Intervista alla Presidente del Forum dei Giovani di Campagna, Maddalena Viglione: i primi 270 giorni, tra certezze, speranze, programmi

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La normativa della Regione Campania, in attuazione della L.R. 08 agosto 2016, n. 26, vuole che “I Forum dei Giovani sono la principale forma istituzionale di partecipazione dei giovani alla vita pubblica locale dei cittadini”, e ancora: “I Comuni favoriscono la partecipazione attiva e il dialogo tra i giovani e con i giovani e le loro rappresentanze, compreso il dialogo intergenerazionale, al fine della condivisione delle politiche anche attraverso forum comunali ed intercomunali della gioventù, consigli comunali aperti, forme innovative di informazione, consultazione e partecipazione. I Comuni possono istituire il Forum dei giovani, quale organismo consultivo di partecipazione giovanile a carattere totalmente elettivo, composto dai giovani residenti nel territorio comunale e rientranti nella fascia di età di cui all’articolo 2”.

Maddalena Viglione, 25 anni, è Coordinatrice del Forum dei Giovani di Campagna, in Provincia di Salerno, dal 24/03/2025, giorno in cui è stata eletta. Studentessa di Informatica presso l’Università degli studi di Salerno, è da sempre, nonostante la sua giovane età, figura di riferimento tra i giovani, costantemente impegnata nel sociale e nella promozione dei valori fondanti della comunità, nelle consultazioni, nelle assemblee, nel volontariato. Tale sua opera rappresenta senz’altro un valore che rafforza il senso collettivo di appartenenza al territorio e la qualità delle decisioni. In esclusiva per Resportage, ci ha concesso un’intervista, a lei va un fervido ringraziamento e l’augurio più sincero.

Cosa l’ha spinta a intraprendere questa strada così affascinante ma anche di significativo impegno?

Credo che la motivazione più profonda sia nata dal desiderio di dare voce ai giovani, di contribuire a costruire un luogo dove i giovani potessero sentirsi ascoltati, valorizzati e protagonisti.
Campagna è una città ricca di storia, cultura e sensibilità, ma come in tanti altri contesti, spesso i ragazzi faticano a trovare spazi in cui esprimersi liberamente. Il Forum dei Giovani rappresenta per me proprio questo: una casa delle idee, dove le voci dei giovani possono incontrarsi e diventare progetti concreti, dove tutti i giovani possano sentirsi Fenici, capaci di rinascere dalle ceneri di un passato e di un presente che troppo spesso non li ha visti, ascoltati o valorizzati; portatori di nuova luce, coraggio e speranza, pronti a trasformare le difficoltà in forza e a costruire, con le proprie ali, un futuro autentico e condiviso. Quando ho deciso di intraprendere questo percorso, sapevo che sarebbe stato impegnativo. Ma la spinta emotiva e ideale era troppo forte per ignorarla. Volevo trasformare le parole in azione, creare connessioni, alimentare il senso di appartenenza e di cittadinanza attiva. Oggi posso dire che ogni momento dedicato al Forum è una conferma: partecipare, costruire insieme e dialogare, sono esperienze che arricchiscono e danno significato autentico al nostro essere cittadini.

Quali sono le principali linee guida che stanno caratterizzando il suo mandato?

Fin dal primo giorno, ho voluto che il nostro Forum si fondasse su tre principi fondamentali: ascolto, inclusione e concretezza. Credo che il primo passo per rappresentare davvero i giovani sia ascoltarli, senza pregiudizi, con attenzione e rispetto. Per questo abbiamo cercato di creare un clima di confronto costante, dove ogni ragazzo e ragazza si senta libero di proporre idee, condividere sogni e anche di sbagliare, perché dalla diversità nasce la crescita. L’inclusione è un valore imprescindibile: vogliamo un Forum che abbracci ogni voce, senza lasciare indietro nessuno, perché solo nella pluralità nasce la vera ricchezza. Ogni giovane, indipendentemente dal proprio percorso, dalle proprie esperienze o dalle proprie sensibilità, deve poter sentirsi parte integrante di questo progetto. Infine, la concretezza: la partecipazione non può restare un concetto astratto, deve tradursi in azioni reali, in iniziative, collaborazioni, eventi, progetti che abbiano impatto sulla comunità e sulla crescita dei ragazzi stessi. Stiamo lavorando su percorsi legati alla formazione civica, alla cultura, all’ambiente, all’innovazione sociale, con l’obiettivo di far capire che il Forum non è un simbolo, ma un laboratorio di idee che produce valore concreto. Non sempre tutto questo è facile, ma la vera forza del Forum non sta solo nei progetti, bensì nelle persone che lo rendono vivo ogni giorno. I ragazzi del Forum sono il motore pulsante di tutto: pezzi unici di un grande puzzle che messi insieme danno vita a un’immagine straordinaria, piena di energia, colori, idee e significato. Senza uno di questi pezzi, l’immagine non sarebbe completa; ogni assenza si sentirebbe, ogni contributo è essenziale. Ognuno porta qualcosa di unico: chi l’entusiasmo contagioso, chi la curiosità instancabile, chi la creatività che sorprende, chi la determinazione che spinge tutti avanti. Ogni gesto, ogni idea, ogni sorriso contribuisce a costruire il Forum e la comunità che lo circonda. Ed è proprio questa diversità, questa ricchezza di talenti e di personalità, ciò che rende l’esperienza così potente e memorabile: non siamo solo un gruppo di giovani, siamo un insieme di storie, sogni e passioni che si intrecciano per creare qualcosa di più grande di noi stessi. Voglio dedicare un pensiero speciale ad Asja Ciaglia, Berardino Izzo, Costantino Maglio, Eleonora Filantropia, Erika Chianello, Francesca Pia Adelizzi, Federica Perruso, Giovanni Perrelli, Mariagrazia Perna, Mario Palladino, Marta Montera, Raffaele Luongo e Vincenzo Manzo, ognuno dei quali porta un contributo unico: senza di loro, il Forum non sarebbe ciò che è oggi. È grazie a loro che ogni incontro, ogni progetto, ogni iniziativa prende vita e trova energia. Sono loro la prova concreta che la somma delle nostre differenze può generare bellezza e forza, e che insieme possiamo davvero costruire un futuro più partecipato, inclusivo e vivo.

Qual è la reazione dei giovani di fronte al clima di guerra e di tensioni internazionali?

Viviamo tempi in cui la parola “pace” sembra di nuovo fragile. Ogni giorno assistiamo a immagini di guerre, di distruzione, di sofferenza. È impossibile restare indifferenti. I giovani, oggi, sentono tutto questo in modo profondo: provano paura, smarrimento, ma anche una grande sete di verità e di umanità.
Nonostante l’incertezza del mondo, credo che in molti di noi stia crescendo una consapevolezza nuova: la convinzione che la pace non sia soltanto un ideale, ma una responsabilità personale. Noi giovani di Campagna abbiamo la fortuna di appartenere a una comunità che porta nel cuore una storia di resilienza, accoglienza e coraggio civile. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la nostra città divenne un simbolo di umanità: Campagna fu sede di un campo di internamento diverso da tutti gli altri, un luogo dove i prigionieri ebrei furono trattati con dignità e rispetto, protetti dalla popolazione locale e sostenuti dallo spirito cristiano della comunità. Un ruolo fondamentale lo ebbe anche la Chiesa di Campagna, che aprì le sue porte e il suo cuore, offrendo rifugio, conforto e sostegno morale. Quelle mura, che allora accolsero chi fuggiva dalla persecuzione, sono oggi un simbolo della compassione che unisce fede e civiltà. E poi c’è la figura straordinaria di Giovanni Palatucci, il “Giusto tra le Nazioni”, che sacrificò la propria vita per salvare quella di centinaia di ebrei. Il suo esempio ci parla ancora oggi, ci insegna che anche di fronte al male più grande, la coscienza individuale può fare la differenza. Tutto questo ci rende fieri e consapevoli.
Essere giovani campagnesi significa crescere con la memoria di chi ha saputo scegliere il bene, anche quando era difficile farlo. È un’eredità morale che ci sprona a non cedere al cinismo o all’indifferenza, ma a reagire con empatia, con gesti di solidarietà, con la volontà di costruire ponti invece di muri. Oggi, mentre il mondo torna a parlare di guerra, noi vogliamo ricordare che la pace nasce dalle persone, dai piccoli atti di giustizia, dalle parole che curano invece di ferire. La nostra resilienza affonda le radici proprio lì nella memoria di una Campagna che ha saputo trasformare un tempo di dolore in una lezione eterna di umanità.

Secondo lei, quali sono i timori e le speranze di un giovane d’oggi nel prendere in mano la propria vita?

Essere giovani oggi è un’esperienza complessa e, a volte, contraddittoria. Ci muoviamo in un mondo che ci chiede tanto “di essere preparati, performanti, veloci” ma spesso non ci offre la serenità di cui abbiamo bisogno per capire chi siamo e cosa vogliamo davvero.
Il timore più diffuso è quello di non trovare la propria strada, di sentirsi inadeguati o di non avere abbastanza tempo per realizzarsi. Eppure, accanto a questi timori, c’è una speranza forte, autentica: la voglia di cambiare, di costruire, di essere protagonisti del proprio futuro. Io vedo nei giovani di oggi una straordinaria capacità di adattamento, un’energia che nasce dal desiderio di lasciare un segno, di dare senso alle proprie scelte. Il mio augurio è che impariamo a credere di più in noi stessi, a non temere l’errore o il fallimento. Perché ogni passo, anche incerto, è un passo avanti verso la crescita.

Se può, dia un consiglio ai giovani e faccia un appello agli adulti.

Ai giovani direi di non aspettare che qualcuno li inviti a partecipare. Il cambiamento inizia quando si sceglie di esserci, di mettere la propria voce a disposizione della comunità. Non serve essere “grandi” per fare qualcosa di grande: bastano passione, costanza e coraggio. Impegnarsi nel sociale significa credere che il proprio tempo e le proprie energie possono davvero trasformare ciò che ci circonda. Agli adulti, invece, rivolgo un appello sincero: ascoltateci, credete in noi. Non chiediamo di essere guidati, ma di essere affiancati. I giovani non sono un futuro lontano, sono una parte viva del presente, e meritano fiducia, spazio, opportunità. Quando il mondo degli adulti e quello dei giovani si incontrano, nasce qualcosa di potente: una comunità capace di crescere insieme, nel rispetto reciproco e nella condivisione di un unico obiettivo: costruire un domani più giusto, più aperto, più umano… più NOSTRO.

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