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L’ingegnere Ciro Verdoliva, manager sanitario e uomo di fiducia dell’ex governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha lasciato la guida dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona. Si è dimesso dopo appena 4 mesi dal Ruggi D’Aragona e guiderà l’Ufficio del Garante Nazionale per i diritti delle persone con disabilità. L’annuncio delle dimissioni, che sanno di fuga, è arrivato a ridosso delle festività natalizie, suscitando non poco scalpore, sia negli ambienti sanitari che in quelli politici. A ben riflettere, già le parole dell’ormai ex direttore generale lasciavano intravedere le sue reali intenzioni. Infatti, in un incontro con le organizzazioni sindacali, Verdoliva aveva definito il “Ruggi” una vera e propria palude.  Un contesto opaco nel quale persino per il direttore generale risultava difficile accedere a delibere e documenti relativi alla gestione dell’azienda sanitaria. Sul piano politico, la vicenda assume contorni ancora più delicati. Il neo presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha infatti annunciato sin da subito l’intenzione di occuparsi personalmente della sanità regionale, ricalcando un modello di forte accentramento già sperimentato dal suo predecessore. Durante la campagna elettorale, Fico aveva mantenuto un profilo prudente rispetto alle intemperanze verbali di De Luca. Ma è plausibile che il regolamento dei conti tra i due abbia avuto inizio proprio a Salerno. In questo scenario, non è escluso che l’accorto manager, Ciro Verdoliva, abbia scelto di farsi da parte per evitare di restare schiacciato in una lotta tra giganti, le cui conseguenze avrebbero potuto travolgere la governance dell’ospedale e compromettere la sua carriera. Dopo le dimissioni di Walter Longanella, anche questa uscita di scena dimostra che l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno necessita di essere gestita in maniera completamente diversa dalla Regione Campania che dovrebbe mettere al centro di qualsiasi programmazione in modo primario i pazienti e gli operatori sanitari.

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