Il Museo archeologico Nazionale della Valle del Sarno ospita la mostra “Mondorondo” di Aleandro Roncarà. L’inaugurazione del 26 settembre inserisce l’apertura straordinaria del museo nell’orizzonte europeo delle Giornate di valorizzazione del Patrimonio 2026.

La serata inaugurale organizzata in collaborazione tanto dell’associazione Nuova Officina e del suo Presidente, Antonio Squitieri, che dell’Università degli Studi di Salerno, ha regalato ai visitatori la lettura scenica La Vergine e lo scarafaggio, tratta dal racconto omonimo di Domenico Rea a cura della Compagnia “I figli di Partenope”. Gabriele Musco, voce narrante e ideatore dell’adattamento, ci racconta:
“Portare in scena La Vergine e lo Scarafaggio significa dare nuova voce a una pagina preziosa di Domenico Rea, l’unico racconto inedito dello scrittore, pubblicato nel volume curato dal professor Vincenzo Salerno. Si è scelto di trasformare questo racconto in una lettura scenica perché le parole di Rea hanno ancora oggi una grande forza e una straordinaria capacità di parlare al pubblico. È una storia profondamente legata alla Napoli popolare, alla sua cultura, alle sue tradizioni e a quel modo semplice e autentico di raccontare la vita attraverso personaggi e vicende quotidiane.
Attraverso la voce degli interpreti, la musica dal vivo e il disegno delle luci, si è cercato di restituire non soltanto il testo, ma anche l’atmosfera e l’umanità che lo caratterizzano. L’obiettivo è far vivere questa storia sulla scena e permettere al pubblico di entrare, anche solo per un’ora, nel mondo raccontato da Rea. È soprattutto un omaggio a un grande scrittore e un modo per contribuire a custodire e tramandare una pagina della sua opera che merita di essere conosciuta, ascoltata e riscoperta”.





La mostra rimarrà al Museo della Valle del Sarno fino all’11 ottobre.
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