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Cava de’ Tirreni – Un’aula consiliare piena, tanti volti attenti e soprattutto un messaggio chiaro: l’inclusione non può restare una parola da usare nei convegni, ma deve diventare un modo concreto di vivere la città e le relazioni.È questo il clima che si è respirato – venerdì 8 maggio a Cava de’ Tirreni – durante la presentazione del progetto “Adottiamo la città”, promosso dall’associazione Camminare Insieme. Un incontro intenso e partecipato, nato per raccontare un percorso che coinvolge ragazzi con difficoltà psico-fisiche in un’esperienza di scoperta della storia e delle bellezze della propria città, trasformando la conoscenza del territorio in occasione di crescita, autonomia e integrazione reale. Ma – il cuore dell’incontro – è stato soprattutto il messaggio lanciato dalla presidente dell’associazione, la prof.ssa Gelsomina Vitale, che ha offerto una riflessione intensa e molto attuale sul concetto di inclusione.“La vera inclusione – ha spiegato – non è inserire persone fragili in un sistema che resta uguale a sé stesso. È cambiare il sistema. Non sono i fragili che devono adeguarsi agli spazi, ma gli spazi ad adeguarsi ai fragili”.Un pensiero che ha colpito profondamente il pubblico presente e che ha rappresentato il filo conduttore dell’intera serata. Perché – includere davvero – significa superare la logica del “noi” e “loro”, creare ambienti dove la diversità sia considerata naturale e dove ogni persona possa sentirsi parte integrante della comunità, senza etichette o percorsi separati.Nel corso dell’incontro, poi, sono intervenuti anche l’architetto Francesco Pisapia e l’ingegnere Aniello Ragone, che hanno presentato il libro-guida legato al progetto “Adottiamo la città”, nato per accompagnare i ragazzi in un percorso di conoscenza storica e culturale del territorio metelliano.Il sindaco Vincenzo Servalli ha portato i saluti istituzionali, sottolineando il valore umano e sociale dell’iniziativa e l’importanza di una rete tra istituzioni, scuola e associazioni per costruire una città davvero accessibile a tutti aumentando, così, lo spirito della cittadinanza.Molto apprezzati anche gli interventi della prof.ssa Adele Cavallo sul tema inclusione e lavoro, del prof. Gaetano Cuozzo sul rapporto tra sport e inclusione, della dirigente scolastica Mena Adinolfi sul ruolo della scuola e del prof. Giuseppe Foscari, che ha evidenziato quanto la storia locale possa diventare uno strumento di partecipazione aperto a chiunque.La serata, inoltre, si è conclusa con un momento particolarmente emozionante: la consegna del premio “Cittadino si diventa – Betty Sabatino” all’associazione Camminare Insieme, nell’ambito dell’evento organizzato dagli Sbandieratori Torri Metelliane. Un riconoscimento che ha voluto premiare non solo il progetto, ma soprattutto una visione di comunità basata sull’ascolto, sul rispetto e sulla valorizzazione delle differenze.“L’inclusione vera accade quando nessuno si sente più ospite”, ha ricordato ancora Gelsomina Vitale.Ed è probabilmente questa la frase che meglio racconta il senso di una serata capace di lasciare un messaggio forte: una città è davvero civile quando ogni persona può sentirsi, semplicemente, a casa propria.

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