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È il 1982 quando il Time proclama Giorgio Armani “Uomo dell’anno”. La sua rivoluzione valoriale influenzerà plasticamente la società.

Nuovi codici stilistici

Introduce linee più sinuose, morbide, meno costruite e un minimalismo sofisticato che viene scelto e portato alla ribalta, tra gli altri, da Richard Gere e Michelle Pfeiffer, che ne riconoscono immediatamente la portata innovativa. Il maschile e il femminile si mescolano, si avvicinano e dialogano rompendo la freddezza del monologo che aveva occupato la scena fino agli anni ‘80. Un dialogo che si estende anche al rapporto tra mannequin e abiti.

Lo stesso Giorgio Armani afferma di lavorare bene solo se alla modella piace ciò che sta indossando. Pertanto, con i piedi ben saldi a terra, fiero del suo lavoro ma consapevole che “un’abito, da solo, è un’idea: prende vita solo su un corpo, attraverso la personalità unica di ogni donna”, Armani rimane sempre fedele al suo stile e alle sue ispirazioni, coerenza riconosciuta dal mondo intero e cifra delle sue opere, che prende per mano dall’inizio fino alla passerella.

Credit by: Artribune

Da sempre è stato evidente, infatti, il connubio tra la figura professionale di Armani e l’uomo Giorgio, per il quale non vuoto virtuosismo ma capacità e creatività devono essere alla base del plauso, della lode del pubblico e della critica. Tiene, ad esempio, a sottolineare in occasione dell’uscita del suo docu-film nel 2020 che esso vedeva protagonista “ciò che c’è dietro il suo lavoro”, non la sua persona. Ha portato questi suoi valori alle grandi stelle dei carpet che lo hanno consacrato in un panorama globale. Anna Wintour addirittura afferma che è stato proprio lui ad insegnare ai divi del cinema come vestire al passo con i tempi. 

Eredità immortale

Perché il contatto con il tempo che scorre è un motivo che lo ha accompagnato in tutta la sua vita. Lo sguardo rivolto ad un futuro e alle nuove generazioni in cui, dice, non ha mai smesso di credere.  Giorgio Armani muore a 91 anni il 4-09-2025 lasciando al mondo, non solo quello della moda, una grande eredità spirituale: il sacrificio unito alla passione porta al successo, che non deve mai dimenticarsi delle sue origini, pena lo snaturamento e va alimentato con umiltà e coerenza. 

Ma più profondamente, ci lascia nell’anno in cui ha fatto un grande regalo a tutti, appassionati e non del suo stile. Per festeggiare i vent’anni delle collezioni di Haute Couture di Armani Privé, questi meravigliosi e luminosissimi abiti sono esposti ad un pubblico più ampio, gesto che sottolinea la generosità di Armani, che teneva a mostrare “un mondo prezioso che in mostra diventa una sorpresa che emoziona”.

Credit by: Luxferity

 

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