INTERVISTA AL DIRETTORE DI RESPORTAGE LUCIANO SQUITIERI
A CURA DI MARIKA A. CAROLLA
1)Quando e perché ha deciso di fondare Resportage?
1)Resportage è stata fondata nel 2016. Ho deciso di fondarla perché volevo essere indipendente e cercare di fare capire ai lettori, alle persone cosa volessi raccontare in questo giornale fatto non solo di sport, ma anche di eventi, cultura e spettacolo. L’ ho fondato grazie all’ impegno che ho impiegato in tanti anni di praticantato per diventare giornalista. Conseguito tale traguardo insieme a quello di fotoreporter ho voluto registrare questa testata per raccontare eventi a livello nazionale e locale, da Sanremo, al calcio, allo sport, agli eventi.
2)Cosa si aspettava?
2)Non mi aspettavo all’ inizio di ottenere questi risultati, perché i primi tempi era faticoso avere riscontri al livello di visualizzazioni, letture e segui. E infatti solo dopo due, tre anni ho incominciato a fare risuonare negli ambienti il nome delle Testata Resportage che si ispira inoltre alla parola Reportage solo con l’ aggiunta della lettera S.
3)Ci sono stati momenti in cui ha pensato di mollare?
3)No, sinceramente non ho mai pensato di mollare, perché ho sempre pensato che nella vita bisogna sempre lottare e crederci. Infatti dopo 10 anni di iscrizione all’albo dei giornalisti, 10 anni di attività giornalistica con una testata registrata posso ritenermi fortunato perché ho imparato tante cose e ho sempre creduto in me e in ciò che facevo.
4)Quanto è importante per lei avere un buon team per raggiungere grandi traguardi?
4)Per me avere un grande team è stato importante. In 10 anni di lavoro da fotoreporter e di giornalismo ci sono stati grandi cambiamenti. In principio c’ero solo io e qualche amico, collega, poi con il trascorrere del tempo ho raggiunto grandi livelli, con l’inserimento di colleghi che si sono formati con la mia testata, in quanto hanno raggiunto il loro obiettivo, quello di diventare giornalisti, grazie anche alla mia figura di direttore che ho consentito loro, attraverso il praticantato per divenire giornalista pubblicisti immettendoli nel team. Anno per anno è stata fatta una buona selezione con un team di colleghi esperti, tra cui anche la mia attuale vicedirettrice Marika A. Carolla.
5)Quali sono gli aspetti più belli del dirigere una testata?
5)Gli aspetti più belli di chi dirige una testata sono tanti. In primis ho sempre pensato che chi dirige una testata deve essere un direttore e non un dittatore e formare un team ricco di sinergia, preparare e andare avanti con un team di professionisti è per me l’ aspetto più bello. Creare, costruire e generare qualcosa di importante capace di restare nel secolo.
6)Chi è il suo punto di riferimento in questo lavoro?
6)Il mio punto di riferimento se si parla di fotoreporter per me ce ne sono tanti che lavorano per grandi agenzie a livello internazionale. Io prendo da loro spunto, ma non ho mai cercato di copiare, come fanno altri. Ho sempre pensato che ognuno deve anche dimostrare e mettere il suo impegno, il suo modo di lavorare, che ognuno deve esprimersi al meglio, come può fare. Il punto di riferimento quindi sono tante agenzie internazionali, magari non riesco ora a fornire un nome specifico, ma solo qualche spunto.
7) Quali sono gli altri traguardi che vorrebbe raggiungere?
7) In questi 10 anni direi di aver raggiunto tutto. Ho fatto 10 anni di Festival di Sanremo, Coppa Italia, Supercoppa, Champions League, Campionati di Serie A, B, C e D e concerti di grandi artisti nazionali. In questi 10 anni ho raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissato di raggiungere nel momento in cui ho dato inizio al mio sogno. Sicuramente ci sarà qualche altro evento o traguardo da raggiungere, ma al momento mi ritengo fortunato e vedremo con il tempo di raggiungere altri traguardi.
8)Come si sente oggi ad aver raggiunto invece i 10 anni di questo giornale che è sia digitale che cartaceo?
8)Io mi sento abbastanza fortunato perché partire da una piccola testata digitale locale e arrivare ad essere una testata nazionale dove possiamo raccontare tutto quello che c’è da raccontare a livello nazionale e attenendo in due anni una stampa cartacea, uscire con due edizioni, per due anni consecutivi come giornale cartaceo non è stato per niente semplice e mi sento fortunato e felice di ciò che ho potuto raggiungere.
9) A chi dedica i suoi traguardi?
9) I miei traguardi li dedico in primis alla mia famiglia e soprattutto a mio padre che è venuto a mancare tre anni fa. Lui era molto orgoglioso di me, molto legato a me. Lui era contentissimo per i miei traguardi. Giorno per giorno, mese per mese, anno per anno ha visto i miei successi ed era felicissimo. Quindi, i miei traguardi li dedico soprattutto a lui e alla mia famiglia, ai miei colleghi e amici che mi vogliono bene, mi appoggiano e camminano al mio fianco.

