L'avventura di Giuseppe Marotta alla Juventus è ormai giunta al capolinea, ma il ricordo che lascerà a tutti i tifosi bianconeri sarà sicuramente indelebile e difficile da dimenticare. Arrivò in punta di piedi nel giugno 2010 al termine di una grande stagione alla Sampdoria con il piazzamento al quarto posto in classifica valido per i preliminari di Champions League. Tra le sue prime operazioni in bianconero c'è l'acquisto di Andrea Barzagli, colonna difensiva della squadra per il successivo decennio. Agli inizi degli anni 2010 è tra gli artefici del ritorno ai vertici della società bianconera dopo le macerie post Calciopoli; la stagione 2011-2012, in cui Marotta porta a Torino Andrea Pirlo e uno sconosciuto Arturo Vidal, si conclude con la conquista dello scudetto, traguardo ottenuto senza mai registrare una sconfitta e, di conseguenza, entrata nella storia come seconda squadra Campione d'Italia a riuscirci dall'istituzione del girone unico. E' l'inizio di una grande era. Il titolo mancava nella bacheca della Juventus da nove anni. L'annata successiva è il turno del giovanissimo Paul Pogba, in rotta con il Manchester United e "scommessa" voluta dallo stesso Marotta. Il francese, con il tempo, si rivelerà uno dei centrocampisti più forti al mondo, diventando anche pilastro della Francia di Deshamps. Nel 2013 arriva anche l'ingaggio di Carlos Tévez al termine di un duello di mercato con il Milan. Sotto il suo mandato, la Juventus si aggiudica il campionato italiano per sette stagioni consecutive, superando dopo ottantadue anni i fasti della Juve del Quinquennio; nello stesso periodo il club torinese stabilisce l'ulteriore primato di quattro double nazionali consecutivi, in virtù delle altrettante affermazioni in Coppa Italia. Insomma, numeri da grande, grandissimo dirigente sportivo. 

Se Beppe Marotta è famoso per la sua straordinaria capacità di portare a casa grandi risultati, lo deve in primis anche alle sue spiccate doti manageriali che lo hanno spesso e volentieri visto protagonista sul mercato. Nell'estate 2016 tratta la cessione di Pogba al Manchester Utd per 105 milioni di euro (maxi plusvalenza visto che il francese arrivò a costo zero) e l'acquisizione di Gonzalo Higuaín dal Napoli per 90, che divengono all'epoca le due operazioni di calciomercato più onerose al mondo; quest'ultimo un record superato due anni dopo dallo stesso Marotta, con l'acquisto di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid per 105 milioni di euro. È questo l'ultimo atto di rilievo del suo mandato juventino: infatti dopo otto anni, nell'ottica di un profondo rinnovamento societario, nel settembre 2018 Marotta anticipa la fine del suo rapporto con il club bianconero. Un vero e proprio trionfo sotto tutti i punti di vista. 

Il metodo Marotta è uno dei più interessanti e programmati in circolazione, probabilmente il migliore che ci sia. Al primo posto troviamo un mercato sostenibile e suddiviso in più step, possibilmente tre: 20 milioni nel primo, 40 nel secondo e 90 nel terzo. Fiducia nel gruppo di lavoro perché, come già fatto a Venezia con Novellino e a Genova con Delneri, è importante avere al proprio fianco persone che conoscono bene il proprio mestiere. Con Paratici, infatti, il rapporto è continuo da ben 16 anni. Infine, crescita societeria sotto numerosi aspetti che riguardano marketing e merchandising. Marotta, grazie alla sua filosofia d'intendere il calcio, è il dirigente più longevo in Italia.