Ospite d’eccezione allo Stadio “Antonio Carrano”, Erjon Bogdani, ex attaccante dal passato nel professionismo con le maglie di Salernitana, Chievo, Livorno, Siena, Cesena, etc. Il bomber albanese, tra le altre cose, può vantare anche il record di miglior marcatore di sempre della propria nazionale con ben 18 reti in 74 presenze, ed esperienze in panchina prima nei panni di Collaboratore Tecnico, e successivamente come allenatore della selezione U19. Di seguito, ecco l’intervista integrale rilasciata ai micfrofoni della stampa:

Cos’hai provato nel momento in cui sei arrivato a Santa Maria di Castellabate?

“Per me è la prima volta che vengo qua. Ho un carissimo amico come Carmine Di Napoli che mi ha invitato a vedere questi ragazzi. Quando si parla di sport, soprattutto di calcio, è sempre un piacere per me. Vedere i bambini giocare e divertirsi mi ha fatto molto piacere, e spero di fare tanti allenamenti anche a loro così possono crescere e potranno giocare a calcio in futuro.”

Le tante esperienze in Serie A ti hanno anche portato a calpestare l’erbetta di impianti sportivi lussuosi come San Siro, l’ex Delle Alpi di Torino, e tanti altri. Oggi sei qui, al Carrano, impianto piuttosto nuovo e di grande efficienza. Le tue impressioni sulla struttura?

“E’ stato bello vedere strutture del genere, perché penso che anch’esse siano importanti per i bambini. Avere un campo così, sulla quale possono allenarsi bene, è sempre molto importante. Oggi mi sono divertito molto a vedere i bambini giocare e correre dietro al pallone.”

Un messaggio ai tanti ragazzi che inseguono il sogno di diventare calciatori professionisti?

“Questi ragazzi che ho visto devono fare allenamento, prendere il calcio come un divertimento perché non possono prenderlo come un qualcosa per costruire il futuro. Se un domani loro riusciranno a coronare il sogno sarà bello per tutti. Io ho visto anche negli spogliatoi che parlavano tra di loro per com’è andata la partita, e questa è una cosa molto bella perché lo sport fa crescere i bambini e riesce ad educarli.”

Intervista a cura di Gerardo Guariglia