In una piacevole serata si è svolta presso la libreria Mondadori di Nocera Inferiore la presentazione del romanzo “La danza dei pomodori”,

scritto dall’architetto Melania De Masi nata in un piccolo paesino dell’Irpinia e successivamente trasferitasi ad Avella dove tuttora risiede. La brillante, bellissima e poliedrica donna oltre ad esercitare la professione di architetto non ha mai accantonato questo suo amore per la scrittura infatti ha buttato giù questo libro in una sera, un po' per caso e ha voluto raccontare con fantasia, un po' della sua vita e di quella delle persone che la circondano. Il titolo “La danza dei pomodori” è fondamentale soprattutto per la parola ‘danza’, infatti il libro è un amalgamarsi di pensieri, parole, sentimenti confusi, paure e tensioni che assalgono il lettore e lo catapultano alla fine, senza che se ne renda conto in uno stato di smarrimento come quando finisce una canzone o un balletto e ti accorgi di essere rimasta per l’intera durata trattenendo il respiro. È  un turbinio di sentimenti, un vortice colorato di immagini. Il personaggio principale, Costanza, è una bambina innanzitutto poi un’adolescente e successivamente una donna forte, determinata e caparbia. Una bambina che è diventata donna soffrendo un po’ più degli altri e per questo estranea ai suoi coetanei, che per la prima volta cerca la sua identità femminile nascondendosi nell’amore malato per Giuseppe, forse un po' per paura di provare sentimenti forti come il vero amore, lei, che un sentimento forte l’ha già provato, ed è stato il dolore. Nella sua vita, a sconvolgere il suo apparente equilibrio interiore e di coppia, fa breccia l’assistente del professor Stefano Pisani (professore di storia della filosofia, nonché mentore di Costanza). Costanza fa fatica a far entrare questa figura nella sua vita forse perché affascinata fin dall’inizio, infatti tra i due c’è un’affinità che va oltre quella lavorativa, va oltre il rapporto di coppia tra Giuseppe e Costanza, è qualcosa di oltre e lei se ne sbarazza, in qualche modo, o cerca di dargli poco peso o meglio di inserirlo nella routine quotidiana per non lasciarsi indebolire dalla difficoltà della situazione. Infatti l’assistente è un uomo sposato e con figli e le cose si sarebbero potute complicare abbastanza, e rafforzare in tal modo le sue fragilità, che l’hanno sempre rallentata nelle scelte e l’hanno portata all’idea che nella vita lei debba fare ciò che la gente si aspetta, quello a cui un po' tutte le donne sono portate a pensare, quell’idea dietro cui un po’ tutte si nascondono. Il finale non è quello che ci si aspetta sin dalla prima pagina, forse perché la storia di Costanza ancora non si è conclusa. La scrittrice insieme alle sue relatrici, la dirigente scolastica Emma Tortora e la giornalista Patrizia Sereno ha colorato la serata proprio come il suo romanzo. Una personalità vivace, intelligente, brillante che giustificano la vivacità stessa e la sua capacità descrittiva. Una serata quindi dedicata all’importanza della scrittura che accompagna le anime di molte persone che sebbene facciano una scelta lavorativa diversa amano esprimersi attraverso la scrittura. Un esempio è proprio la nostra emergente scrittrice. La danza dei pomodori, un libro da vivere e da leggere. 

 

'' Un Libro che amalgama pensieri,parole,sentimenti confusi,paure e tensioni che assalgono il lettore ''

di Marilinda De Virgilio