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NELLE MARCHE UN PINOT NOIR DI DERIVAZIONE NAPOLEONICA

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Siamo agli inizi del 1800 quando Napoleone Bonaparte fonda il Regno Italico rendendosi sovrano dell’Italia centro orientale e di buona parte del settentrione. Durò pochissimo il suo “soggiorno” in Italia, giusto il tempo di introdurre nei nostri territori un po’ di Pinot Noir.

Precisamente siamo nelle Marche, è qui che i francesi trovarono un terroir che più si adattava a quelle che erano le condizioni ideali, ovvero un clima fresco, con forti escursioni termiche e terreni di arenaria calcarea; decisamente un suolo favorevole per la produzione di un vino: equilibrio, acidità, qualità.

Così qualche decennio più tardi, nel 1861, i Mancini acquistarono alcuni ettari vitati fondando un’azienda vitivinicola “Fattoria Mancini” a conduzione familiare, continuando sulla linea del tanto amato Pinot Nero portato dai francesi.

Fattoria Mancini conta circa 20 ettari di vigneti che godono dell’influenza dell’Adriatico su colline a strapiombo sul mare nel Parco Naturale del San Bartolo. Viticoltura ecosostenibile, niente diserbanti chimici e concimazioni solo con stallico locale. In azienda si coltivano anche: Sangiovese, Ancellotta e Albanella.

Parliamoci chiaro, io adoro il Pinot Noir e mi incuriosiscono sempre molto le sue produzioni in veste italiana (forse perché ho iniziato con uno dei miei assaggi migliori – shhh! non faccio nomi, ma è un simpaticissimo signore toscano – qualche anno fa) perché quando si lavora bene i risultati sono davvero interessanti.

E allora proviamo il Pinot Nero da incursione napoleonica coltivato nella costa alta di Focara dalla Fattoria Mancini.

Colli Pesaresi DOC “Focara” Pinot Nero – vendemmia 2018

Colli Pesaresi DOC “Focara” Pinot Nero: vendemmia di fine agosto-inizio settembre 2018 di Pinot Noir 100 % coltivato nelle vigne di Rive a Fiorenzuola di Focara, Comune di Pesaro, nel Parco Naturale del Monte San Bartolo, distanti dalla costa dai 100 ai 500 m e che si trovano ad un’altitudine di 100/150 m slm. I terreni, come abbiamo già accennato, sono limosi, profondi, calcarei, con un’alta componente sabbiosa. La raccolta è manuale in cassette grigliate da 15 kg; le uve nelle cassette vengono raffreddate direttamente in vigna tramite una una cella frigo mobile con la quale vengono anche trasportate in cantina. La resa media per ettaro è di 4500 Kg/Ha. L’uva una volta in cantina viene diraspata e pigiata ad una temperatura di 9°C, segue macerazione a freddo prefermentativa per circa 7 giorni, fermentazione in cisterna con delestage e rimontaggi per circa 15gg, poi fermentazione in cisterna a temperatura controllata (max 30°C) e fermentazione malolattica completata, svolta in barrique. A questo punto vi è un affinamento per 12 mesi in barriques francesi sulle fecce con batonage mensile. Focara 2018 è un vino da 14 % vol commercializzato a partire da settembre 2020.

Il colore è quello del Pinot Noir, questo rosso rubino fascinoso; al naso sentori di frutti di bosco e bosco stesso, con una leggera nota speziata fanno spazio al palato che ottiene un punto davvero interessante in termini di acidità, tannino, struttura, perché il vino è equilibrato e fine.

Un “regalo” in carta francese che l’Italia e le Marche in questo caso, hanno saputo conservare, gestire, valorizzare e apprezzare in modo favoloso, con il merito non solo di fare tutt’oggi un ottimo lavoro, ma anche di essere stati, all’epoca, provvisti di una lungimirante umiltà.

Fotografie di Brigida Mannara

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