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Si è conclusa tra gli applausi la seconda edizione di “Salerno Racconta”, la rassegna letteraria che dal 9 all’11 giugno che si è svolta presso l’ Arena San Giovanni Paolo II.

Tre serate intense, caratterizzate da un’affluenza straordinaria di pubblico, che hanno dimostrato quanto il territorio sia affamato di storie, confronti e momenti di autentica condivisione. ​Un mosaico di voci: l’originalità degli autori in scena​Il vero motore della kermesse è stata la straordinaria varietà e originalità delle opere presentate.

Sotto la guida attenta dei moderatori Peppe Leone, Stefano Pignataro e Rossella Graziuso, il palco dell’Arena ha ospitato un mix perfetto di generi e tematiche:​ La narrativa e il mistero: Dallo scacchiere emotivo di “Scacco Matto” di Lucia Sforza alla sensibilità introspettiva di “Siedi con me” di Davide Finizio, fino alle atmosfere cariche di suspense de “La Casa Spettrale” di Paride Folino.​

La memoria storica e l’impegno: Grande commozione ed interesse per la saggistica, a partire dal ritratto necessario di “Gracceva” firmato da Massimiliano Amato, passando per le letture intense di “Stracci di Lusso” (interpretate da Maria Rosa Tangari per L’Occhio di Horus APS), fino al toccante spaccato sociale de “Il Viaggio della Cura – La Vera Storia del Caregiver” di Pasquale Mura.​ La rinascita e la poesia: Le sfumature intime e forti di “Domani mi vesto uguale” di Elvira Morena, “Alba” di Antonella Alari Esposito e “Il Fiore sull’asfalto” di Aurora Russo hanno saputo toccare le corde più profonde degli spettatori.Un prodotto culturale di qualità. Dietro i lavori c’è stata una macchina organizzativa rodata e impeccabile.

La direzione del Prof. Alfonso Angrisani ha brillato per precisione, cura dei dettagli coinvolgimento di autori e ospiti Accanto a lui, la figura chiave di Don Nello Senatore, parroco di San Giuseppe Lavoratore e direttore dell’Ente Universitario “San Matteo”. Attraverso l’apertura e la valorizzazione dell’Arena, Don Nello ha confermato la sua visione di una Chiesa aperta, che non si limita alle mura della parrocchia ma si fa promotrice di bellezza, aggregazione e crescita intellettuale.”


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