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Campania, Cilento, più precisamente Santa Maria di Castellabate. E' qui che Costabile De Marco ha impiantato le proprie radici da magazzaniere, da tempo un mestiere dal sapore di casa, o meglio, di seconda vita. Da sempre nel mondo del calcio, prima nelle vesti di tifoso e poi nei panni di magazziniere. Dalle trasferte della sua amata Salernitana, alla piacevole ammirazione delle gesta eroiche dei campioni del passato della storia del Milan. Nel suo piccolo angolo di lavoro, infatti, spiccano le tante lettere scritte e pubblicate a Marco Simone, uno dei sui idoli d'infanzia. Come dargli torto, d'altronde la squadra rossonera in quegli anni faceva innamorare anche chi non ha mai masticato calcio. Non ha mai nascosto la sua grande passione nei confronti del giornalismo, tanto da esprimere più volte il proprio parere in maniera impeccabile, precisa ed equa. 

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Da cinque anni lavora come magazziniere nella squadra del suo paese, ossia la Polisportiva Santa Maria. In questi anni ha vissuto sulla propria pelle le esperienze della Promozione per ben tre volte, per poi immergersi nella più impegnativa Eccellenza dove milita tutt'ora. Cerca sempre di offrire il miglior servizio possibile al singolo calciatore, indifferentemente che si tratti di prima squadra o settore giovanile. Grazie al suo splendido lavoro, ha avuto modo di conoscere tanti pezzi importanti del calcio e, di conseguenza, incassarne gli elogi per la quotidiana professionalità. Grande stima e affetto anche da tutto l'organigramma societario, a partire dal Presidente fino agli altri organi. Il suo obiettivo non è quello di mettersi in mostra, ma bensì di continuare a coltivare la sua grande passione per il calcio, con lo scopo di continuare a maturare sotto ogni punto di vista. Nobiltà e senso di appartenenza hanno contraddistinto il suo percorso di crescita. Lavoro, passione e soprattutto tanta concentrazione nei minimi dettagli, aspetto che nella maggior parte dei casi fa la differenza. All'interno del suo magazzino vi sono casacche suddivise, lavate e piegate con ordine affinché tutti possano usufruire dello splendido servizio. In cinque anni di attività, non è mai stata registrata una dimenticanza. Spazio diviso anche per le giovanili, con calzettoni, borse mediche e tutto l'occorrente necessario. La ciliegina sulla torta? Costabile, spesso e volentieri, esporta la sua concezione di essere padre di famiglia anche all'interno degli spogliatoi, offrendo agli atleti qualche rapido spuntino accompagnato dalle classiche bevande. Spiccata organizzazione anche nel momento in cui la squadra vola in trasferta. In molti prediligono l'utilizzo di iPad o smartphone, ma lui preferisce i metodi classifici, quelli infallibili quali carta e penna: su un foglio vi sono tutti gli oggetti necessari, a partire dalle divise fino al gaglierdetto, senza dimenticare gli strumenti per l'igiene e per l'alimentazione. Infatti, nel momento in cui bisogna scendere in campo, vi è un tavolo ricco di frutta (elemento di vitale importanza per i calciatori) e di liquidi. 

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Nel calcio moderno, il ruolo del magazziniere passa spesso in secondo piano perché nella maggior parti dei casi il 99% dei tifosi ringrazia società, allenatore e calciatori. Non è così, perché questo mestiere va rispettato e soprattutto vissuto prima di raccontarlo. Chi pensa alle maglie prime e dopo il match? Chi all'igiene? Chi alla manutenzione del campo sportivo? La vittoria della singola squadra non è solamente degli undici titolari, ma bensì anche del magazziniere che svolge sempre un grande lavoro fisico e psicologico affinché tutti possano sentirsi a proprio agio. E' una sorta di papà dello spogliatoio, aspetto che Costabile coltiva sempre con professionalità, impegno e passione.

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In una spettacolare cornice di pubblico dell'Olimpico, la Roma di Eusebio Di Francesco non riesce a riscattarsi dopo la sconfitta di Udine, e perde 2-0 in casa contro un Real Madrid sicuramente più forte e in un momento migliore grazie alla cura Solari. Il primo goal è viziato da un rinvio sbagliato di Olsen e dall'altrettanto leggero tocco di testa di Fazio che non fa altro che regala la palla a Bale che non può sbagliare di fronte al portiere. Il raddoppio arriva al 14' della ripresa, con Benzema che fa bene la sponda per Vazquez che indisturbato insacca. Con il passare del tempo, la partita assume una piega piuttosto pericolosa per i giallorossi e dal sapore della goleada, ma fortunatamente Olsen evita il peggio rispondendo prima a Marcelo e poi a Benzema. C'è da segnalare, però, sullo 0-0 l'errore colossale di Under a porta vuota. Bastava veramente poco per insaccare, ma probabilmente il turco è stato troppo convinto di segnare. La Roma si qualifica come seconda grazie alla vittoria del Viktoria Plzen contro il Cska Mosca ma, nonostante il verdetto, la Curva Sud si è lasciata andare con cori di contestazione contro squadra e società. Sarà di vitale importanza riscattarsi contro l'Inter in campionato, in quel che si prospetta già uno scontro diretto per un piazzamento nella prossima Champions League. 

MARCATORI: Bale (RM) al 1’, Vazquez (RM) al 14’ s.t..

ROMA (4-2-3-1): Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nzonzi (dal 19’ s.t. Coric), Cristante; Under, Zaniolo (dal 24’ s.t. Karsdorp), El Shaarawy; Schick (Mirante, Juan Jesus, Marcano, Santon, Kluivert). All. Di Francesco.

REAL MADRID (4-3-3): Courtois; Carvajal, Sergio Ramos, Varane, Marcelo; Modric (dal 35’ s.t. Valverde), Llorente, Kroos; Vazquez, Benzema (dal 32’ s.t. Mariano), Bale (dal 39’ s.t. Asensio) (Casilla, Ceballos, Vinicius, Javier Sanchez). All. Solari.

ARBITRO: Danos (Francia)

NOTE: Spettatori 59.124, incasso di 3.518.387 euro. Ammoniti: Modric, Zaniolo e Varane per gioco scorretto. Angoli: 5-5. Recupero: 2’ p.t.; 4’ s.t.

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Dopo la vittoria ottenuta in casa, con uno schiacciante 3-0 nei confronti dell'Arzanese,la giovane squadra di Mister De Vivo sorprende tutti, rimontando una partita che sembrava già finita.
Dopo un primo tempo concluso 2-0 per i padroni di casa, i galli giallorossi non si sono arresi,dimostrando a tutti che l'unione fa la forza!
Apre le danze per la S.C Striano Diego Cosenza, in ottima forma da settimane, che sigla il 2-1.
Poco dopo la Virtus torna in rete, spiazzando tutti con un 3-1.
Proprio in questo momento si vedono i frutti degli allenamenti di mister De Vivo,poiché i suoi ragazzi,uniti più che mai,riescono a rialzarsi, grazie ai gol siglati dal vicecapitano Rega e dal capitano Carbone.
Chiude il sipario Bomber Cosenza, portando a casa una doppietta!
Partita da cardiopalma, finita 3-4 per gli ospiti,i quali riescono a portare a casa i 3 punti, e tanta felicità!
Questi ragazzi ci riserveranno tante sorprese,non ci resta che seguirli!

L'avventura di Giuseppe Marotta alla Juventus è ormai giunta al capolinea, ma il ricordo che lascerà a tutti i tifosi bianconeri sarà sicuramente indelebile e difficile da dimenticare. Arrivò in punta di piedi nel giugno 2010 al termine di una grande stagione alla Sampdoria con il piazzamento al quarto posto in classifica valido per i preliminari di Champions League. Tra le sue prime operazioni in bianconero c'è l'acquisto di Andrea Barzagli, colonna difensiva della squadra per il successivo decennio. Agli inizi degli anni 2010 è tra gli artefici del ritorno ai vertici della società bianconera dopo le macerie post Calciopoli; la stagione 2011-2012, in cui Marotta porta a Torino Andrea Pirlo e uno sconosciuto Arturo Vidal, si conclude con la conquista dello scudetto, traguardo ottenuto senza mai registrare una sconfitta e, di conseguenza, entrata nella storia come seconda squadra Campione d'Italia a riuscirci dall'istituzione del girone unico. E' l'inizio di una grande era. Il titolo mancava nella bacheca della Juventus da nove anni. L'annata successiva è il turno del giovanissimo Paul Pogba, in rotta con il Manchester United e "scommessa" voluta dallo stesso Marotta. Il francese, con il tempo, si rivelerà uno dei centrocampisti più forti al mondo, diventando anche pilastro della Francia di Deshamps. Nel 2013 arriva anche l'ingaggio di Carlos Tévez al termine di un duello di mercato con il Milan. Sotto il suo mandato, la Juventus si aggiudica il campionato italiano per sette stagioni consecutive, superando dopo ottantadue anni i fasti della Juve del Quinquennio; nello stesso periodo il club torinese stabilisce l'ulteriore primato di quattro double nazionali consecutivi, in virtù delle altrettante affermazioni in Coppa Italia. Insomma, numeri da grande, grandissimo dirigente sportivo. 

Se Beppe Marotta è famoso per la sua straordinaria capacità di portare a casa grandi risultati, lo deve in primis anche alle sue spiccate doti manageriali che lo hanno spesso e volentieri visto protagonista sul mercato. Nell'estate 2016 tratta la cessione di Pogba al Manchester Utd per 105 milioni di euro (maxi plusvalenza visto che il francese arrivò a costo zero) e l'acquisizione di Gonzalo Higuaín dal Napoli per 90, che divengono all'epoca le due operazioni di calciomercato più onerose al mondo; quest'ultimo un record superato due anni dopo dallo stesso Marotta, con l'acquisto di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid per 105 milioni di euro. È questo l'ultimo atto di rilievo del suo mandato juventino: infatti dopo otto anni, nell'ottica di un profondo rinnovamento societario, nel settembre 2018 Marotta anticipa la fine del suo rapporto con il club bianconero. Un vero e proprio trionfo sotto tutti i punti di vista. 

Il metodo Marotta è uno dei più interessanti e programmati in circolazione, probabilmente il migliore che ci sia. Al primo posto troviamo un mercato sostenibile e suddiviso in più step, possibilmente tre: 20 milioni nel primo, 40 nel secondo e 90 nel terzo. Fiducia nel gruppo di lavoro perché, come già fatto a Venezia con Novellino e a Genova con Delneri, è importante avere al proprio fianco persone che conoscono bene il proprio mestiere. Con Paratici, infatti, il rapporto è continuo da ben 16 anni. Infine, crescita societeria sotto numerosi aspetti che riguardano marketing e merchandising. Marotta, grazie alla sua filosofia d'intendere il calcio, è il dirigente più longevo in Italia. 

 

L'urna di Dublino ha regalo all'Italia di Roberto Mancini un raggruppamento alla portata in vista del prossimo campionato europeo che si disputerà nel 2020. Niente Germania, nessun incubo Svezia: dalla seconda fascia è spuntata la Bosnia di Dzeko e Pjanic, avversario non facilissimo ma neanche impossibile da affrontare. Dalla terza è arrivata la Finlandia, compagine di medio-basso livello che può solamente sperare nella classica fisicità scandinava, dai goal di Pukki e da qualche giocata illuminante di Eremenko. A completare il raggruppamento ci sono la Grecia, l’Armenia ed il Liechtenstein, squadra già affrontata nel corso della stagione Ventura. Agli Europei in agenda fra due anni, da metà giugno a metà luglio, andranno le prime due di ogni girone. A Roma, il 12 giugno del 2020, si accenderanno i riflettori sulla gara inaugurale degli Europei itineranti, i primi e gli ultimi: non esserci sarebbe veramente un peccato. 

A riguardo del sorteggio, e di Mario Balotelli, è intervenuto ai microfoni della stampa anche Roberto Mancini: "È un buon sorteggio, l’obiettivo era evitare la Germania. È andata bene. Dobbiamo fare attenzione alla Bosnia, non sarà partita semplice, ma non possiamo lamentarci. Sulla carta è un buon gruppo, però dipenderà da noi. Le partite, anche quelle facili, vanno vinte. Ma credo che il futuro sia nostro. Noi ce la stiamo mettendo tutta e crediamo di poter tornare protagonisti. L’Italia merita di stare in cima, dove è sempre stata. Svezia? Non sarebbe cambiato niente, l’obiettivo è qualificarci. Balotelli? Nessuno è fuori, tutti possono essere chiamati. Le scritte contro Scirea ieri a Firenze? Non sono neppure da commentare, non dobbiamo dargli peso."

Di seguito, ecco tutti i raggruppenti validi per le qualificazioni ad Euro 2020:

GRUPPO A: Inghilterra, Repubblica Ceca, Bulgaria, Montenegro, Kosovo.

GRUPPO B: Portogallo, Ucraina, Serbia, Lituania, Lussemburgo.

GRUPPO C: Olanda, Germania, Irlanda del Nord, Estonia, Bielorussia.

GRUPPO D: Svizzera, Danimarca, Repubblica d’Irlanda, Georgia, Gibilterra.

GRUPPO E: Croazia, Galles, Slovacchia, Ungheria, Azerbaijan.

GRUPPO F: Spagna, Svezia, Norvegia, Romania, Isole Faroer, Malta.

GRUPPO G: Polonia, Austria, Israele, Slovenia, Macedonia, Lettonia.

GRUPPO H: Francia, Islanda, Turchia, Albania, Moldavia, Andorra.

GRUPPO I: Belgio, Russia, Scozia, Cipro, Kazakistan, San Marino.

GRUPPO J: Italia, Bosnia-Erzegovina, Finlandia, Grecia, Armenia, Liechtenstein

Un pari dal sapore di beffa per il rimaneggiato Milan di Gennaro Gattuso che all'OIimpico si fa acciuffare nei minuti di recupero finale da Correa. Lazio decisamente più pericolosa nella prima frazione di gioco, ma nella ripresa la gara si trasforma e diventata molto equilibrata e a base di principi tattici. A sbloccare l'incontro è stato Kessié, autore di un destro dalla distanza sfortunatamente deviato in porta da Wallace. I rossoneri, nonostante le numerose assenze, riescono a respingere l'offensiva avversaria, ma nei minuti di recupero finale arrivare la doccia fredda che nega al Milan di sbancare l'Olimpico. Correa controlla la palla al limite dell'area di rigore e con un destro preciso non lascia scampo a Donnarumma per l'1-1 finale. Un pareggio che rimane invariata la situazione di classifica delle due squadre, entrambe appaiate e distanti di un solo punto. 

LAZIO (3-5-1-1): Strakosha; Wallace, Acerbi, Radu (36'st Caicedo); Marusic, Parolo, Badelj, Milinkovic (20'st Lukaku), Lulic; Luis Alberto (20'st Correa); Immobile. A disp.: Proto, Luiz Felipe, Patric, Bastos, Caceres, Durmisi, Cataldi, Berisha, Murgia. All.: Inzaghi.

MILAN (3-4-2): G.Donnarumma; Abate, Zapata, Rodriguez; Calabria, Kessie, Bakayoko, Borini; Suso, Cutrone, Calhanoglu. A disp.: A.Donnarumma, Reina, Conti, Simic, Tsadjout, Laxalt, Halilovic, Mauri, Montolivo, Bertolacci, Castillejo. All.: Gattuso.

ARBITRO: Banti.

MARCATORI: 33'st aut. Wallace (M), 49'st Correa (L).

NOTE: Allontanato Simone Inzaghi (L) al 51'st. Ammoniti: Milinkovic (L); G.Donnarumma (M). Recupero: 1'pt - 7'st. Calci d'angolo 9 a 4 per la Lazio.