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Il 31 ottobre scorso, presso l’Aula Consiliare del Comune di Castel San Giorgio, si è tenuta la nona edizione del Premio giornalistico Mimmo Castellano. La manifestazione, organizzata con il patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, del Movimento Unitario Giornalisti, del Comune di Castel San Giorgio e della Provincia di Salerno, ha lo scopo di onorare la memoria del compianto Mimmo Castellano, illustre giornalista locale, scomparso prematuramente dieci anni fa. Come si ricorderà, Castellano è stato vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania e segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Al suo nome sono legati numerosi riconoscimenti a favore della categoria come la legge 150/2000 sulla Comunicazione ed Informazione Istituzionale. Nel corso della manifestazione - presentata da Giuseppe De Caro - sono stati consegnati riconoscimenti a giornalisti che operano nel campo dell’informazione locale e nazionale. Un premio alla memoria è stato consegnato a Mauro Senatore, figlio di Raffaele Senatore, storica voce e penna di Cava de’ Tirreni. Ecco tutti gli altri riconoscimenti: Serena Bortone di Agorà/Rai3 (sezione tv nazionale); Genny Coppola di Canale 9 (sezione tv regionale); Asmae Dachan, freelance esperta di Medioriente (sezione stampa internazionale); Antonio Gnassi digital media e broadcast director dell’Universiade 2019 (sezione comunicazione digitale); Roberto Ritondale, redattore Ansa (sezione agenzie di stampa). Riconoscimenti alla carriera sono stati consegnati a: Gerardo Capozza, segretario generale Aci ed ex capo del cerimoniale di Palazzo Chigi; Gianni Festa, direttore del Quotidiano del Sud; Sigismondo Nastri, storico e giornalista, punto di riferimento per la Costiera Amalfitana. Premi speciali sono stati consegnati a: Catello Maresca, sostituto procuratore presso il Tribunale di Napoli; Monsignor Salvatore Nunnari, già consigliere nazionale Fnsi e vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria; Benedetto Casillo, giornalista e attore.Nel corso della serata sono stati assegnati anche riconoscimenti per l’attività giornalistica a: Geppino D’Amico, giornalista e scrittore, da sempre punto di riferimento per i giornalisti del Vallo di Diano; Giuseppe Petrucciani, giornalista, da sempre impegnato per la categoria; Jeanlouis Pepe, addetto stampa presso l’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione del Comando Forze Operative Sud dell’Esercito Italiano; Nicola Castorino, giornalista e docente; Francesca Cutino, giornalista e scrittrice; Edoardo Tranchese, reporter e regista. Due gli intermezzi musicali a cura della violinista Marzia De Nardo e un’esibizione di musica popolare del maestro Ugo Maiorano, ballerini Tanya Maiorano e Andrea Albero. L’intera famiglia Castellano - composta dalla moglie di Mimmo, Gabriella Punzo, e dalle figlie Anna e Patrizia e dalla sorella Rosanna - hanno presenziato alla manifestazione, presentando, nell’occasione, anche la nascente Assostampa intitolata proprio a Mimmo Castellano. Il Premio Castellano è stato anche occasione formativa per giornalisti sul tema “La deontologia del giornalista e i linguaggi dell’informazione”. Sul tema - dopo i saluti del sindaco di Castel San Giorgio Paola Lanzara, del sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino e del presidente dell’Assostampa Barbara Ruggiero - si sono confrontati Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti; Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania; Mimmo Falco, presidente del Movimento Unitario Giornalisti e del Corecom Campania; Carlo Parisi, direttore di Giornalisti Italia; Ezio Ercole, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Al termine della manifestazione, Salvatore Campitiello, consigliere regionale dell’Ordine dei giornalisti della Campania, nonché storico organizzatore del Premio, è intervenuto con un breve discorso conclusivo.

Giuseppe Trivisone

Uno strumento innovativo per i disturbi dello spettro autistico

Oggi, 4 ottobre, sarà inaugurato al Plesso Ruggi dell’AOU di Salerno il Laboratorio di Videoterapia e Therapeutic Filmmaking per i Disturbi dello Spettro Autistico, all'interno dell’ambulatorio di Neuropsichiatria Infantile del professor Gennaro Coppola. Alle ore 10.00 presso l’Aula Scozia ci sarà la presentazione del progetto. Il gruppo di ricerca è composto dal Prof. Coppola, dal Prof. Filippo Fimiani, docente di Estetica presso l’Università degli Studi di Salerno, dal Prof. Filippo Petruccelli, docente di Psicologia dello Sviluppo presso l’Istituto per lo Studio delle Psicoterapie di Roma, dalla Prof. Valeria Verrastro e alla dott.ssa Francesca Operto, insieme ai partner Associazione Culturale Gruppo Pensiero e Associazione Sviluppo psicosociale. Il gruppo ha concluso con successo i primi trattamenti e sta adesso lavorando per ampliare il campione.

Basandosi sulle teorie e le pratiche più avanzate della Medicina Narrativa contemporanea, che pone al centro la comunicazione, la narrazione e la comprensione delle diverse storie di quanti intervengono nella malattia e partecipano al processo di cura, l’equipe ha elaborato e proposto un primo studio clinico, già approvato dal Comitato Etico Campania Sud e dall’Istitutional Review Board dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

Il Therapeutic Filmmaking, ossia il processo di fare il film in cui i partecipanti sono coinvolti, è l’elemento metodologico più innovativo e allo stesso tempo più efficace del protocollo proposto dal giovane gruppo di ricerca.

Secondo una metodologia innovativa, che coniuga insieme le tecniche del documentario partecipativo e del counseling strategico breve, l’equipe segue passo passo con le macchine da presa le azioni e le comunicazioni tra i partecipanti, osservando così da vicino le dinamiche familiari e mostrando le problematiche comportamentali su cui è necessario intervenire. I genitori sono coinvolti in prima persona in sedute di parent training e i giovani pazienti sono incitati a diventare sceneggiatori, registi e protagonisti di un cortometraggio autobiografico, definito “videofarmaco”, che racconta la storia della loro esperienza di cura.

Giuseppe Trivisone

APERTURA NUOVO PRONTO SOCCORSO DELL’OSPEDALE

“GAETANO FUCITO” DI MERCATO SAN SEVERINO

La Direzione Strategica dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno comunica che ieri, 4 novembre, è stato attivato il nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale G. Fucito di Mercato San Severino che, senza soluzione di continuità, passerà nei nuovi locali lasciando quelli, attualmente in uso, dell’ex ortopedia. Realizzata sulla base delle linee guida dei moderni P.S., la struttura è dotata di una “Camera calda” per l’accesso delle Ambulanze che si apre su un’ampia sala d’attesa per i familiari, dotata anche di postazione per la Guardia Giurata. Vi è l’accettazione collegata direttamente con la sala di rilevazione dei parametri vitali, fondamentale per lo smistamento dei pazienti in base al codice d’emergenza. La struttura è dotata di due sale per i codici verdi (una con 4 posti tecnici e l’altra per l’attesa dei pazienti che hanno già effettuato l’accettazione), due ampie sale per i codici gialli, dotate di due posti ognuna, e una sala per i codici rossi ove accogliere i pazienti particolarmente gravi. Questi ultimi posti e due dei codici gialli sono collegati ad apparecchiature elettromedicali per il monitoraggio continuo dei parametri vitali. Il Pronto Soccorso è stato dotato, inoltre, di nuove attrezzature che consentiranno al personale medico e di comparto di svolgere al meglio il proprio lavoro, il tutto nell’ottica di una adeguata accoglienza e della migliore offerta di soccorso per l’utenza. Si sottolinea, infine, che a partire da lunedì 4 novembre l’accesso al Pronto Soccorso dell’ospedale G. Fucito non avverrà più attraverso il varco principale di corso Umberto I, ma attraverso l’accesso ubicato sulla strada che conduce all’ingresso autostradale.

Giuseppe Trivisone.

Standard elevati per il Progetto "Ictus fare presto" dell'ospedale salernitano.

L'ictus è una evenienza temibile, si sa. Spesso è cause di decesso e ancora più spesso di invalidità. Qualsiasi progresso in questo settore deve essere salutato con gioia. Quando poi i progressi sono realizzati dalle nostre strutture è sempre bene evidenziarli. La Neuroradiologia del Plesso Ruggi dell’AOU di Salerno ha eseguito il centesimo trattamento di trombectomia (trattamento endovascolare) dall’inizio del 2019, attestandosi come punto di riferimento della provincia, e non solo, nel trattamento dell’Ictus, oltre a quello in acuto e in elezione degli aneurismi cerebrali.grazie alle professionalità presenti e dirette dal dottor Renato Saponiero ma, soprattutto, al percorso attivato con il progetto “Ictus fare presto” di cui l’Azienda è capofila. Il PDTA(Percorso diagnostico terapeutico assistenziale) attivato al Ruggi di Salerno nell’ambito del Progetto “Ictus, fare presto” è divenuto un modello per l’intero territorio campano. Una equipe medica multidisciplinare esegue tutti gli esami diagnostici necessari e decide il trattamento terapeutico più indicato già all'arrivo del paziente al pronto soccorso. Alla base di tutto, la velocità d’intervento e la perfetta e sincrona collaborazione tra i vari specialisti che devono stabilire quale trattamento praticare, il fibrinolitico o la trombectomia dell’ictus, in un arco di tempo che varia da 6 a massimo 12 ore dall’insorgenza della patologia. A portare avanti questa macchina perfettamente funzionante, i medici del Pronto Soccorso, Neuroradiologi interventisti, Neurologi, neurochirurghi e personale della Stroke Unit, Anestesisti e Rianimatori, Chirurghi vascolari, tecnici e professionisti della riabilitazione. La perfomance raggiunta risulta, insieme a quella dell’Azienda Ospedaliera Cardarelli di Napoli, di primo piano rispetto alle altre realtà nazionali, sia per il numero dei pazienti trattati (tramite fibrinolisi endovenosa e/o trombectomia meccanica) che per i risultati clinici.

Giuseppe Trivisone

“Questo non è un addio ma un arrivederci” queste sono state le ultime parole che il popolo San valentinese ha dedicato al giovane diciannovenne Raffaele Frigenti morto in un incidente automobilistico circa una settimana fa. La cittadinanza è ancora incredula a questa morte, non ci sono parole per esprimere il dolore che il giovane ha lasciato nei cuori di parenti e amici. Nel giorno del funerale il sindaco ha proclamato lutto cittadino per il paese in modo tale che tutti i cittadini potessero stare accanto alla famiglia Frigenti. Resterai sempre nel cuore di chi ti ha voluto bene e ti ha amato e chissà un giorno le vostre strade si rincorreranno, chissà dove, chissà quando...

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