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Giovedì 26 marzo alle ore 17:30 presso la Biblioteca civica di Gambalunga, nella Sala della Cineteca ci sarà la presentazione del libro “Il bambino a colori” di Hervé Tullet, edito dalla casa editrice il Saggiatore.

L’autore dialogherà con Alessandra Falconi, esperta di educazione ai media e creatività digitale, letture a cura di Alessia Canducci, attrice, viaggiatrice e lettrice appassionata.

Hervé Tullet (Avranches, 29 giugno 1958) è un artista, scrittore e illustratore francese, autore rilevante nel mondo della letteratura per l’infanzia.

Oggi vive tra Rimini e il Friuli, “in un equilibrio tra mare e montagna”, e proprio a Rimini tornerà giovedì per incontrare bambini e famiglie alla Biblioteca Gambalunga.

“I bambini non hanno necessariamente coscienza di questa ’grammatica’. La loro creatività nasce dalla spontaneità, dalla gioia, dal senso dell’improvvisazione e dell’istante. Punto, linea, macchia: sono elementi semplici, il vocabolario del bambino, di cui ci si può appropriare facilmente. Non c’è rischio di errore. Sono strumenti che offro anche agli adulti, per ritrovare un’intuizione infantile che è innata ma che finiamo per perdere”.

Questo libro è un viaggio nella memoria di un bambino cresciuto nell’eco della guerra d’Algeria, tra silenzi familiari e solitudini abissali. Ma è anche una storia di salvezza: quella che arriva dall’arte, dai libri, dalla scoperta del surrealismo e, soprattutto, dall’incontro con i bambini. Punto, linea, macchia, scarabocchio: è questo il linguaggio universale che Tullet condivide oggi con l’infanzia di tutto il mondo. Un lessico primitivo e potente che lo ha trasformato da «bambino trasparente» in un artista capace di dialogare con milioni di piccoli lettori.

Tra ricordi personali, riflessioni sull’arte e il racconto delle sue celebri performance, Tullet ci mostra come la creazione non sia proprietà esclusiva degli artisti, ma un diritto di tutti. Il bambino a colori è confidenza e manifesto insieme: un libro che parla agli adulti portando dentro di sé la forza luminosa dello sguardo bambino, e che mostra come la creatività sia sempre un viaggio collettivo per ritrovare dentro di noi la luce che crea, resiste e inventa il futuro.

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