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Patrimonio dell’Umanità e appartenuta ai Borbone delle Due Sicilie, la Reggia di Caserta, è una delle residenze più suggestive e maestose della Campania.
Fortemente voluta da Carlo di Borbone come centro ideale del nuovo regno di Napoli, la Reggia – oltre a secoli di fascino e storia – è stata anche la dimora di diverse leggende.

Tra queste, però, ce ne è una in particolare divenuta molto popolare e che ricorda tanto alcune famose fiabe europee.
Quale?
Ora ve la racconto…

Rossella: la leggenda della strega della Reggia di Caserta
La leggenda narra dei sentimenti e delle loro evoluzioni.
Ovviamente, il sentimento protagonista, non poteva che essere l’amore e di come cambi di profondità a seconda di chi lo nutre e di chi, effettivamente, lo dimostri.
Arriviamo al dunque.
L’eroina di questa storia è la bellissima Rossella.
Una giovane popolana innamorata del principe Andrea che, nonostante le umili origini della Bella (poiché figlia di un pescatore napoletano), ricambiava con ardore il sentimento tanto da volerla in sposa.
Ma come in ogni favola e storia di vita, si sa, l’amore non è bello se non è… osteggiato.
Infatti, l’unione dei due innamorati, fu ostacolato da delle giovani nobildonne napoletane che, spinte dall’Invidia, si recarono presso una strega con l’intento di ledere la futura sposa.

Difatti, nel giorno delle nozze, le donne portarono alla futura principessa una rosa maledetta che – pochi istanti prima di percorrere la navata – annusò il dono con Ingenuità.
Non morì, ma si tramutò in una vecchia dall’aspetto orribile.

Il Panico sopraggiunse e fu il sentimento guida che spinse la povera Rossella a fuggire e a recarsi presso una vecchia megera del beneventano, la quale le assicurò che il sortilegio si sarebbe spezzato solo attraverso il bacio del vero amore.
Rassicurata, poi, dalla Fiducia e certa del bacio di Andrea, Rosella, fece ritorno al palazzo.

Ma non è oro tutto ciò che luccica.
Il principe Andrea non la riconobbe.
Anzi, l’accusò del rapimento dell’amata esiliando la povera vittima in una grotta, oggi racchiusa nel parco della Reggia di Caserta.

L’innocenza vi rimase confinata per anni.
Fino a quando, il suono degli zoccoli di un cavallo, risvegliò la sua attenzione.
Infatti, all’interno del parco della Reggia, il padre di Andrea (ormai deceduto da anni) organizzò una battuta di caccia ed uno dei cacciatori s’imbatté nella grotta… interrompendo così la Solitudine della donna.
Si trattava di Ulrico, principe d’Austria, che colpito dalle precarie condizioni della nostra eroina le si avvicinò per chiederle se avesse bisogno d’aiuto.

La Gentilezza di Ulrico colpì così profondamente Rossella che, per tutta risposta, gli regalò come portafortuna un ramo di pungitopo.

Purtroppo, la battuta di caccia, causò la morte del principe e il tragico evento sconvolse così tanto Rossella che iniziò ad inveire dalla Disperazione.
Fu così che i presenti la notarono e, ritenendola responsabile dell’accaduto, la condannarono a morte.

Persa ogni Speranza di una vita libera dagli intrighi di corte e giunta al palazzo per andare incontro al suo tragico destino, Rossella, espresse come ultimo desiderio quello di vedere un’ultima volta Ulrico.

La richiesta le fu concessa e nell’atto di accarezzare il corpo del principe si punse un dito col rametto di pungitopo che il nobile portava all’occhiello della giacca.
E fu così che, grazie ad una goccia del suo sangue caduta sulla bocca di Ulrico, il principe ritornò miracolosamente in vita.
Tutti rimasero esterrefatti, compreso Ulrico che, quando seppe dell’accaduto, baciò Rosella nonostante le sue sembianze poco appariscenti e non appena le loro labbra si sfiorarono, la ragazza recuperò il proprio aspetto spezzando così il maleficio.

E’ inutile dire che i due si sposarono e partirono, poi, per un viaggio di nozze che, secondo alcuni, duri ancora tutt’ora.

Però è utile dire che, la ricompensa di Rossella, non è affatto la bellezza ritrovata ma, piuttosto… un Amore Sincero e Incondizionato.

Fine.

Credit Photo: Martina Farina

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