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La prima fase di Euro 2020 è giunta al termine, e in attesa che inizino gli ottavi di finale è tempo di tirare una linea e di emanare i primi bilanci.

Nel Gruppo A capitanato dall’Italia, c’è spazio per il sorprendente Galles. Dopo aver impressionato nell’ultima edizione del 2016, i gallesi sono riusciti a riconfermarsi nonostante due nazionali come Svizzera e Turchia che sulla carta, almeno dal punto di vista tecnico, avevano qualcosa in più. Gallesi secondi a suon di organizzazione, corsa e dinamismo, svizzeri alle spalle e turchi addirittura eliminati con zero punti, otto gol subiti e solamente uno subito. Non ci si aspettava una Turchia tra le prime quattro d’Europa, ma non essere riusciti a qualificarsi almeno come terza classificata rappresenta una grande delusione per Calhanoglu e compagni.

Nel Gruppo B, oltre al confermassimo Belgio, c’è spazio anche per la Finlandia. Anche qui c’erano di fronte due selezioni molto più quotate come Danimarca e Russia. Danesi secondi col brivido ma con un Damsgaard in evidenza, russi ultimi ma a pari punti con i finlandesi. Non sono riusciti a qualificarsi come terza forza del girone, ma il tandem Pukki-Pojhanpalo ha sicuramente fatto più bella figura di una Russia anch’essa deludente.

Nel Gruppo C tutto è andato secondo i piani, anche se in molti si aspettato l’Ucraina di Sheva al secondo posto alle spalle dell’Austria. Eliminata una Macedonia che, fatta eccezione per il romanticismo di Pandev, ha regalato pochissime gioie ai propri sostenitori.

Stesso discorso anche nel Gruppo D. Inghilterra prima, Croazia secondo col brivido, Repubblica Ceca terza, anche se confrontati gli incontri avrebbe meritato un posizionamento migliore. Goal e prestazioni importanti dell’ex romanista Schick, autore anche di un supergol da metà campo.

Tanto equilibrio nel Gruppo E. Strano dirlo, ma a dominare il girone è stata la Svezia e non la Spagna che, tra le altre cose, ha dovuto attendere l’ultima giornata per qualificarsi come seconda forza del girone. Slovacchia partita col piede giusto per poi perdersi per strada, mentre chi ha deluso, forse anche più della Turchia, è stata la Polonia. Ultimo posto con un solo punto conquistato, e le stelle Zielinski e Lewandovski autori di un percorso piuttosto mediocre.

Nel Gruppo F denominato come il “girone della paura”, non ci sono stati colpi di scena. Stava per essercelo, però, per merito dell’Ungheria guidata dall’italiano Marco Rossi. La squadra è rimasta imbattuta nonostante nel girone ci fossero Francia, Portogallo e Germania, e questo è già un grande successo, ma quello che fa più storia è che gli ungheresi erano ad un passo nel qualificarsi e ad eliminare i tedeschi. Si è spento tutto all’84’ con un goal di Goretzka, ma è stato un percorso entusiasmante, quasi nostalgico. In molti si ricorderanno di questa bella realtà chiamata Ungheria. Dall’alto, il grande Ferenc Puskás sarà orgoglioso di questi ragazzi.

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