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Cultura in pillole: Alda Merini

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Oggi, 1 novembre, è l’anniversario della scomparsa di una delle più importanti autrici letterarie italiane del 900: Alda Giuseppina Angela Merini, nota semplicemente come Alda Merini.

Nata a Milano il 21 marzo del 1931 in via Mangone (Porta Genova), è la secondogenita di Nemo Merini – erede di un conte comasco diseredato per aver sposato una contadina – e di Emilia Painelli.
Ben poco si sa della sua infanzia, se non quello che lei stessa ha reso pubblico in brevi note autobiografiche in occasione della seconda edizione dell’Antologia dello Spagnoletti.

Ragazza sensibile e dal carattere malinconico, vive tra un padre colto e affettuoso e una madre severa e distante che – a differenza del padre – le proibiva (invano) la lettura dei libri della biblioteca paterna, poiché aveva decretato per la figlia un futuro di moglie e madre.
Ma, nonostante il rapporto burrascoso con la madre, Alda riuscì a soli 15 anni ad esordire come autrice giovanissima e le sue doti letterarie ammaliarono il critico letterario e scrittore italiano Giacinto Spagnoletti tanto da diventarne la guida. Infatti, nel 1950, fu proprio lo Spagnoletti a pubblicarla per la prima volta nell’Antologia della poesia italiana.

Poetessa degli esclusi, dei reietti e degli emarginati, fu autrice di molteplici opere, tra cui : La Terra Santa… con la quale , nel 1993, vincerà il Premio Librex Montale.
Tale opera, fu la conseguenza di un traumatico evento. Infatti, nel 1947, fu internata in una clinica psichiatrica di Milano dove le diagnosticarono un disturbo bipolare.

Infine, nella sua ristretta cerchia di amicizie letterate, vanno ricordati : Montale e Quasimodo.

Morì, per l’appunto, il 1 Novembre del 2009 a Milano.

“Devo liberarmi del tempo e vivere il presente giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante.”
(versi tratti dalla poesia : “Il mio passato”)

GRAZIE ALDA

Credit Photo:
https://instagram.com/aldameriniofficial?igshid=YmMyMTA2M2Y=


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