Colors: Yellow Color

                                 Napoli: “Tableaux  Vivants” di Caravaggio

Il 17 febbraio prossimo  al  Complesso Monumentale Donnaregina a Napoli,  riprenderà   il primo ciclo di rappresentazioni per l’anno 2019  “Conversione di  un Cavallo” ossia 23  “Tableaux  Vivants” tratti dalle opere di Michelangelo Merrisi  da Caravaggio.  Già da alcuni anni  questo evento richiama un folto pubblico e si prevede una riedizione con l’autunno prossimo. Intervistiamo Ludovica Rambelli, la regista dell’opera.

 Come è nata l’idea di questo spettacolo?

 Per caso, come spesso nascono le cose che hanno poi una storia lunga.  Io usavo i quadri viventi all’interno degli spettacoli di drammaturgia.  Era un vistoso riferimento  ai tableaux vivants usati da Pier Paolo Pasolini in opere come “La Ricotta”. Dovendo partecipare ad un Progetto dell’Università, ho deciso di fare una dimostrazione  del modo in cui rappresentavo i Tableaux Vivants all’interno degli spettacoli.. Ho pensato di fare delle messe in scena dei lavori pittorici di Caravaggio, che poi è il più dinamico, il più teatrale dei pittori. Da quella prima esperienza è nato questo lavoro.

Benissimo, è davvero tutto bello. I suoi attori sono tutti giovani campani da quanto ho capito?

Gli attori sono quasi tutti campani, eccetto uno che viene dalla Basilicata. Li ho formati nel corso dei laboratori di cui il primo è stato quello all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Noi abbiamo anche un laboratorio permanente che è ospite della struttura di Donna Regina del Museo Diocesano di Napoli, dove siamo in residenza permanente due domeniche al mese. Lavoriamo sia  con questo lavoro sia con altri.

Bellissimo lo spettatore si sente colpito dalla Sindrome di Stendhal. E’ una cosa che succede?

E’ una cosa che alla fine succede. Noi mettiamo in scena non la copia del dipinto ma  un istante prima che venga dipinto. E’ quella l’intenzione, cercando di illuminare nel dinamismo del gesto non il quadro ma di porre i modelli sotto la luce. Cerchiamo di trovare l’istante prima.

Riproponete  quello che il pittore aveva davanti?

L.R.:- E’ un po’ come essere nella bottega di Caravaggio. Lui sistemava i modelli e con grande probabilità creava una dinamica. Tutti i suoi quadri, in effetti, sono molto dinamici. Poi siamo andati a cercare di intercettare il gesto da cui si arriva alla posa e da questo arrivare al fermo immagine.

Perché proprio Caravaggio?

Non  solo Caravaggio. E’ stato il primo perché è il più teatrale , il più dinamico. Il gesto è fortemente dinamico e c’è il rapporto con la luce.

Non resta che invitare gli eventuali lettori interessati all’appuntamento del 17 febbraio prossimo. A proposito dove è possibile rivolgersi per acquistare i biglietti e a che ora sono gli spettacoli?

 Sono previsti due spettacoli : alle 10,30 ed alle 12. I biglietti possono essere comprati presso il Museo Diocesano di Napoli, Largo Donnaregina, tel. 081 5571365,  oppure on line sul nostro sito www.museodiocesanonapoli.com

Giuseppe Trivisone

Intervisto il Professor Michele Campanozzi  in merito al suo ultimo libro pubblicato: “Conversioni”. Il Professor Campanozzi è uno psicologo, scrittore e giornalista. Ha insegnato presso varie Università discipline psicologiche e al suo attivo ha oltre 30 volumi editi su vari argomenti e circa 2000 pubblicazioni scientifiche apparse su riviste italiane e straniere. Il suo ultimo lavoro tratta delle conversioni di venti personaggi celebri: Oscar Wilde, Alessandro Serenelli, Dino Segre (Pitigrilli), Alfonso Maria de’ Liguori, Gianna Beretta Molla, Carlo Urbani, Giuseppina Bakhita, Rosario Livatino, Giancarlo Siani, Edith Stein, Giorgio La Pira, Maria Corsini, Uberto Mori, Chiara Luce Badano, Giuseppe Toniolo, Don Andrea Gallo, Matteo Farina, Luigi Beltrame Quattrocchi, Chiara Corbella Petrillo, don Lorenzo Milani. Uomini e donne che, ad un certo punto della loro vita hanno avuto un cambiamento della loro posizione esistenziale. “Professore, come è nata in Lei l’idea per questo libro?” “L’idea è nata da un colloquio con la Direttrice de “Il Giornale dei Misteri” che mi propose, tre anni fa, di scrivere una serie di biografie di personaggi che hanno vissuto percorsi di conversione ad una Fede, sia essa religiosa o civile. Ho accettato il progetto. Naturalmente si imponeva la scelta delle persone delle quali avrei dovuto trattare la storia. Ho scelto figure note e meno note che hanno saputo fare della propria esistenza un "capolavoro" di impegno e di originalità. Mi sono soffermato su quei soggetti più giovani che potessero presentarsi come riferimenti in questo mondo così attraversato da incertezze, buio etico e spesso da molteplici tragedie umane. Fra questi personaggi ci sono uomini e donne, di ogni estrazione sociale e di provenienza geografica. La linea sulla quale mi sono mosso è quella della descrizione del "cammino di vita" seguito da ognuno, che, come tale, si presenta sempre diverso e originale, perché nuove sono sempre le situazioni nelle quali è stata scritta la loro esistenza. E così ciascun Lettore può trovare un/a "qualcuno/a" che possa dire alla sua coscienza: se io sono stato/a così, se vuoi, puoi esserlo/a anche tu. La varietà ha come comune denominatore quello di scoprire il "Disegno" del personale vivere e perseguirlo sino in fondo con coraggio e coerenza, cioè essere comunque, "sempre se stessi", senza mai tradirsi nella propria dignità”. “Professore, quale è la molla della conversione?”. “Guardi, occorre che l’individuo raggiunga un punto di saturazione, di “crisi esistenziale”.  L’occasione per la conversione puo’ arrivare in molteplici modi, ma la persona è sempre libera di accettare o meno il cambiamento. Se lo rifiuta è probabile che dovrà pagarne lo scotto con sofferenze psicologiche, compresa la depressione. La conversione è la fase iniziale di un lungo processo di progressivo distacco dall’ego che deve portare a scoprire la nostra scintilla divina ed è sempre un’occasione da prendere al volo”.

Giuseppe Trivisone.

 

Intervista a Don Salvatore Di Mauro

Don Salvatore Di Mauro nasce a Napoli 53 anni fa. A 21 anni dopo aver fatto varie esperienze lavorative è colpito dalla figura di San Francesco d’ Assisi, e, in un viaggio a Lourdes come barelliere, decide di donarsi al completamente al Signore. Dopo un lungo percorso di studio, fede ed attività pastorale, il 1° luglio del 2006 è ordinato sacerdote. Dal 2011 è parroco di Santa Maria delle Grazie e Santo Stefano Protomartire di Caprecano-Fusara di Baronissi (SA). Lo intervistiamo per conoscere da vicino il percorso difficile e virtuoso di chi dedica tutta la sua vita alla preghiera e al servizio per la comunità.

Siamo curiosi di sapere come dal rione sanità, dove è nato, sia giunto alla vita sacerdotale?

Per il fatto che son nato a Napoli, nel rione Sanità, credo di avere una buona conoscenza dell’animo umano, per l'esperienza che ho avuto ad interagire con tutti. Sono uno scugnizzo  che il Signore ha chiamato a sé. Devo la mia conversione ad un film su San Francesco interpretato dall’attore Miky Rourke.

Una chiamata dall’ alto?

Sicuramente. Avevo vent’anni e l’impatto che ebbe, nel mio cuore, la vita del santo, fu dirompente. Cominciai a leggere il Vangelo ed a interrogarmi sui temi spirituali. A ventisei anni sentii di dover entrare in convento. Poi, in seguito, le mie esperienze spirituali le trasferii in parrocchia.

Ma ora ci parli della particolarità di alcune sue attività parrocchiali.

Innanzitutto le festività francescane vengono celebrate sempre in modo solenne. Ho introdotto, inoltre, anche la celebrazione di messe animate con più fervore, quelle che i devoti chiamano “Messe Carismatiche”. In realtà si tratta di messe votive allo Spirito Santo, che celebro facendole precedere dalla preghiera comunitaria. Queste celebrazioni richiamano a Fusara, ogni ultimo lunedì del mese, centinaia di persone. La potenza delle preghiera di tante persone unite, a volte, sembra solidificarsi e rendersi percepibile. Preghiamo talmente intensamente da non accorgerci nemmeno del passare del tempo. Spesso si verificano dei fenomeni particolari, come il riposo dello spirito e qualche volta anche delle guarigioni inattese. Tutti sperimentiamo un senso di pace.

Ci parli anche del gruppo di preghiera dedicato a San Massimiliano Kolbe.

Ho organizzato un gruppo di preghiera secondo le direttive di San Pio da Pietrelcina e mi è piaciuto chiamarlo Fraternità San Massimiliano Kolbe. Oltre a pregare, questo gruppo svolge attività di carità fattiva, a volte pagando anche i medicinali e le bollette a chi non ce la fa. Inoltre, alle famiglie in difficoltà, la Caritas parrocchiale offre un aiuto concreto. Abbiamo anche delle famiglie di extracomunitari che aiutiamo con discrezione.

Che ci dice della sua passione per il teatro ?

Amo il teatro. Ultimamente ho proposto, con una compagnia teatrale fatta di devoti, uno spettacolo comico: “Capisci a me” che ha avuto un bel successo.  In passato mi sono ispirato al personaggio di Don Matteo, interpretato da Terence Hill, per realizzare una serie di rappresentazioni teatrali molto divertenti. Del resto anche il teatro, come il cinema, può essere usato per avvicinare i fedeli al Signore.

Giuseppe Trivisone

Da sabato 5 gennaio a martedì 8 gennaio 2019, presso la Parrocchia San Giovanni Battista a Striano, Napoli, si svolgerà la Sagra Salsiccia e Friarielli. 

Il tipico panino con salsiccia e friarielli, un buon bicchiere di vino e una degustazione di prodotti nostrani, vi aspettano per trascorrere delle piacevoli serate all’insegna del buon gusto.

Costo Panino e Vino 3 euro

 

Il progetto dell’Istituto Magistrale Federico Confalonieri di Campagna. 

 

“Donne e Shoah” è il progetto dell’Istituto Magistrale Federico Confalonieri di Campagna dedicato alla memoria della deportazione degli Ebrei nei campi di concentramento nazisti.

Intervistiamo  la professoressa Maria Teresa D’Alessio che  ne  ha curato la  realizzazione a partire dal 2006.

 Perché è nato questo progetto ?

Questo progetto è nato grazie all’Assessorato alle pari opportunità della Regione Campania,  per far conoscere agli studenti la figura di Irene Nemirovsky, ebrea, scrittrice russa e francese di adozione. Con le leggi razziali ,  fu costretta a fuggire da Parigi in un piccolo paese del Sud della Francia. Quando capì che stava per essere catturata affidò le sue due bambine ad un’amica e le consegnò  una valigia, in cui vi era un testo che aveva cominciato a scrivere. Le sue figlie solo dopo anni trovarono il manoscritto e decisero di diffonderlo. Il libro è stato poi pubblicato in Italia nel 2005. L’Assessorato delle Pari Opportunità della Regione Campania ne promosse la lettura nelle scuole. Così noi aderimmo al progetto ed abbiamo anche ospitato nel 2006 una figlia di Irene Nemirovsky. 

 Cosa avete scoperto?

 Sono venute fuori delle storie  tragiche come quella di una ragazza poco più che sedicenne internata ad Auschwitz che si era ridotta a pelle ed ossa, tanto che i nazisti la abbandonarono all’ arrivo dei russi. Quando dopo essere stata curata, riprese un aspetto florido e fu riportata a casa dalla croce rossa, i parenti cominciarono a guardarla in modo strano e si chiesero cosa avesse fatto per essere così in salute. Da quel giorno lei decise di non parlare più della sua tragedia e di rimuovere  la sua  esperienza del campo per non essere giudicata

Che cosa dimostrano le storie raccontate dalle donne?

 Che la Shoah per le donne era stata doppiamente tremenda. Ad un uomo che tornava dai campi di sterminio nessuno chiedeva cosa avesse fatto per sopravvivere, invece le donne erano sospettate di prostituzione.  Dagli studi che abbiamo compiuto  è emerso che ancora oggi le donne della Shoah  non parlano di quello che avveniva nei campi. Infatti la storia della Shoah è stata considerata solo dal punto di vista maschile.

La storia della Shoah femminile allora è ancora tutta da scrivere?

Si è ancora tutta da scrivere perché tutto quello che le donne hanno sofferto non è mai venuto fuori.  Stiamo chiedendo alle famiglie delle deportate di darci copia di quello che hanno lasciato scritto, in modo da conoscere altri racconti al femminile per restituire alla storia di tante donne almeno un po’ di  verità.

Giuseppe Trivisone.

 

Meteo Campania

Meteo Campania