Scegliere di parlare sovrastando un dolorosissimo silenzio. Così il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pizzaballa, avvalora il suo sostegno alla martoriata popolazione di Gaza, tristemente abbandonata mediaticamente e umanitariamente dopo la proposta di tregua americana che sembra aver portato allo stop ai bombardamenti a tappeto, ma crea una falsa e dannosa illusione di lieto fine.

“La pace nasce dal basso e non è uno slogan” afferma Pizzaballa a fine novembre durante un intervento nel corso dell’evento di presentazione della Campagna Tende 2025-2026.”Nasce nei contesti quotidiani, a partire dalla scuola, dalla formazione. Ricordiamoci che a Gaza non si va più a scuola da 3 anni”. Aggiunge: “Se c’è stato quello che c’è stato è perché è presente una cultura, un pensiero che lo ha permesso e giustificato”.
Convertire l’istituto scolastico in campo assistenziale è indice di una situazione emergenziale, estemporanea, altamente provvisoria e a cui non ci si può assuefare. Pizzaballa, in occasione della sua visita pre-natalizia nella Striscia, torna a far parlare della situazione instabile, pericolosa e inaccettabile che, invece, persiste, con o senza mezzi di informazione che vi puntino i riflettori.

Oggi, 21 dicembre, prosegue i suoi incontri con i membri della comunità della Sacra Famiglia, unico punto di riferimento Cattolico nella Striscia, attaccato lo scorso luglio proprio dai bombardamenti e si prepara alla celebrazione della Messa Solenne di Natale.


