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UN VINO NELLA CALZA

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“La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, col cappello alla romana, viva viva la Be…”

No. Non incito la tua persona se non a una condizione.

Cara befana, quest’anno sono stata super brava e ho il diritto di scegliere.
Sono finiti i tempi in cui con la tua bella scopa di legno svolazzavi sulle teste di noi bambini smistando carbone o caramelle.
Che poi, è mai possibile che tutti i bambini del mondo siano stati sempre bravi? Nemmeno un bambino cattivo? Tonnellate e tonnellate di caramelle, i minatori perdevano il lavoro e le aziende dolciarie si arricchivano.

Tanto lo so che anche tu hai ceduto alla moda dei chirurghi, con i soldi dei nostri genitori che compravano il tuo silenzio per chiudere un occhio sulle nostre marachelle, scommetto che ora come minimo ti sarai rifatta, oltre il guardaroba (non si poteva sentire che andavi in giro con le scarpe tutte rotte), anche quel naso orrendo che ti ritrovavi. Scommetto che la scopa è di ultima generazione di quelle a pile, senza fili, d’altronde chissenefrega dello smaltimento del litio.

Ad ogni modo cara Befana, io sono cresciuta e questa volta nella mia calza voglio trovarci una bottiglia di vino (possibilmente per la calza, rifornisciti da Philippe Matignon, mi sono sempre piaciute le sue creazioni).

Tranquilla, vorrei un vino dolce che ben si abbina anche al carbone, dolce ovviamente, che sono certa mi porterai per via di quella piccolissima discutibile bugia alla guardia del centro commerciale (non so davvero come ci è finita nella mia borsa quella saliera!).

Ma tornando a noi, ecco a te il vino dolce che vorrei.

Tal Luc Lis Neris, vino Passito dolce ottenuto da uve bianche appassite le cui varietà rimangono un mistero, tanto che nemmeno sul sito ufficiale dell’azienda se ne fa menzione. Le viti hanno più o meno la mia età, ah no, sono più giovani, ma nemmeno questo è dato saperlo. Però si sa che le uve vengono selezionate in vigna durante la vendemmia che è rigorosamente manuale e che il vigneto viene coltivato con concimazione organica e difesa fitosanitaria integrata (come da normativa UE) con abolizione del diserbo chimico. L’appassimento avviene in ambiente condizionato e dura dai 120 ai 130 giorni. Il vino fermenta e matura in rovere francese da 225 lt nuova e poi, senza essere filtrato, affina per minimo 12 mesi in bottiglia.
È un vino dal residuo zuccherino di 280 gr/l, di grande personalità, spessore, che esalta i sensi con i suoi profumi intensi di agrumi canditi, confettura di frutta gialla, zafferano fino a liberare il gusto in un sorso morbido, sensuale, vellutato. Un vino dalla componente dolce e dal carattere fresco e minerale.

Io lo berrei con un bel piatto di formaggi stagionati o non ma dal sapore assolutamente forte e deciso, e perché no, magari leggendo un bel libro o semplicemente godendomi il calore delle fiamme di un camino in uno chalet immerso nella neve.

Ma ora basta fantasticare.

Allora, cara Befana, me lo porti?!

@brigidamannara
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