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Fuochi artificiali. Ledwall e laser. Un palco centrale accerchiato da più di 79mila persone - "il dato più alto mai registrato per un concerto nel San Siro moderno". Questo è stato il finale epico del "divorce party", o meglio, "La finale". Un concerto col quale J-Ax e Fedez festeggiano insieme ai fans la fine della loro collaborazione. "Il concerto della vita", lo chiama J-Ax, "che chiude un capitolo della nostra vita molto importante". "E' da qualche mese che ci chiedono se siamo emozionati per suonare a San Siro","Noi rispondevamo sempre 'no, alla fine è un concerto come un altro'. Adesso, ufficialmente, siamo sotto shock". Così risponde J-ax che poi specifica insieme al collega che la loro collaborazione è nata per esigenze artistiche, e da un'amicizia. E per prendersi una pausa dalle rispettive carriere soliste". Carriere soliste che continueranno, a velocità diverse - mentre Fedez ama "portarsi avanti", spiegando di avere già del materiale da lavorare, Ax ammette di voler "sparire per un po', per fare il papà che di giorno scrive" e per tutto il resto del tempo si gode la famiglia - ma sulle quali per il momento è calata una fittissima coltre di riservatezza. 

 

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La festa di fine anno, anzi, dei "tre anni che ricorderemo per la nascita dei nostri figli e per essere entrati nelle case di tutti gli italiani". J-Ax e Fedez volevano una festa unica per i quasi 80mila del Meazza, e questo hanno fatto. La promessa, da questo punto di vista, non si può dire non sia stata mantenuta. Sul palco i due rapper portano una setlist da trentuno brani in cui hanno salutato il pubblico. Accompagnati da Marco Arata alla chitarra, Paolo Jannacci a tastiere e fisarmonica, Steve Luchi alla batteria, Dj Zak alle basi, Paola Caridi alla batteria e Paola Zadra al basso, hanno passato in rassegna buona parte della propria produzione congiunta - senza dimenticare corposi excursus nelle rispettive produzioni soliste. Sul palco tanti ospiti, iniziando con Rap'n'roll e Pensavo fosse amore, dove spunta Gué Pequeno ed è come se ci fosse un cortocircuito tra le frasi bellicose via social network e i sorrisi e le rime condivise sul palco: in passato il rapper dei Club Dogo e Fedez se ne sono dette di tutti i colori, adesso invece un cenno tra i due, una pacca reciproca e via. Malika Ayane fa il suo ingresso sulle note di Sirene, mentre Levante e Stash si uniscono a Fedez e J-Ax per Assenzio. Nina Zilli entra in scena per Uno di quei giorni, Noemi duetta con Fedez in Amore Eternit, Sergio Sylvestre canta in L'Italia per me e Il Cile in Maria Salvador. Il momento più intenso è quello con Cris Brave, un rapper bergamasco di 21 anni affetto da tetraparesi spastica: dopo essere stato introdotto con un video che racconta la sua storia, il giovane artista presenta un suo brano inedito, La panchina. "E anche se resterai in panchina tutta la tua carriera, dopo tutti gli sforzi che hai fatto, e aver dato il massimo, sarai sempre sconfortato, ma almeno quella panchina non avrà rimpianti", canta Brave. Ed è un tripudio.

 

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I due rapper chiudono la lunga serata con una dedica: "Senza questa canzone non avrei le due cose più belle della mia vita: la mia futura moglie e mio figlio", dice Fedez. "Ti capisco perché senza mia moglie e mio figlio non potrei fare musica", risponde J-Ax. Poi parte Vorrei ma non posto, che trascina la gente fino all'ultimo coro mentre i laser si intrecciano nell'aria e i fuochi d'artificio fanno il resto. Intorno i braccialetti forniti al pubblico si illuminano. Il colpo d'occhio è notevole: è la cartolina finale che i due rapper si regalano prima di salutare uno stadio intero, voltare pagina e cambiare strada. Una strada che sicuramente li proietterà verso il loro futuro, che per il momento hanno deciso, non sarà artisticamnete insieme.

 

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FONTE FOTO:

Tuttosuvirgilio.it

Rockol.it

Optimaitalia.com

Radioitalia.it