Si è aperta il 3 gennaio e durerà fino al 13 aprile presso gli Uffizi di Firenze la mostra Cera una volta.
La prima dedicata alle collezioni di Firenze di arte ceroplastica collocabili tra il XVI e XVII secolo.
Curata da Valentina Conticelli, Andrea Daninos e Simone Verde la mostra riporta in luce un’ arte antica particolarmente apprezzata nella Firenze dei Medici tra il Quattrocento e la fine del Seicento.
Prodotto unico e di vitale importanza, ricavata dalle api, la cera venne utilizzata da grandi artisti per la realizzazione di busti, ritratti e maschere funerarie.
Un riconoscimento artistico che però durò poco, perché già a partire dal 1783, nonostante la sensibilità e il riconoscimento di questo valore artistico da parte delle dinastia Medici, il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena mise all’ asta gran parte di queste opere, molte delle quali andarono perdute.
Sono novanta i lavori esposti, tra cui prestiti, restauri, una selezione di di dipinti, cere e sculture, cammei e opere in pietra dura.
Sarà questo un modo di avvalorare tale arte, spesso non considerata alla stregua di quelle principali come la scultura, la pittura, e architettura.
Un nuovo mondo e un nuovo modo di vedere le cose, lasciandosi affascinare con un incanto e una percezione diversa.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde: “Con questa mostra vogliamo portare la ceroplastica fuori da teorie ‘mitologiche’ che la vorrebbero illusoriamente legata alla radice primitiva dell’inconscio estetico europeo, ancorandola invece al rigore dei fatti e delle cronache della storia dell’arte. Grazie a una attenta scomposizione dei pregiudizi che hanno gravato su questa materia …”
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