizzazione avanzante anche in ambito religioso”. “Ok, ma questa non è una svolta a sinistra, se mi consente. E’ solo prendere atto di una realtà esistente dovuta ad un diritto di famiglia iniquo che incentiva il ricorso alla separazione da parte delle donne. Oltre questo punto ce ne sono altri in cui è ravvisabile una svolta a sinistra? ad esempio questa ossessione migratoria oppure il panegirico del vaccino? ci sono posizioni antecedenti discordanti?” ”La lettera enciclica Laudato sì del 24 maggio 2015, che ha ad oggetto il rispetto dell’ambiente, elogia alcuni esempi di comportamenti concreti degni di una cittadinanza ecologica, quali il vestirsi di più per non accendere il riscaldamento, evitare l’uso di materiale plastico o cartaceo, consumare meno acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico, spegnere le luci inutili. Secondo Francesco tali atteggiamenti sono ritenuti degni tra l’altro di cambiare il mondo e ci permettono di sperimentare che vale la pena di vivere su questa terra. Tali considerazioni appaiono esagerate e sicuramente non paragonabili alle tradizionali e cristiane sette opere di misericordia corporale (sfamare gli affamati; dissetare gli assetati; vestire gli ignudi; alloggiare i pellegrini; visitare gli infermi; visitare i carcerati; seppellire i morti)” “A me sembra che questi suggerimenti del Papa si aggiungano a quelli tradizionali della Chiesa, osservando anche la necessità di preservare la Natura dalla distruzione, cosa che ai tempi di Cristo non era un’urgenza, ma, ripeto, è una mia opinione. Comunque prosegua nella sua esposizione”. “ll 22 settembre 2018, sotto il pontificato di Francesco, è stato annunciato un accordo siglato tra la diplomazia vaticana e quella cinese sulla nomina dei vescovi. L’intesa (di cui non è stato pubblicato il testo e recentemente prorogata) prevede che il governo cinese approvi le elezioni dei membri della conferenza episcopale e che al Papa spetterebbe l’ultima parola. Nei fatti un rapporto sugli abusi dei diritti umani redatto

dalla commissione esecutiva del Congresso americano sulla Cina che copre il periodo che va dall’agosto 2018 all’agosto 2019, ha registrato un deterioramento delle condizioni della libertà religiosa. Nel rapporto si legge in particolare che «dopo che il ministero degli Esteri cinese ha firmato un accordo con la Santa Sede nel settembre 2018, spianando la strada all’unificazione delle comunità cattoliche ufficiali e sotterranee, le autorità locali cinesi hanno sottoposto i fedeli in Cina a una persecuzione crescente demolendo chiese, rimuovendo croci e continuando a imprigionare il clero sotterraneo. Le organizzazioni religiose nazionali guidate dal Partito hanno anche pubblicato un piano per “sinicizzare” il cattolicesimo in Cina»”. “Anche questo mi sembra più che altro un problema politico e non dottrinale, ma potrei essere in errore”. “In merito all’immigrazionismo ricordo che Benedetto XVI, aveva precisato che: ”Nel contesto socio-politico attuale, però, prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra, ripetendo con il Beato Giovanni Paolo II che diritto primario dell’uomo è di vivere nella propria patria”. Prima di loro Pio XII parlando di Santa Margherita d’Ungheria affermava che: «è nell’ordine della carità stessa e di una virtù solida e senza illusioni il prodigare le cure caritatevoli innanzi tutto nell’interno della comunità». Similmente San Paolo nella lettera ai Galati faceva presente che: Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede (Gal 6,10)”. “Ecco in questo mi trova pienamente d’accordo. Esporre la cristianità ai rischi di una immigrazione musulmana sconsiderata e priva di criteri di reciprocità non lo vedo né cristiano né razionale. Riconosco comunque la limitatezza della mio punto di vista che senz’altro non è ampio come quello del Papa. Non mi resta altro che farle i complimenti per il suo lavoro, che senz’altro puo’ contribuire al dibattito in materia e di salutarla, in attesa di sue nuove produzioni”. “Grazie per l’intervista, a presto”

Iscriviti alla Newsletter