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Al di là delle goliardiche battute su un’abbronzatura più o meno riuscita, a fine estate si tirano le somme, su argomenti più o meno seri.

Sembrerebbe essere una sorta di vigilia di Capodanno anticipata, durante la quale, volenti o nolenti, ci prepariamo ad affrontare una nuova routine che diventerà abitudine probabilmente. Ma l’estate tutto questo, almeno estemporaneamente, ce lo aveva fatto dimenticare. Pensavamo di cantare per tutta la vita un pop orecchiabile in riva al mare o in montagna, quando il numero 31 ci ricorda che si riparte, il ciclo ricomincia. Ogni anno sembra di essere sempre più fagocitati dalla voglia di godersi ogni istante dell’estate, così preziosa nella sua effimerità.

Ma il 31 arriva, sembra già di anticipare l’1 fermando tutto il fervore che fino al 30 era concesso. Eppure ci concede una cosa più preziosa: la riflessione. Il caldo torrido sembra aprire uno spiraglio per fermarci e dirci tra noi: abbiamo fatto abbastanza scorte di belle esperienze? Di ricordi sui quali rimuginare una volta tornati a lavoro?

Per molti queste riflessioni non sono sole, ma arrivano accompagnate da una canzone, da una melodia dal testo coinvolgente nella sua profondità, nessuno se ne sente escluso: Guardia ’82 di Brunori Sas.

“Il 31 d’agosto c’è una storia che nasce e un estate che muore”. Oltre all’amore per la Calabria, il cantautore ci trasmette un’immagine per descrivere efficacemente un’emozione complessa e contrastante. Si può convivere con due stati d’animo così diversi come l’innamoramento e la nostalgia? La risposta è evidentemente si, è nella natura dell’uomo essere complesso. E come Brunori canta, forse dovremmo vedere dove ci portano e lasciar passare il tempo, che inesorabile cammina ugualmente e ci costringe a “cambiare di livello” cose e situazioni in maniera repentina, ma pur sempre naturale e sorprendente.

Il tempo ci dà tempo, siamo noi che ce ne accorgiamo solo nei “31” della vita.

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