L’eredità del coraggioso sindacalista raccolta dagli ebolitani
Riapre il sindacato Fisi di Eboli (SA), sabato 7 febbraio 2026, nella storica sede in via Ceffato 127. Dopo la scomparsa del fondatore, Rolando Scotillo, grazie all’impegno comune, della moglie Antonietta Coscia, di Ciro Silvestri, segretario nazionale e di Adolfo Ardovino, commissario provinciale del Fisi, il sogno del coraggioso e infaticabile sindacalista può riprendere. Hanno partecipato alla cerimonia d’inaugurazione tantissime persone che hanno ascoltato affettuose parole di riconoscenza, attraverso il ricordo di Rolando, sia dal sindaco di Eboli Mario Conte, che dal segretario generale Ciro Silvestri, dal vice segretario generale Felice Osio, dal commissario provinciale Adolfo Ardovinoe dal parroco don Giuseppe Guariglia. Tutti hanno affermato che finalmente si è colmato un vuoto e che è arrivato il tempo di rilanciare l’azione che negli scorsi anni ha visto questa istituzione protagonista a livello nazionale della difesa dei lavoratori. Antonietta Coscia, moglie di Rolando Scotillo, non ha fatto mancare il suo personale ed emozionante discorso, esprimendo, dopo aver ricordato, del marito, il senso di giustizia e la vicinanza autentica alle persone più fragili, la sua gratitudine a tutti gli amici e ai simpatizzanti del Fisi che hanno contribuito alla realizzazione della riapertura della sede storica di questo sindacato.
Politicamente, Rolando Scotillo, ricoprì ruoli che, in più occasioni, lo portarono ad occuparsi della vita amministrativa della sua città e delle carenze dell’ospedale di Eboli. Persona unica per le sue qualità umane e guida formidabile nel mondo sindacale, ha difeso strenuamente quei lavoratori, quando, durante il periodo della pandemia del Covid 19, sono stati sospesi ingiustamente attraverso leggi inique e paradossali. Riusciva a conciliare gli impegni del sindacato con gli altri, non meno importanti, nel campo sociale, politico e familiare. Era sempre disponibile con tutti. Il vuoto che ha lasciato, ora sarà sicuramente colmato dall’eredità intellettuale che, come patrimonio inestimabile, hanno ricevuto tanti suoi collaboratori e tanti uomini liberi e giusti. Infatti il suo prezioso testimone, costruito attraverso le sue eroiche battaglie per i lavoratori, per i diritti civili e la democrazia, rappresenta un faro di luce, un percorso verso la libertà ed il mantenimento dei diritti inviolabili di ognuno di noi.






