Gli stati generali della stampa: “Operazione verità”

                                       

 Presso l’ Hotel Ramada di Napoli si è tenuto il congresso dei giornalisti della Campania.

Al richiamo del vicepresidente dell’ Ordine dei giornalisti della Campania,

Mimmo Falco, il cosiddetto gruppo dei “150 e più” si è presentato compatto ad un incontro denominato “Operazione verità” che sicuramente rimarrà nella storia del giornalismo campano.

Sono gli attivisti del Movimento Unitario Giornalisti che hanno voluto fare chiarezza sulle 150 tessere di iscrizione che sono state rifiutate dal Sindacato Unitario Giornalisti della Campania. Tra mille difficoltà, sono riusciti ad arrivare a Napoli numerosissimi per opporsi alla decisione del segretario del sindacato unitario, Claudio Silvestri, che cercando mille pretesti, ha di fatto negato il diritto costituzionale a centinaia di giornalisti di iscriversi al sindacato. La conseguente presentazione di un ricorso alla magistratura avrà come obiettivo l’ apertura delle porte del sindacato a tutti i giornalisti.

Ma ecco in sintesi alcuni spunti dei relatori al congresso:

“ Noi siamo quelli che con la schiena dritta andiamo nelle stanze del potere per gli interessi della categoria” (Mimmo Falco); “Il sindacato dei giornalisti non può essere ridotto ad un club. Tutti i giornalisti devono potersi iscrivere” (Salvatore Campitiello); “A gran parte dei giornalisti hanno impedito di candidarsi e di votare per la rappresentanza sindacale al congresso nazionale. Infatti sono state fatte a ottobre delle elezioni falsate dove la gran parte dei pubblicisti non ha potuto partecipare” (Ottavio Lucarelli); “Una lotta di potere di un gruppo di giornalisti che non consente un dibattito civile” (Pietro Funaro); “In mancanza di rappresentatività nulla potrà essere riconosciuto alla categoria dei giornalisti” (Massimiliano Musto); “Il sindacato in Campania non può essere una lobby rappresentata da politici. Il sindacato, che deve tornare nelle redazioni, potrà imporre agli editori delle condizioni migliori per la categoria dei giornalisti” (Tommaso Morlacco); “Uniti potremo far valere le nostre ragioni” (Giovanni Fuccio);

“Contributo statale anche ai giornali minori che tutelano il territorio, facendo emergere anche le notizie più scomode” (Riccardo Stravino); “Secondo l’ art. 39 della costituzione l’ organizzazione sindacale deve essere libera, capace di aprire negoziazioni e tavoli di vertenze senza essere autoreferenziale” (Luigi Mercogliano); “Meglio un sindacato diviso che accordi sotto banco con un potere di contrattazione inesistente” (Elia Fiorillo); “Nel Casertano i giornalisti, così mal pagati, rischiano anche la vita” (Franco Musto).

Alla fine dei lavori, l’ assemblea ha votato all’ unanimità l’ Ordine del giorno, ratificando il mandato per il ricorso contro il rifiuto del sindacato unitario di accettare l’ iscrizione del gruppo dei “150 e più”.

Non è la carica dei cento e uno, ma sarà comunque difficile fermarla!