In un’ America anni Sessanta, mentre Martin Luther King lotta per l’uguaglianza, Tony Lip e Don Shirley si ritrovano a dover trascorrere otto settimane della loro vita insieme. Viggo Mortensen e Mahershala Ali sono gli eccellenti interpreti di una storia realmente accaduta. Siamo nel 1962, Don Shirley, uno dei più importanti pianisti d’America, decide di suonare in tour negli Stati del Sud; qui la segregazione razziale è la norma e un musicista nero, per sopravvivere, non può viaggiare solo. Shirley si trova costretto, quindi, ad ingaggiare un uomo pragmatico che sia in grado di risolvere qualsiasi tipo di problema. Tony "Lip" Vallelonga, che fin dalle primissime scene del film sembra incarnare, grazie alla brillante interpretazione di Viggo Mortensen, tutti i cliché dell'uomo italoamericano, si dimostrerà il candidato perfetto per accompagnare Don Shirley nel suo viaggio verso Sud. Claude Debussy ed Erik Satie faranno da sottofondo a questo cammino nel profondo dell'anima dei due protagonisti, nel tentativo di definire il concetto, ancora troppo vago, di dignità umana. Peter Farrelly, con una delicatezza senza precedenti, vuole porre l’accento su un discorso quanto mai attuale: il terrore dell’Altro. Il timore dell’Altro rende il mondo in cui viviamo un luogo pieno di gente sola che ha paura di fare il primo passo. E' proprio con questa frase che, in una delle ultime scene del film, Tony Lip è capace di emozionarci di più. Greenbook, titolo che rimanda a The Negro Motorist Green Book: guida ufficiale agli esercizi commerciali, ristoranti e motel disposti ad ammettere persone di colore, è stato premiato come Miglior film agli Oscar 2019 e può essere considerato, senza dubbio, un vero esemplare di commedia perfetta.