NAPOLI – Dite addio alle ricostruzioni vertiginose, ai cristalli applicati o a impressionanti nail-art tridimensionali. Solo
l’unghia, nella sua forma più essenziale — corta, lucida, sana. Le passerelle
della primavera 2026 l’hanno consacrata, le red carpet l’hanno adottata,
e i saloni di tutto il mondo registrano numeri che parlano chiaro: le manicure
minimali sono cresciute del 250% su base annua, mentre la richiesta di smalti
bianco latte segna un +24% (stando ai dati della piattaforma Fresha).
Lo chiamano “naked nails”,
“bare nails” o, ancora più indicativo, “your nails but
better”. Dietro le etichette, una sola direzione: il ritorno alla bellezza
autentica. Dopo anni di massimalismo, di gel a oltranza e di applicazioni
sempre più elaborate, le nuove generazioni hanno riscoperto il piacere di un’unghia
naturale valorizzata anziché coperta. Toni nude trasparenti, finiture milky,
rosa impalpabili, lunghezze contenute in forme morbide come squoval, mandorla,
tondo. È la “quiet luxury” approdata sulla punta delle dita:
discreta, versatile, pensata per la vita di tutti i giorni. Non si tratta solo
di estetica: alla base del fenomeno c’è una crescente attenzione alla salute
dell’unghia: gel ripetuti, acrilici e rimozioni aggressive lasciano nel tempo
lamine fragili e indebolite, e il movimento delle unghie nude nasce anche come
reazione, come scelta consapevole verso una manicure che cura invece di
stressare.
«Secondo l’esperienza maturata nella
nostra accademia, possiamo confermare che si registra una crescente richiesta
di manicure naturali, curate e versatili», conferma Carlo Matthey, CEO
dell’Accademia Liliana Paduano, storico riferimento nella formazione
professionale del settore beauty e nails. «Le nuove generazioni cercano
prodotti performanti ma semplici da utilizzare, che valorizzino l’unghia
naturale e permettano di cambiare look con facilità, senza rinunciare a qualità
e durata», gli fa eco Valentina Iovino, art director Lilianails, segmento
che proprio in queste ore ha lanciato la linea Classic Nail Polish. Una
linea che risponde alla domanda crescente di professioniste del settore e
appassionate: non un singolo smalto, ma una sequenza di prodotti per preparare,
proteggere e rifinire l’unghia naturale, pensato per restituire centralità alla
manicure tradizionale senza ricorrere a tecniche invasive. A definirne la
fisionomia è stato il lavoro delle docenti dell’Accademia, che hanno testato e
selezionato ogni referenza con criteri da contesto formativo: tenuta, facilità
di applicazione, resa sull’unghia nuda. Una scelta che intercetta il nodo
emerso dal trend (la salute della lamina) collocando la linea dentro la stessa
logica delle “naked nails”: valorizzare l’unghia, non sostituirla.
«Non stiamo inseguendo una moda, la
stiamo leggendo per quello che è: un cambio di mentalità», osserva Iovino. «Chi
oggi sceglie la manicure naturale non rinuncia a niente. Chiede semplicemente
che a essere valorizzata sia l’unghia, non ciò che le si applica sopra».
Un’inversione di rotta che, dai dati ai banchi delle accademie, sembra
destinata a durare ben oltre la stagione.




