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Intervista a Chiara Della Monica per il suo nuovo singolo: “Maledetta”

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La musica ci salverà

Chiara Della Monica, classe 1994, è una giovane e talentuosa cantautrice salernitana.
Diplomata presso il conservatorio di Salerno in canto jazz, è da sempre dedita alla musica. Maledetta è il brano con il quale Chiara si presenta in tutta la sua autenticità: la confessione di un odi et amo verso sé stessa, un’altalena in cui dietro ad ogni gioia e ad ogni sorriso regalato, si celano delusioni, lacrime e inadeguatezza. La intervistiamo per sapere qualcosa di più di questo nuovo singolo.

Chiara, incuriosisce il titolo del tuo brano, Maledetta. Maledetta chi?

Beh, maledetta sono io tutti i giorni della mia vita! Per ogni gioia, ogni sorriso regalato agli altri, nascondo delusioni e lacrime. Maledetta è un mantra che ho ripetuto a me stessa troppe volte guardandomi allo specchio, scrutando immagini distorte e odiandomi. Pensavo ripetutamente: “maledetta me, maledetta me, maledetta me”, ed è così che è nato il ritornello che ho scritto di getto in meno di mezz’ora.

C’è un lieto fine dietro questo rapporto tormentato che hai con te stessa?

Sì certo. Inizialmente, tra le righe, lascio intuire il rapporto che ho col mio aspetto raccontando alcune dinamiche di un disturbo alimentare che da anni combatto instancabilmente: momenti di perdita di controllo e di equilibrio che sfogo col cibo. Un rapporto tormentato con il mio aspetto che si consuma spesso davanti a uno specchio, una sfasatura maledetta, appunto, che ad occhi esterni può sembrare assurda e che, anche per questo, mi fa sentire sola e incompresa. Ed ecco che, nei momenti più difficili, mi affido alla musica, esprimendo ogni emozione e ogni vibrazione dell’anima, per trasformare ogni dolore in un’occasione di riscatto.

Possiamo quindi definire la musica una terapia per superare questi momenti difficili?

Assolutamente sì. Per me cantare, scrivere canzoni e fare musica è particolarmente terapeutico.
Due anni fa, lo dico senza remore, ho perso la persona, per me, più importante, mia madre. Da lì ho cominciato a scrivere testi e a narrare ogni avvenimento, ogni piccolo incontro, ogni sfumatura che colorava le mie giornate. Quelle che mi hanno spezzato il cuore quando provavo a maltrattarmi da sola…insomma sto cercando di far nascere qualcosa di buono anche dal brutto che la vita ci riserva.

Dobbiamo aspettarci qualcos’altro oltre a Maledetta?

Maledetta è solo il singolo d’esordio che anticipa l’uscita a inizio dicembre di Raro, un EP interamente co-prodotto con Peppe Maiellano. Questo EP è improntato su una giostra di contrasti emotivi che contraddistinguono la mia vita. Tristezze, delusioni, forza e amore, sono i protagonisti dei miei testi. Ma c’è anche tanta delicatezza e una fragilità nascosta che ho imparato ad apprezzare, ad amare e che non vorrei mai mi abbandonasse. D’altronde è la caratteristica che mi distingue, e che come tale, vorrei continuasse a rimanere viva in me.

Come descriveresti musicalmente il tuo progetto?

Ha il sapore un po’ retrò del pop intriso di influenze soul, con un groove di batteria incalzante e le sonorità calde della sezione fiati e del piano Rhodes ma, per spiegare con autenticità alcune cose, non potevo che mantenere un forte legame con le mie amate radici campane. Infatti, dai diversi feedback ricevuti, ho potuto constatare che ciò si evince al primo ascolto!

Speriamo sia l’inizio di un lungo percorso ricco di esperienze ed emozioni positive.

Sono fiduciosa. Ho cercato di spiegare al meglio quanto sia importante per me questo lavoro, di quanto non veda l’ora di portarlo in giro, di quanto abbia sete di scrivere ancora e realizzare i miei progetti musicali. E’ l’epilogo di una Chiara stanca ma fortemente risoluta e propositiva verso il futuro. Ed è un augurio non solo per me, ma per tutte le persone che come me hanno vissuto o vivono momenti di sconforto, affinché possano vedere anche il buono e il bello che la vita ci riserva.

Allora viva la musica?

Decisamente sì. Viva la musica. Perché la musica ci salverà!

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