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Nella storia del grande schermo sono stati tanti i papà che hanno fatto emozionare. Saggi, determinati, divertenti, teneri, pronti a tutto per il bene dei propri figli. Da Will Smith ne La ricerca della felicità a Roberto Benigni ne La vita è bella, da Sean Penn in Mi chiamo Sam ai padri celebri dei film di animazione. Ecco una selezione dei migliori.

UNA FAMIGLIA VINCENTE – KING RICHARD – In una lista di padri indimenticabili del cinema non si può non partire da uno dei più recenti. Will Smith ha vinto l’Oscar per l’interpretazione di Richard Williams, padre e allenatore delle leggende del tennis Venus e Serena Williams.

LA RICERCA DELLA FELICITÀ – Sempre Will Smith era stato lo splendido protagonista del film di Gabriele Muccino (e ottenne una candidatura agli Oscar), in cui interpreta Chris Gardner, che prima di diventare un imprenditore miliardario attraversò una fase di povertà dovendo badare anche al figlio (che ha il volto di Jaden Smith, figlio di Will anche nella realtà).

MRS. DOUBTFIRE – Nel film del 1993 di Chris Columbus, il protagonista sta divorziando dalla moglie. Quando il giudice affida la custodia dei figli alla donna, lui deve escogitare un modo per vederli più spesso e si traveste da una governante, una settantenne britannica, dai modi gentili ma decisi. In questo modo riesce a passare le giornate intere con i figli finché non viene scoperto. Robin Williams, in una delle sue interpretazioni più strabilianti, ha vinto il Golden Globe per questo ruolo.

LA VITA È BELLA – Roberto Benigni ha dato vita a uno dei papà cinematografici più indimenticabili. Nella sua pellicola del 1997 interpreta Guido Orefice, un uomo ebreo deportato insieme alla famiglia in un campo di sterminio nazista durante la Seconda guerra mondiale. Qui proverà a proteggere il figlio Giosuè dall’orrore facendogli credere che tutto faccia parte di un gioco. Per questo ruolo ha vinto l’Oscar come miglior attore protagonista.

MI CHIAMO SAM – Sean Penn ha ottenuto una meritata candidatura come miglior attore protagonista agli Oscar per la commuovente interpretazione di Sam Dawson, un uomo che soffre di una disabilità mentale costretto a crescere l’adorata figlia Lucy Diamond perché la madre della bimba li ha abbandonati. Tra difficoltà, assistenti sociali e cause di affidamento, il legame speciale tra padre e figlia rimane sempre immutato, fino al lieto fine.

LADRI DI BICICLETTE – Capolavoro del neorealismo, segue le vicende di Antonio Ricci e la sua ricerca della bicicletta rubata (che gli serve per lavorare come attacchino). Nelle sue peripezie viene accompagnato spesso dal figlio Bruno e proprio il pianto del bambino gli eviterà l’arresto quando per la disperazione proverà lui stesso a rubarne una. Memorabile la scena finale con i due che mano nella mano camminano tra la folla nella sera romana.

IL RE LEONE – Il capolavoro d’animazione Disney ha tra i suoi punti chiave il rapporto tra il giovane leone Simba e il padre Mufasa. Indimenticabile il racconto del Cerchio della Vita, con cui il papà forma il suo erede. E impossibile trattenere le lacrime nella scena della morte del re, ucciso dal malvagio zio Scar.

ALLA RICERCA DI NEMO – Impossibile poi non citare il film della Pixar, acclamato da critica e pubblico (e vincitore dell’Oscar dedicato ai film d’animazione). Il pesce pagliaccio Marlin è rimasto vedovo e si dedica con tutte le premure possibili al suo unico figlio, Nemo, nato con una pinna atrofica. Quando il piccolo si allontana e viene preso da un subacqueo, il papà inizia una lunga e disperata ricerca accompagnato dalla smemorata Dory.

CAPTAIN FANTASTIC – Viggo Mortensen, che per questa interpretazione ha avuto una nomination agli Oscar, è Ben Cash, un padre anticonformista che ha cresciuto i figli nei boschi, lontani dal consumismo e in sintonia con la natura. La morte della moglie però costringe la famiglia e tornare in una società che non conoscono, con tutti i problemi che questo comporta.

THE ROAD – Sempre Viggo Mortensen dà il volto al protagonista del film di John Hillcoat, adattamento del romanzo di Cormac McCarthy premiato con il Pulitzer. Padre e figlio sono sopravvissuti a un’imprecisata catastrofe globale e si muovono a piedi in un mondo post-apocalittico e quasi deserto in cerca di condizioni climatiche migliori. Il papà farà di tutto per sopravvivere e proteggere il ragazzo dalla fame e dalle bande di cannibali e criminali.

NEL NOME DEL PADRE – Nell’acclamata opera di Jim Sheridan, tratta da una storia vera, si racconta la vicenda di alcuni ragazzi nord-irlandesi accusati ingiustamente di un attentato dell’Ira a Guildford. In carcere oltre a Gerry Conlon (un grande Daniel Day-Lewis) finisce anche suo padre e i due hanno modo di riavvicinarsi e sostenersi nella dura esperienza condivisa. Il figlio dopo la morte del genitore continuerà la sua lotta per la verità “nel nome del padre”.

HE GOT GAME – La pellicola di Spike Lee vede un carcerato (Denzel Washington) con un figlio talento del basket e conteso tra le più prestigiose università americane. Il direttore del carcere gli propone un forte sconto di pena se riuscirà a convincerlo a scegliere l’ateneo per cui fa il tifo. Così padre e figlio hanno modo di passare del tempo insieme e costruire un rapporto di fiducia e un dialogo che non hanno mai avuto.

BIG FISH – Il film di Tim Burton del 2003, nel pieno stile del regista statunitense, è la storia di un uomo che ha passato la vita a raccontare storie quasi fantastiche, al punto che suo figlio lo reputa un bugiardo e tronca i rapporti con lui. Ma alla fine i due si riconcilieranno e il figlio si accorgerà che l’amore per la narrazione del genitore era genuino e le sue avventure tutt’altro che inventate.

KRAMER CONTRO KRAMER – Il divorce movie più famoso di sempre, vincitore di 5 Oscar, racconta la battaglia legale tra i coniugi Ted e Joanna Kramer (interpretati da Dustin Hoffman e Meryl Streep) per la custodia del piccolo Billy, in cui un ruolo fondamentale è ricoperto dal premuroso rapporto padre-figlio.

LE CHIAVI DI CASA – Il toccante film di Gianni Amelio del 2004 è la storia è un giovane padre (Kim Rossi Stuart) che ha abbandonato dopo la nascita il figlio affetto da una patologia neuromotoria. Dopo 15 anni l’uomo decide di voler entrare nella vita del ragazzo e lo porta in una clinica in Germania per seguire alcune terapie. Il viaggio e il tempo passato insieme al figlio sono finalmente l’occasione per conoscerlo a fondo e imparare ad amarlo.

BEAUTIFUL BOY – Basata su due libri autobiografici e quindi tratta da una storia vera, la pellicola del 2018 di Felix Van Groeningen racconta la storia di David Sheff (interpretato da Steve Carell), un padre che cerca di aiutare il figlio Nic (Timothée Chalamet) a uscire dalla tossicodipendenza.

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