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A sei mesi dalla scadenza europea del
31 agosto 2026, l’Italia affronta la fase più delicata del Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza, e – come sottolinea Vincenzo Vinciguerra, esperto in fondi europei e finanza agevolata – la vera sfida non è più l’accesso alle risorse, ma la capacità di trasformarle in risultati concreti.



Dopo le revisioni approvate in sede
UE, la dotazione complessiva del PNRR ammonta a 194,4 miliardi di euro, di cui
71,8 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti; con l’ottava rata
l’Italia ha già incassato 153,2 miliardi, pari al 79% del totale.

Tuttavia, sul fronte degli obiettivi
risultano raggiunti 366 milestone e target su 575 (63,7%), mentre 209 traguardi
restano concentrati nell’ultimo miglio. A fine novembre 2025, 416.320 progetti
risultano in chiusura o completati (75,6%), ma 120.193 sono ancora in
esecuzione, con una spesa sostenuta che supera i 101 miliardi senza coincidere
automaticamente con la piena realizzazione degli interventi.

In Campania, dove si contano 27.016
progetti e a Napoli 81 interventi per quasi un miliardo di euro complessivi, il
nodo centrale resta la capacità amministrativa di chiudere cantieri, completare verifiche e garantire servizi effettivamente attivi entro il 2026, anche alla luce delle criticità evidenziate dalla Corte dei conti e delle recenti misure
di semplificazione introdotte dal Governo.

Vincenzo Vinciguerra: competenza e visione per l’attuazione dei fondi europei

“In questa fase – sottolinea
Vincenzo Vinciguerra, esperto in fondi europei e finanza agevolata – la
differenza la farà la capacità di governance. Non basta intercettare le
risorse: occorre presidiare ogni fase, dalla progettazione alla rendicontazione, fino alla piena messa a regime degli interventi.”

Vinciguerra evidenzia come l’ultimo
miglio del PNRR richieda competenze tecniche, visione strategica e
coordinamento tra enti locali, amministrazioni centrali e sistema produttivo. “La Campania ha davanti un’occasione irripetibile. La vera sfida non è solo spendere entro i termini, ma costruire crescita stabile, competitività e lavoro attraverso una gestione efficiente e qualificata dei fondi europei.”

Il PNRR non può restare un elenco di
adempimenti amministrativi: deve tradursi in opere funzionanti, servizi efficienti e opportunità concrete per i territori. Per la Campania, l’ultimo miglio è già iniziato.

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