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Maria Sole Ferrieri Caputi, ritratto della prima donna arbitro in Serie A

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Nasce a Livorno il 20/11/1990 da genitori pugliesi, l’arbitro che abbatterà le barriere in Italia, infatti sarà lei la prima donna nella storia del calcio italiano a dirigere una partita di Serie A. Passione per il calcio, impiegata in un centro di studi di diritto e lavoro e ricercatrice all’Università di Bergamo, laureatasi in Scienze politiche prima, in sociologia poi, questa donna avrà l’arduo compito di rappresentare ancor di più il proprio genere in un mondo che fino a poco tempo fa sembrava un club d’élite per soli uomini. Esordio datato 2015, quando diresse una partita di Serie D, dopodiché una lunga escalation di buone prestazioni condite da tanto polso e voglia di emergere in un settore che negli ultimi anni ha visto colleghi maschi far rimpiangere e non poco i tempi del mitico Collina, icona mondiale di tutti i tempi. La storia invece lei l’ha già fatta, diventando intanto la prima donna ad arbitrare una squadra di A, seppur in coppa Italia, in quel di Cagliari-Cittadella, dimostrando ancora una volta di essere arrivata lì per puro merito. Anche in ambito Europeo si è già fatta notare, dirigendo due partite valevoli per qualificazione all’europeo femminile, prima con Cipro-Scozia, poi con Macedonia-Serbia.

Maria Sole Ferreri Caputi

Sui social si nasconde, rendendo la propria vita privata invisibile, ma spesso si apre in interviste, ricordando i suoi sogni di ragazzina, quando andava al Picchi a vedere Protti gonfiare la rete, ma ammirando il grande Roby Baggio, consapevole che però il suo impeto l’avrebbe portata a diventare una Gattuso.

Maria Sole Ferreri Caput
Maria Sole Ferreri Caputi

Preferisce essere chiamata arbitro e non arbitra, come in molti fanno e di essere giudicata come tale, non come donna. I suoi miti sono lo stesso Collina e Gianluca Rocchi, che di lei hanno già espresso parole di elogio in più occasioni, ridisegnandola come la nuova Frappart, prima donna ad arbitrare una partita di Champions League. Insomma, dal 2006, anno in cui si iscrisse al corso dopo aver trovato insieme ad i suoi amici un volantino sul motorino, ad oggi ne è passato di tempo, ed in un momento storico per le donne nel calcio italiano come questo, ma soprattutto per il mondo arbitrale italiano, che nonostante il VAR, continua a destare non pochi grattacapi alla FIGC, vedendo che altre donne nel mondo si sono aggiudicate il fischietto per i match in Qatar, si spera che le nostre donne riescano a sovvertire le ultime tendenze arbitrali e che la Serie A sia solo un trampolino di lancio per la sua carriera, non un punto d’arrivo.

Daniel Giuliano

Credit Photo @fontanarosabruno

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