La comunità scientifica, condividendo una tradizione di lunga data che trascende nazioni, religioni ed etnie, dovrebbe promuovere, come affermato nella Costituzione dell’UNESCO, la “solidarietà intellettuale e morale dell’umanità”, che è la base di una cultura di pace.
-World Conference on Science, 1 July 2001
L’Unesco istituisce la Giornata mondiale della scienze per la pace e lo sviluppo nel 2001, richiamando l’impegno della Conferenza mondiale sulla scienza tenutasi a Budapest nel 1999.

Avendo ben presenti i passi da gigante che le cosiddette scienze della natura compiono a velocità che si prospettano sempre crescenti, risulta innegabile che la scienza sia chiamata a responsabilizzarsi, mossa dalla voce che parla in lontananza delle scienze dello spirito che, zoppicando in questa corsa folle, non riescono a stare al passo come dovrebbero.
Società e ambiente
La Dichiarazione sulle scienze e l’uso della conoscenza scientifica sottolinea la crescente complessità della relazione tra società e ambiente, connubio meglio interpretato alla luce del progresso scientifico. Equilibri e squilibri sociali sono e saranno sempre di più legati all’unico mondo che ci è dato abitare, ma di cui sembriamo ignorare le urla d’aiuto.
La tecnica è stata a lungo mezzo per l’uomo, fino poi a diventarne estensione corporea e mezzo elitario, mai democratico, di controllo sulle menti dei più. “Disastri tecnologici e degradazione ecologica”, continua la dichiarazione, “contribuiscono a creare inequità sociale, ma è la società con investimenti pubblici e privati e il mezzo della diffusione scientifica a potervi porre rimedio”.

Alla visione catastrofica di un mondo distrutto dai propri abitanti si oppone il manifesto di questa giornata mondiale che proclama:
L’accesso libero alla scienza non solo è elemento sociale ed etico necessario per lo sviluppo umano, ma è anche essenziale per realizzare l’intero potenziale delle comunità scientifiche di tutto il mondo e per orientare il progresso scientifico verso i bisogni del genere umano.
Open Science e mondo post atomica
Un invito, questo, ad una democratizzazione del sapere e alla sua diffusione su ampia scala per una maggiore consapevolezza e un minor rischio di arroccamento del potere, che si allontana dal basso quando tiene per sè il sapere.
Il professor Luciano Maiani in un’intervista afferma che dopo Hiroshima e Nagasaki la scienza guarda alla pace. “La scienza è universale, transcontinentale, ha ideali non nazionalistici”.
Nel 2022, alla XXII edizione dell’Amaldi Conference, è stata ribadita l’estrema attualità della conclusione del cosiddetto “manifesto Russel-Einstein”:
Dovremmo scegliere la morte perché non sappiamo rinunciare alle nostre liti? Facciamo un appello come esseri umani ad altri esseri umani: ricordatevi la vostra umanità e dimenticatevi del resto.


