19 Giugno 1919-19 Giugno 2019, cent'anni di storia della Salernitana. Tra leghe minori e campionati cadetti, passando per la storica promozione in Serie A che ancora oggi è rimasta indelebile nella testa dei tifosi. Già, perchè questa festa è tutta per loro, per coloro che ogni weekend si posizionano in curva a cantare e sgolarsi per difendere i colori granata, per chi non conosce limiti e segue la squadra in trasferta, e chi nonostante il momento difficile non fa mai mancare il proprio apporto. Ecco, questo è lo spirito essenziale della Salernitana, dell'essere salernitani dentro, una delle squadre più longeve della Campania con il tifo più sudamericano di tutta la Serie B. 

La Salernitana nacque come società polisportiva, includendo tra i propri ambiti varie attività come atletica, ciclismo, nuoto, canottaggio, lotta, pugilato, podismo e ovviamente calcio. L'obiettivo di Matteo Schiavone, il principale socio fondatore della società nel 1919 era quello di racchiudere tutti questi sport in un unico sodalizio. L'esperienza, tuttavia, durò solo per pochi anni, anche dopo la fusione con lo S.C. Audax Salerno del 1922 che diede vita alla temporanea Salernitanaudax, ma l'attenzione si focalizzò via via sempre più verso la sola sezione calcistica. Tra le prime attività della Salernitana sono da menzionare sia l'atletica leggera che la corsa, quest'ultima una prima volta nel luglio 1919 dato che la società organizzò l'evento della "Popolarissima", il doppio giro podistico di Salerno, a cui presero parte non soltanto gli atleti iscritti nella società organizzatrice, ma provenienti da tutta la Campania.

Sono tanti i momenti da condividere in questi cento anni, sia belli che brutti. Il fallimento e la ripartenza dalla Serie D, promozioni in C e B, senza mai dimenticare l'apoteosi del 1997-98 con l'approdo nella massima serie, calciatori, allenatori, dirigenti storici, gli stadi, la denominazione a Salerno Calcio negli anni più bui della storia del club. Insomma, c'è veramente tanto all'interno di questo glorioso club. Poi c'è il palcoscenico di tutto ciò, l'ArechiLa Salernitana giocò la sua prima gara nella prima giornata di campionato contro il Padova terminata sul risultato di 0-0. Il nome "Arechi" fu però aggiunto a lavori ultimati, ossia solo nella partita inaugurale Italia-Ungheria 3-1 del 1º maggio 1991: per 15 giornate la Salernitana giocò in uno stadio privo di nome. In precedenza i granata giocavano allo Stadio Donato Vestuti, che fu inaugurato il 2 gennaio 1931 con una amichevole tra Salernitana e Gladiator dopo due anni di lavori e, per volere del regime fascista, con il nome di Stadio Littorio. Terminata la guerra e caduto il Fascismo a Salerno, il Littorio venne cambiato in Stadio Comunale dal 1945 al 1952, e successivamente "Donato Vestuti" dalla stagione 1952-1953 in onore al primo fondatore di una squadra di calcio a Salerno: il Salerno FBC (nel 1913). Nel 1962 il Vestuti fu protagonista di un film girato a Salerno e a Napoli: "Le quattro giornate di Napoli" del regista Nanni Loy. Nel 1990 la Salernitana traslocò nello stadio di Via Allende, ed il Vestuti venne utilizzato dai granata nel 2004 per presentare la rosa ufficiale al pubblico, e attualmente è utilizzato da altre rappresentative sportive salernitane, come la Salernitana Femminile. Prima ancora del Vestuti, la Salernitana disputava le proprie gare interne sul campo di Piazza d'Armi.

All'interno di questa storia centenaria, non può non esserci spazio per i gemellaggi. I tifosi della Salernitana sono gemellati da molti anni con i sostenitori di Bari (dal 1983-84) e Reggina (dal 1986-87). Sono gemellati anche con il Brescia per manifestazioni, da parte dei salernitani di solidarietà, vicinanza e aiuto alla famiglia di Roberto Bani, tifoso bresciano morto a causa di una banale spinta nello stadio di Salerno nel 1997 durante una partita tra la Salernitana e il Brescia di fine campionato. Sono, inoltre, gemellati con i tifosi del Monopoli, e in anni più recenti risultano gemellati anche con i tifosi dello Schalke 04 e Liverpool: sia i tedeschi che gli inglesi hanno assistito alle gare dei granata dal vivo, ospiti in curva a Salerno, esprimendo ammirazione.I granata intrattengono buoni rapporti anche con i sostenitori di Venezia, Arezzo, Ravenna e Spezia, mentre buone relazioni sorte in anni più remoti, alcune ormai sopite, riguardano le tifoserie di Barletta, Andria, Ebolitana, Nola. Esistono anche rapporti di rispetto reciproco con milanisti, sampdoriani e torinisti, oltre che con i tifosi di Aversa Normanna e Benevento (la tifoseria granata e quella giallorossa sono spesso anche accomunate da iniziative benefiche e dall'impegno per il sociale).

Capitolo calciatori, e qui viene il bello. Sono tanti, tantissimi quelli rimasti nel cuore dei tifosi, in particolare la figura di Vincenzo Margiotta, ex attaccante che ha militato a Salerno dal 1945 al 1948 totalizzando uno score di 85 goal, record ancora imbattuto. Spazio anche per David Di Michele, Marco Di Vaio, Arturo Di Napoli, Giovanni Pisano, Giovanni Zaccaro e tanti altri ancora. Il capitano Agostino Di Bartolomei, Roberto Breda, Luca Fusco hanno sempre manifestato grande amore nei confronti dei colori granata. I tifosi non dimenticano. 

Con la speranza che il prossimo sia un'anno totalmente differente rispetto al precedente, non si può far altro che augurare un buon centenario a tutta la Salernitana, a partire da chi l'ha fondata fino ad arrivare ai giorni nostri. Buon compleanno SALERNO!