“Durante il giorno vado di casa in casa per aumentare la consapevolezza dell’importanza dell’educazione infatile per le ragazze. Sono una donna anziana, un membro della Gulabi Gang, le persone mi ascoltano – racconta Chandania Devi, uno dei membri più anziani – Il nostro paese è considerato “intoccabile”, nessuno viene qui a preoccuparsi di noi. Prima avevamo solo una vecchia scuola in rovina. Dopo l’iniziativa di Sampat abbiamo un insegnante e i bambini vanno a scuola. La mia famiglia è orgogliosa di me. Io sono orgogliosa del cambiamento che sto portando nel mio paese”.
Sono queste le parole della donna più anziana della Gulabi Gang.
Ma di cosa si tratta?
La Gulabi Gang è costituita da gruppi di donne che si dedica all’ emancipazione di altre donne di ogni casta, vittime di violenza domestica e sessuale.
Sono oltre 270.000 i membri della Gang, fondata nel 2006 da Sampat PAL Devi, nel distretto di Banda, Uttar Pradesh.
Si tratta di donne di età compresa tra i 18 e 60 anni spesso ostacolate e minacciate dalla polizia locale che non considera ‘favorevolmente’ questa Gang. Sebbene siano “famose” per l’uso dei loro bastoni di bambù (“lathi”) per punire i colpevoli, in realtà la violenza fisica è l’ultima opzione a cui il movimento femminista ricorre. Inizialmente le attiviste cercano sempre di dialogare con l’uomo violento o con l’istituzione, ma se non incontrano collaborazione, passano ad altre forme di intervento.
La Gulabi Gang non si identifica con gli ideali di un partito, perché la sua identificazione è nel comune dolore di tutte le donne.
“Ogni donna che soffre è con me, è la loro battaglia, e io le sto addestrando” afferma Pal Davi.


