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Gennaio, è un pò come settembre.
È un mese di bilanci e dei cosiddetti “buoni propositi”.
E tra diete disintossicanti, decreti ministeriali e ordinanze regionali la mia mente è… a spasso nel tempo.

Throwback
È estate del 2021 (lo so, è un viaggio temporale piuttosto recente ma son dettagli, sorvoliamo).
Dicevo, è estate del 2021.
Luglio, Sorrento e sole a catinelle.
Sono nel pieno del Farina Drink Tour…

Cocktail : Le Fizz
Location : CuCù miscele&cucina (Sorrento)

… e tra drink ricercati e locali all’avanguardia, incappo spesso in lei :
” condivido a pieno il suo pensiero sul bere bene, ma… UNO SPEAKEASY COS’È?”
Ed eccola che si presenta a me in circostanze e sembianze “umane” diverse e si presta a divenire, poi, il mio tormentone estivo.
Ebbene, mie care lettrici e miei cari lettori, salite pure a bordo di questa mia strampalata macchina del tempo e allacciate soprattutto le cinture di sicurezza, perché stiamo per catapultarci in un viaggio temporale piuttosto turbolento e per nulla recente.
Pronti?
Bene.

Throwback 2.0
È inverno.
Gennaio, Stati Uniti d’America e i ruggenti anni venti.
Siamo nel pieno del Proibizionismo (sì, lo so lo so vi ho trascinati in un’altra dimensione sociale ricca di restrizioni, ma son “piccoli” dettagli anche questi… quindi… sorvoliamo 2.0).
Dicevo, siamo nel pieno del Proibizionismo e mentre ci dirigiamo al 21 West 52nd Street di New York City, vi darò alcune delucidazioni su quest’epoca e sul perché vi ho trascinati fin qui.
Procediamo…

– Proibizionismo
Nel Gennaio del 1919, poco dopo due mesi dalla fine del primo conflitto mondiale, fu ratificato il XVIII emendamento della Costituzione Americana, conosciuto come il “Volstead Act” che entrerà in vigore solo un anno dopo, nel Gennaio del 1920.
Tale emendamento, fomentato dalle “Società per la Sobrietà” (gruppi politici e religiosi a base puritana e rurale) , aveva instaurato il regime “secco” in tutto il territorio.
Nello specifico : l’emendamento non vietava il consumo personale di alcolici, ma proibiva la loro produzione, vendita, importazione e trasporto.
Ciò comportò :
• l’aumento del costo dell’alcol (poiché importato dai Paesi limitrofi : Canada e Messico);
• il suo contrabbando (il mercato nero)
• e la nascita degli speakeasy.

Drink : Sweet And Chic
Speakeasy : At Home Exclusive Drinkers Club

Eccoci, finalmente, al dunque.
Il movente : lei.
Il cardine delle mie più interessanti esperienze lavorative e relazionali.
Curiosi?
Prometto che sarò breve!
Anche perché non vorrei che c’imbattessimo in Al Capone (Scarface, ndr)… che al momento, dicono, sia un pò suscettibile… e poi, siamo quasi giunti a destinazione!
Svoltiamo…

– “ma… UNO SPEAKEASY COS’E’?”
Uno speakeasy, che letteralmente significa : “parlar piano, con tranquillità, senza tensioni”, è un locale nascosto.
È un vero e proprio secret bar.
Le sue origini, risalgono al 1888 ma prosperò solo nel XX secolo con la presa in vigore del decreto Volstead Act.
Infatti, dal 1920 al 1925, nella sola città di New York si stimavano, su per giù, tra i 25 mila a 100 mila speakeasy.
Non c’era un angolo di New York senza uno speakeasy (silenziosamente) in fermento.
Questo tipo di bar illegali – in quanto servivano alcolici senza licenze e gestiti dai gangster locali – poi, prevedevano :
• l’uso di una parola d’ordine (al fine di evitare spie e di conseguenza agguati delle forze dell’ordine. Se non la si conosceva, era vietato l’ingresso.) ;
• un abbigliamento consono (se si trattava di uno speakeasy altolocato)
• e l’acquisto di un biglietto (nel caso ci fossero state attrazioni artistiche).
Infine, tali nightclub, contribuirono al cosiddetto Rinascimento di Harlem, poiché consentirono alle persone di colore di bere e di divertirsi lontane dalle discriminazioni razziali.
I bar del “parlar piano”, scomparirono (ma non del tutto) solo alla fine del Proibizionismo avvenutasi il 5 dicembre del 1933, quando il presidente degli Stati Uniti, Franklin Roosevelt, firmò il XXI emendamento della Costituzione.
Abolendo di fatto il Volstead Act.

Avrei tanto altro ancora da raccontarvi su questi intriganti, misteriosi e stilosi speakeasy, ma per fortuna, data l’autista (cioè io), siam giunti sani e salvi a destinazione!

Accosto…
Slacciatevi pure le cinture di sicurezza…
E benvenuti al 21Club di New York, uno dei primissimi Speakeasy del 900.
Ah, dimenticavo!
La parola d’ordine!
Shhh ve lo dico sottovoce… è Green Pass!

Speakyeasy : 21Club di New York (momentaneamente chiuso causa Pandemia)

Concludo, come sempre, con la speranza d’essere stata di piacevole lettura e di non avervi, soprattutto, annoiato e ricordatevi che il fine del viaggiare è viaggiare stesso e non l’arrivare (cit.).
Al prossimo “viaggio” a spasso nel tempo…
Martina

OnAir : Novecento di Paolo Conte
https://youtu.be/Uv4slY0pu7w

Ph : Martina Farina

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