Inizia il viaggio del Salerno letteratura Festival, che nel 2026 spegne la sua quattordicesima candelina.
Oggi 13 giugno si inaugura un carosello di incontri organizzati nell’arco di otto giorni il cui cuore pulsante è la lettura.

Focus on books
“Questo festival è il tentativo di richiamare l’attenzione sulla bellezza della lettura in maniera il più possibile svincolata dai diktat e dalle contingenze dell’editoria”, afferma il condirettore artistico, il Professore Gennaro Carillo.
Di qui l’enfasi posta sui classici, che ci accompagnano da secoli. Intere generazioni, sull’esempio di Petrarca, li hanno interrogati e si sono sentiti dare una risposta. L’effetto è lo stesso che Schopenhauer fece a Nietzsche, che scriverà: “lo intesi come se avesse scritto per me”. Eppure le risposte che da essi traiamo risultano calzanti proprio per la strutturale inattualità del classico, che è in un incessante processo di negazione e superamento del presente. La prospettiva privilegiata che ci consegna è frutto di uno sguardo sempre nuovo, slegato dalla contingenza cronologica, astorico, ma sempre dialetticamente vivace.
Il rischio (che premia) della lettura
In un momento come quello contemporaneo dettato da ritmi sfrenati per i quali la funzionalizzazione sembra essere l’unica giustificazione delle azioni, ci è ancora possibile fermarsi a leggere? E, soprattutto, siamo ancora disposti alla lettura scevra da previa sinossi che riduce i tempi di analisi scegliendo per noi, però, gli elementi significativi?
“Leggere un libro è un’avventura, sarebbe triste, per quanto al passo con i tempi, sostituire il viaggio con una scorciatoia. Questo approccio alla lettura funzionalizzata è incompatibile con la lettura stessa, che per essere utile alla vita deve essere gratuita, svincolata da qualunque obbiettivo pratico, priva dell’elemento di costrizione che spesso ne inficia il gusto” (Professore Gennaro Carillo)
Nell’orizzonte greco il κίνδυνος, il pericolo, è condizione essenziale che accompagna la vita in quanto esistenza in balia del mondo, al di là della specificità eziologica. Leggere un libro significa accettare il rischio, contemplare anche la possibilità che a fine viaggio questo possa non esserci piaciuto, ma con una sinossi avremmo corso il rischio ancora più grande di perderci l’immagine vividissima delle madeleine profumate, magari ritenute dettaglio non rilevante.



