Il progetto dell’Istituto Magistrale Federico Confalonieri di Campagna. 

 

“Donne e Shoah” è il progetto dell’Istituto Magistrale Federico Confalonieri di Campagna dedicato alla memoria della deportazione degli Ebrei nei campi di concentramento nazisti.

Intervistiamo  la professoressa Maria Teresa D’Alessio che  ne  ha curato la  realizzazione a partire dal 2006.

 Perché è nato questo progetto ?

Questo progetto è nato grazie all’Assessorato alle pari opportunità della Regione Campania,  per far conoscere agli studenti la figura di Irene Nemirovsky, ebrea, scrittrice russa e francese di adozione. Con le leggi razziali ,  fu costretta a fuggire da Parigi in un piccolo paese del Sud della Francia. Quando capì che stava per essere catturata affidò le sue due bambine ad un’amica e le consegnò  una valigia, in cui vi era un testo che aveva cominciato a scrivere. Le sue figlie solo dopo anni trovarono il manoscritto e decisero di diffonderlo. Il libro è stato poi pubblicato in Italia nel 2005. L’Assessorato delle Pari Opportunità della Regione Campania ne promosse la lettura nelle scuole. Così noi aderimmo al progetto ed abbiamo anche ospitato nel 2006 una figlia di Irene Nemirovsky. 

 Cosa avete scoperto?

 Sono venute fuori delle storie  tragiche come quella di una ragazza poco più che sedicenne internata ad Auschwitz che si era ridotta a pelle ed ossa, tanto che i nazisti la abbandonarono all’ arrivo dei russi. Quando dopo essere stata curata, riprese un aspetto florido e fu riportata a casa dalla croce rossa, i parenti cominciarono a guardarla in modo strano e si chiesero cosa avesse fatto per essere così in salute. Da quel giorno lei decise di non parlare più della sua tragedia e di rimuovere  la sua  esperienza del campo per non essere giudicata

Che cosa dimostrano le storie raccontate dalle donne?

 Che la Shoah per le donne era stata doppiamente tremenda. Ad un uomo che tornava dai campi di sterminio nessuno chiedeva cosa avesse fatto per sopravvivere, invece le donne erano sospettate di prostituzione.  Dagli studi che abbiamo compiuto  è emerso che ancora oggi le donne della Shoah  non parlano di quello che avveniva nei campi. Infatti la storia della Shoah è stata considerata solo dal punto di vista maschile.

La storia della Shoah femminile allora è ancora tutta da scrivere?

Si è ancora tutta da scrivere perché tutto quello che le donne hanno sofferto non è mai venuto fuori.  Stiamo chiedendo alle famiglie delle deportate di darci copia di quello che hanno lasciato scritto, in modo da conoscere altri racconti al femminile per restituire alla storia di tante donne almeno un po’ di  verità.

Giuseppe Trivisone.

 


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