Nella scorsa notte di Madrid, il Liverpool si è laureato per la sesta volta nella sua storia Campione d'Europa. Cosa c'è, però, dietro questo successo? Sicuramente l'aspetto economico, visto che i Reds, come la maggior parte dei club inglesi, godono di un patrimonio notevole che gli consente di investire sui migliori calciatori del panorama calcistico internazionale. In passato ci sono stati degli errori piuttosto grossolani che resteranno impressi in maniera negativa nella storia del club. Tutto è nato dalla faronica cessione di Luis Suarez al Barcellona per una cifra record di 75 milioni di sterline, un bottino che permise al Liverpool di intervenire in maniera massiccia sul mercato. Dentro Lallana e Lovren dal Southampton, la giovane e promettente stellina del Benfica di nome Markovic, Alberto Moreno, Origi, Can, Lambert e Mario Balotelli. Il totale della spesa sfiorò i 150 milioni di euro, ma i risultati furono piuttosto deludenti. Sesto posto in Premier League, eliminazione alla fase ai giorni di Champions League con successiva uscita dall'Europa League, e discreti risultati nelle coppe nazionali con le due semiifinali ottenute. Poca roba per una società gloriosa come quella di Anfield, troppo poco per tornare grandi. Al Liverpool serve ben altro, perchè i palati dei tifosi non lo meritano, lo strameritano. Altro anno, stesso epilogo: l'era Rodgers si conclude nell'ottobre 2015, con le dimissioni del nordirlandese e il conseguente ingaggio del tanto acclamato Jurgen Klopp, tecnico tedesco che tanto bene ha fatto in Germania sulle panchine di Mainz e soprattutto Borussia Dortmund. Al momento del suo approdo, la squadra si trova al 10º posto con 12 punti in classifica. Fa il suo esordio il 17 ottobre, pareggiando per 0-0 sul campo del Tottenham. Al termine della stagione, il Liverpool chiude il campionato all'8º posto, mancando la qualificazione alle competizioni europee, mentre in Europa League raggiunge la finale, dove viene però sconfitto per 1-3 dal Siviglia. Nonostante la pessima posizione ottenuta in campionato, filtra ottimismo per il futuro. La finale dell'ex Coppa Uefa, se pur persa, ha gettato le basi per la prossima campagna acquisti, individuando pochi ed utili tasselli utili per il credo calcistico del tedesco. Nella stagione successiva arrivano i primi sintomi di rinascita: un mercato studiato e ragionato con gli acquisti di Manè dal Southampton, Wijnaldum, Karius, Klavan e Matip, jolly proveniente dallo Schalke 04 a costo zero. L'espressione di proporre calcio fu eccellente, e non a caso quel Liverpool centrò il 4º posto in campionato qualificandosi ai preliminari di Champions League. La squadra viaggiava secondo le indicazioni del proprio allenatore, ed era questo l'aspetto più importante da mettere in primo piano. Pochi acquisti ma buoni nella stagione 2017-18: follia di mercato per assicurarsi il centrale olandese Virgil Van Dijk, così come per Momo Salah dalla Roma e Chamberlain dall'Arsenal. L'acquisto meno chicchierato fu quello di Robertson dall'Hull City, terzino sinistro pagato solamente 9 milioni di euro, ma fu lo stesso Klopp a voler puntare sul ragazzo scozzese. In quell'anno, il Liverpool stava per riscrivere la storia dopo anni di grigiore sfiorando la vittoria della Champions League nella finale contro il Real Madrid, ma gli Dei del calcio decisero di dare un'altra possibilità a Klopp facendolo piazzare al quarto posto in campionato, posizione valevole per la fase a giorni della massima competizione europea.  Al quarto anno alla guida tecnica del Liverpool, il tedesco raggiunge la sua seconda finale di Champions di fila dopo una rocambolesca, storica, romantica ed emozionante rimonta per 4-0 al Barcellona compiuta il 7 maggio dopo che la gara di andata era terminata 3-0 per gli spagnoli. In campionato con 97 punti arriva 2º dietro al Manchester City di un solo punto. Ieri sera, il coronamento finale: il Liverpool ritorna sul tetto d'Europa battendo per 2-0 il Tottenham. 

Tutta questa storia per riassumere e far capire quanti anni di progettazione ci son voluti al Liverpool per ritoranare a vincere sui campi internazionali. La maggior parte di quei calciatori provenienti dai soldi di Suarez sono stati da tempo venduti, fatta eccezione per un paio di elementi (Lovren e Origi) che sono stati spesso e volentieri utilizzati da Klopp nel corso della sua gestione. Il capolavoro fatto da questo straordinario allenatore è meraviglioso: l'undici titolare lo ha costruito lui, ha saputo valorizzare talenti del calibro di Alexander-Arnold e Robertson, ha voluto una squadra priva di un centravanti fisico e d'area di rigore inventandosi Firmino attaccante e ottenendo grandi performance offensive, ha modificato le caratteristiche tecniche di Salah rendendolo un vero e proprio bomber da 20-25 goal a stagione insieme a Manè, ha reso Milner un vero e proprio jolly di lusso capace di giocare terzino, mezzala di centrocampo e anche esterno del suo camaleontico 4-3-3. Tutti questi elementi hanno portato il Liverpool a vincere la sua sesta Champions League, traguardo più che meritato considerando quanto di buono è stato fatto da quando Klopp siede sulla panchina dei Reds