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Ultimo appuntamento, sabato 6 aprile alle ore 10.30 nella Sala del Consiglio del Palazzo di Città di Vietri sul Mare, con la rassegna “Quello che le donne… dicono!”, organizzata dal Comune di Vietri sul Mare, nella persona del giornalista Antonio Di Giovanni, nell’ambito delle manifestazioni culturali “Vietri Cultura”, per la direzione artistica di Luigi Avallone e incentrata sulle produzioni letterarie e creative al femminile, con il patrocinio dell’Associazione Giornalisti Cava de’ Tirreni e Costa d’Amalfi “Lucio Barone” e della Proloco di Vietri sul mare.

Sara’ la scrittrice, già ufficio stampa del Parlamento Europeo, Michela Bilotta, a chiudere la kermesse con il suo libro “La metrica dell’oltraggio“ (Jack Edizioni) che affronta le tematiche legate alla violenza di genere, che poi è il tema dominante del libro.

Dopo i saluti istituzionale del sindaco di Vietri sul mare e consigliere provinciale Giovanni e Simone e del presidente dell’Associazione Giornalisti Cava de’ Tirreni –costa d’Amalfi “Lucio Barone “, Francesco Romanelli, la presentazione sarà affidata al prof. Franco Bruno Vitolo. A dialogare con la scrittrice la psicologa Fabiola Esposito e lo psichiatra Walter di Munzio. La manifestazione aderisce al progetto “Posto Occupato” campagna di sensibilizzazione sociale, virale e gratuita contro la violenza sulle donne, nata nel 2013 da Maria Andaloro, che ha ideato e messo in piedi questa campagna che ha fatto il giro d’Italia ed ha anche oltrepassato le Alpi, e rappresentata in questo evento da Concetta Lambiase, che fornirà anche un “focus” sulle attività svolte.

La manifestazione avrà un momento di arte con l’esposizione di alcune opere artistiche, legate alle problematiche affrontate della kermesse, a cura dell’associazione NIMIA, formata dalla poetessa Giovanna Rispoli e dalle pittrici Manuela Borrelli e Sara Di Costanzo.
Beatrice De Sanctis, professione giornalista, sta leggendo il quotidiano. Un caso di femminicidio attira la sua attenzione. All’improvviso la porta sbatte: è la sua direttrice, Roberta Bersaglia che, con il tono brusco di sempre, le comunica il suo prossimo incarico: dovrà recarsi a Valsinni, in Basilicata, per scrivere un pezzo su Isabella Morra, poetessa del Cinquecento assassinata dai fratelli.
Una serie di circostanze inducono Beatrice a intraprendere il lungo viaggio da Milano alla Basilicata in auto, in un simbolico tragitto di consapevolezza, durante il quale ogni incontro si rivela un tassello importante per comporre il mosaico finale della sua esperienza.
La supportano il marito Stefano, che contrappone la sua razionalità da ingegnere all’impulsività di lei, ed Eugenio, il solerte stagista “che detiene un’impressionante media di domande al minuto” e che nasconde un drammatico segreto.
Sullo sfondo, la bellezza struggente e spesso dimenticata dell’Italia minore, da Recanati a Lanciano, da Termoli a Matera, fino ai luoghi di Isabella Morra.
Questa crescita interiore porterà la protagonista a rendersi conto che, nella realtà, l’argomento tema del libro, è un fenomeno più diffuso di quanto si possa pensare.
Ecco quindi che Michela Bilotta ci propone un percorso utile per arginare il grave fenomeno con soluzioni che passano da strade come l’educazione e la cultura, ma anche l’uso corretto del linguaggio, evitando paradigmi costruiti su stereotipi che appartengono a una retorica patriarcale e quindi fuorviante per una corretta comprensione del fenomeno.

A cura di Antonio Di Giovanni

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