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Il decreto ministeriale n. 142 del 21 luglio 2026 fissa un contingente calcolato
solo sulle cessazioni, senza considerare il fabbisogno reale del settore

NAPOLI — È stato adottato il decreto ministeriale n. 142 del 21 luglio 2026, che stabilisce le disposizioni per le immissioni in
ruolo del personale educativo relative all’anno scolastico 2026/2027. Il
contingente autorizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota
del 20 luglio 2026, ammonta ad appena 79 unità su scala nazionale, che saranno
successivamente ripartite tra le diverse province.

Il numero, calcolato esclusivamente sulla base delle 79
cessazioni dal servizio previste per il prossimo anno scolastico, non tiene
conto del fabbisogno reale del settore. A fronte di un organico complessivo
pari a 2.224 posti, risultano infatti 624 posti vacanti, che continueranno a
essere coperti attraverso il ricorso al personale precario, spesso impiegato da
molti anni e, in numerosi casi, da oltre un decennio.

«Ci troviamo davanti all’ennesima conferma di una politica
di reclutamento che guarda solo al turn over e ignora il fabbisogno reale delle
istituzioni educative», dichiara Ottavio De Luca, segretario regionale FLC CGIL
Campania, il quale osserva che «79 posti su scala nazionale, a fronte di
centinaia di vacanze nella sola Campania, significano precarietà prolungata per
lavoratrici e lavoratori che da anni garantiscono il funzionamento di convitti
ed educandati».

La situazione, secondo la FLC CGIL, è resa ancora più grave
dal fatto che in molte regioni le graduatorie a esaurimento risultano ormai
esaurite, mentre dal 2000 non sono più stati banditi concorsi ordinari per il
profilo di personale educativo. Nel frattempo non sono state previste procedure
straordinarie di reclutamento, né strumenti derogatori analoghi alla cosiddetta
mini call veloce, utilizzata per altri profili del comparto scuola.

A questo si aggiunge una criticità strutturale che si
trascina da anni: il calcolo dell’organico necessario a garantire pienamente
l’offerta formativa dei convitti e degli educandati non corrisponde alle unità
di personale effettivamente autorizzate. «Questa distanza tra fabbisogno reale
e organico assegnato compromette la funzionalità organizzativa delle
istituzioni educative», sottolinea De Luca, il quale aggiunge che la stessa
distanza «aggrava i carichi di lavoro del personale, prolunga una condizione di
precarietà ormai divenuta strutturale e limita le opportunità educative e
formative offerte alle studentesse e agli studenti».

Per il segretario regionale è necessario superare una
politica di reclutamento fondata esclusivamente sul turn over e avviare un
intervento organico che affronti il problema nel suo insieme. «Serve un piano
straordinario di immissioni in ruolo — spiega De Luca — e l’indizione di nuove
procedure concorsuali solo dopo aver stabilizzato tutto il personale precario
con lunga esperienza di servizio». De Luca chiede inoltre una revisione dei
criteri di determinazione dell’organico, «affinché esso risponda effettivamente
alle esigenze dell’offerta formativa e al funzionamento dei convitti e degli
educandati».

La FLC CGIL Campania seguirà l’evoluzione della ripartizione provinciale del contingente autorizzato e annuncia che porterà la questione ai
tavoli negoziali con l’amministrazione scolastica regionale.



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