Scritto da Rosa Montero autrice e psicologa nata nel 1951 a Madrid, scrittrice di articoli per El Pais dal 1976, opinionista molto apprezzata nei paesi di lingua iberica, oltre che l’autrice di diversi saggi e molti romanzi.
“Il pericolo di essere sana di mente” è un saggio che parte da questa domanda:” Com’è la mente di chi racconta storie?” Per rispondere a tale quesito l’ autrice Montero compie una sorta di autopsia invertita della creatività.
“Vale a dire che invece di partire da un tutto e analizzarlo, mi sento come la bambina che ha completamente smontato l’orologio della nonna e che adesso, seduta a terra e circondata da pezzi, li prende a uno a uno, mostrandoli e cercando di capirli. (p. 115)
Sono presenti capitoli tematici che esplorano la sua personale esperienza, affiancata e sempre in dialogo con altri grandi scrittori del passato e del presente. Dunque, possiamo al tempo stesso scavare dentro la vita dell’ autrice Montero – quel suo sentirsi più volte “diversa” nel mondo- , ma anche lasciare che siano i suoi studi recenti in ambito scientifico e letterario a fornire stimoli.
Si può trovare inoltre una ulteriore chiave di lettura all’ interno del saggio e riscopre qualcosa dentro se stessi perché la Montero mostra senza nascondere cosa significhi essere creativi. L’immaginazione è senza freno, continua a suggerire storie che nascono dalla quotidianità, finché una di queste narrazioni pungola dentro e chiede assumere una forma diversa.
“Un giorno, nel bel mezzo di quel tumulto di idee pazze che non servono a niente e non vanno da nessuna parte, ti viene in mente qualcosa che, di colpo, non sai nemmeno perché, ti affascina. Ti abbaglia, ti turba, ti acceca, ti cattura. L’emozione che provi è così grande che non ti entra in petto, che ti travolge la testa, così ti dici: questo devo raccontarlo, devo condividerlo. Ed è lì che nasce il racconto, o il romanzo”.
Il pericolo di essere sana di mente riflette su cosa significhi essere un artista, cosa c’è dietro alla nascita dell’ispirazione, e soprattutto sul prezzo da pagare per convivere con essa, perché «l’opera si aggira sempre intorno a te, così come si aggira la folli


