Nella giornata di ieri 16 maggio, a Sarno, i locali della Filanda hanno ospitato la premiazione conclusiva della 2^ edizione del Certamen Lucretianum Agri Sarrastum organizzata dal Liceo “Tito Lucrezio Caro”.

La cerimonia si è svolta alla presenza della D.S. prof.ssa Emma Tortora, delle rappresentanze politiche locali, del prof. E.M.Ariemma del DIPSUM Unisa, del prof. M. D’Ambrosi e del prof. S. Di Martino già Dirigente scolastico. Tra gli ospiti, la prof.ssa Carmen Matarazzo, Presidente dell’Associazione
“Certamen plinianum” e Segretaria Generale dell’AICC.
Ospite d’onore, la dottoressa Francesca Franza, Funzionario dell’USR CAMPANIA.
Una vasta platea composta da studenti, genitori e insegnanti, dopo i brillanti interventi dei membri della giuria, ha applaudito la premiazione:
1^ posto: Miranda Antonio– Liceo “T.Lucrezio Caro” di Sarno;
2^ posto: D’Urso Sara– Liceo ” T. Tasso” di Salerno;
3^ posto: Mandanis Andrea– Liceo ” F. De Sanctis” di Salerno.
Menzioni d’onore sono state assegante a:
- Nasti Alessandra- Liceo “P.Virgilio Marone” di M.S. Severino;
- Lodato Mara- Liceo ” T. Lucrezio Caro” di Sarno;
- Pucci Raffaele- Liceo ” G.B. Vico” di Nocera inf.

Per l’organizzazione, un ringraziamento sincero va alla Dirigente scolastica, prof.ssa Emma Tortora.
Si ringraziano inoltre gli sponsor per il loro prezioso supporto: Sider Pagani, Solania il mio S.Marzano, Euromaster Pagani pneumatici, Zuottolo Autotrasporti, Rotaract di Nocera Inf., Soigea, Mar Trasporti srl, Pasticceria Faiella.
Zoom in sull’evento
Non si dovrebbe mai smettere di parlare del ruolo irrinunciabile che la cultura classica ha nella vita dell’uomo e della sua necessaria valorizzazione, ma spesso le parole non bastano ed è bene che siano affiancate da gesti concreti, azioni vive e testimoni di passione e dedizione, che resistono alla corsa furiosa verso non si sa bene cosa del nostro tempo.
Studiare i classici non significa rallentare, o meglio non nell’accezione di “rimanere indietro” che noi comunemente intendiamo. Significa “rafforzare la propria flessibilità“, renderci plastici a tal punto da poter liberamente scegliere la nostra forma, senza doverci passivamente deformare, adattandoci su quella che gli altri scelgono per noi.
Da qui l’importanza di soffermarsi, prestare attenzione e indagare sulla storia (letteraria e non) così che possa essere al servizio della vita, forse la sua unica modalità utile, ma anche sul podio dei beni di prima necessità dell’uomo, nonostante non in molti se ne rendano conto. La traduzione è fondamentale in questo: non mero passaggio di metodo, ma vera e propria conduzione di sè in un altro luogo. La traduzione non è mera acribia, che la sterilizzerebbe se fosse la sua unica caratteristica, ma è “spostamento di sè, trasposto dal passato ad un presente”.



