Domencia 11 novembre, sono stati presentati, nella Villa Comunale di Striano, i bozzetti per il Carnevale Strianese 2019. I rappresentati delle cinque contrade, moderati dal presidente dell'Associazione Carnevale Strianese Nando Prospero Ferrara, alla presenza del sindaco arch. Aristide Rendina e dell'assessore Rosa Rega, hanno illustrato,al pubblico presente, i disegni dei carri allegorici che sfileranno dal 2 al 5 marzo 2019. La presentazione dei bozzetti costituisce solo la prima fase del Carnevale Strianese, manifestazione che da sempre è il fiore all'occhiello di tutto il paese. 

Di seguito sono riportati i bozzetti e la spiegazione di ogni carro allegorico di ogni rione.

Rione Arco: "Nel Paese dei balocchi"

bozzetto rione arco

Il gruppo di Rione Arco, per il Carnevale 2019, ha deciso di rappresentare lo stato attuale della nostra Italia come un paese dei Balocchi, un paese in cui a dominare sono la superficialità, la leggerezza. Non esistono problemi, non esistono responsabilità, solo il puro divertimento, eppure i balocchi, agli occhi di un adulto, rappresentano una felicità finta, una gioia solo di plastica. Ecco perché il carro si intitola IL PAESE DEI BALOCCHI, un paese ipocrita apparentemente allegro incapace di agire e progredire davvero.

I soggetti chiave che troverete nella nostra opera sono tre:

  • Il MARCIO il MALE della nostra società raffigurato da un demone camuffato da pacco regalo;
  • Una FENICE, nota anche araba fenice, prestigioso uccello mitologico che rinasce dalle proprie ceneri. Essa sorregge un’Italia ormai sprofondata nell’oblio.
  • Il BURATTINAIO, che dall’alto del teatrino dei burattini, manovra i fili della politica e di conseguenza, l’intero popolo italiano.

Il messaggio del team di Rione arco è: "La nostra speranza è che anche l’Italia possa crescere un giorno e come una fenice risorgere dalla superficialità e dall’ impersonalità  che la divora".

Rione Marzo: "La Gabbia d'oro"

Rione Marzo giova sulle apparente, questo il tema del carro allegorico in costruzione.

Quante volte abbiamo sentito il proverbio “l’apparenza inganna”? Non è forse un proverbio che sempre più rispecchia la nostra società? Il carro allegorico presentato da Rione Marzo Newgroup parte proprio dalla presa di coscienza di questo concetto. Sulla parte anteriore del carro troviamo, infatti, un pagliaccio, un personaggio che solitamente  richiama l’allegria e la spensieratezza. In questo caso nasconde un’anima malvagia: viene raffigurato con un volto maligno e con in mano un palloncino. È il palloncino ad essere lo strumento che il pagliaccio usa per attrarre i bambini. Il suo intento è ingabbiarli, approfittando della loro caratteristica ingenuità. Il tema centrale del carro è la pedofilia, piaga sempre più allarmante dei nostri tempi. Il bambino, vedendo il palloncino, viene attirato e immediatamente catturato dal pagliaccio, il cui intento è abusare di lui e della sua innocenza. Troviamo sul retro del carro la rappresentazione del bambino, sorpreso dal regalo ricevuto e ancora incosciente del futuro che lo attende. Il bambino è in una gabbia d’oro, proprio per sottolineare il fatto che il fanciullo pensa di essere in un mondo fantastico, non comprendendo che è pur sempre in gabbia. Ma chi potrebbe evitare tutto questo orrore? Spontaneamente risponderemmo le istituzioni, probabilmente cadendo nei soliti luoghi comuni. Abbiamo, però, ritenuto opportuno rappresentare anche lo Stato e la Chiesa, impersonandoli in due uomini in bicicletta che si disinteressano totalmente del dramma che si sta consumando davanti ai loro occhi. Potremmo, infine, dire che i carristi del Rione Marzo Newgroup fotografano il momento esatto della cattura, lasciando all’immaginazione del pubblico tutto ciò che seguirà a quel momento.

Il messaggio del team di Rione Marzo è: "Bisogna metterci in discussione sempre e cercare di trovare soluzioni preventive al problema, magari attraverso campagne di educazione rivolte ad adulti e bambini, anziché impegnarci a rimarginare ferite psicologiche troppo profonde nelle vittime della pedofilia.

 

Rione Piazza: "Bloccati da uno sguardo"

 

Bloccati da uno sguardo è il titolo del carro di Rione Piazza il quale fa riferimento al mito greco di Medusa ed al suo sguardo pietrificante che può essere paragonata anche all’assenza di entusiasmo e alla necessità di vivere spesso le situazioni come se fossero di pietra, pesanti, prive della vivacità e della mobilità del pensiero e dell’intelligenza. La metafora della pesantezza, di fare sempre le stesse cose, di essere oggetti pesanti di un ingranaggio ancora più pesante che ingabbia la creatività della persona e dell’altro, indubbiamente porta a fare i conti con Medusa, lo sguardo duro che immobilizza e non trasforma, anzi uccide. La pesantezza di Medusa ci riporta alla miriade di stati d’animo, spesso terrificanti e non umani, nel lavoro con le psicosi, avvertito nella sua noia, alla stanchezza che assale in incontri di confronto col vuoto e pieni di deliri ed allucinazioni. Perseo invece rappresenta l'animo umano che si ribella a questo appiattimento della società,perché in fondo  in ognuno di noi c'è una parte “buona” pronta a prevalere sulle insidie della vita .

Rione Saudone: "O agisci o subisci"

O agisci o subisci! Non è solo il nome del carro allegorico del team di Rione Saudone ma un messaggio che la contrada vuole lanciale con la sua opera. Il rappresentate commenta così il bozzetto: "il drago la creatura malefica che ci governa, si prende gioco della nostra umanità illudendoci e barattando l’umanità come risorsa organica ed energetica in cambio di super tecnologie.La super tecnologia che abbiamo visto crescere in un brevissimo tempo, anche se in verità quella più sofisticata e avanzata che permette di salvare l’umanità e tenuta nascosta perché rivoluzionerebbe il mondo .siamo davvero giunti ad un bivio dove o agisci o subisci, non  c’è più tempo da perdere,bisogna indossare la nostra armatura e diventare veri guerrieri e combattere a fino a distruggere questa vera dittatura e a far nascere un nostro nuovo mondo".

Rione Troccole: "La rabbia di Icaro"

Rione Troccole si rifà all'eroe greco Icaro per la costruzione del suo carro. Il mito di Icaro insegna che sopravvalutare imprudentemente le proprie capacità, non riconoscere i propri limiti e quindi, compiere una o più azioni al di sopra delle proprie forze, può portare a conseguenze dannose o nel peggiore dei casi, a eventi rovinosi e irreparabili.Il mito di Icaro insegna che sopravvalutare imprudentemente le proprie capacità, non riconoscere i propri limiti e quindi, compiere una o più azioni al di sopra delle proprie forze, può portare a conseguenze dannose o nel peggiore dei casi, a eventi rovinosi e irreparabili.Il desiderio continuo di potere e la brama di successo possono portare l'uomo ad una ricerca continua nel volere sempre di più, senza riuscire mai ad accontentarsi e apprezzare realmente ciò che possiede; una ricerca continua della felicità che lo porta invece a vivere paradossalmente nella più cupa infelicità. Questo viene rappresentato metaforicamente attraverso la ferocia delle tigri e la lotta dell’uomo con il leone.Per poter vivere in equilibrio e stare bene con se stessi quindi è importante sapersi dare il giusto valore,senza né sopravvalutarsi ma nemmeno sminuirsi.Il mito di Icaro rappresenta una metafora fortissima e senza tempo, il simbolo di colui che vuole sfidare i limiti della propria natura, ma anche di chi viene punito per la sua arroganza.

I cinque Rioni hanno scelto dei temi forti e con un'importanza sociale rilevante, perché il carnevale non è solo una festa ma anche un momento di riflessione.