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I Cacciagalli e il mio ricordo di bambina con Vient ‘e Terra

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Questa bottiglia è stata un po’ un azzardo visto che avrei dovuto berla in compagnia di persone che non hanno molta esperienza fatta su assaggi biodinamici così, diciamo abbastanza spinti. Non avevo mai bevuto questo vino ed è stata una scommessa anche per me.

Sono stata ammaliata, ammetto, dalla sua estetica. Questo rosa aranciato messo in evidenza da una bottiglia trasparente e valorizzato da un’etichetta con dei colori spaziali. Già mi dava l’idea di un vino con un carattere tutto suo, peperino, frizzante, anzi, leggermente frizzante.

Roccamonfina è un vulcano spento alle pendici del quale sorge, a sud-est, nel comune di Teano (CE), l’azienda “I Cacciagalli”, una realtà che conta diversi secoli di vita come masseria, risale infatti alla fine del ‘700, appartenuta da allora alla famiglia di Diana Iannacone, agronoma, alle cui cure è affidata oggi insieme al marito Mario Basco, come azienda I Cacciagalli. Diana e Mario portano avanti un discorso basato su una conduzione biologica e biodinamica, dedicando la massima attenzione alla naturalezza di ogni singola espressione vitale presente all’interno dei propri ettari, circa 11 impiantati a vigneto e condotti in regime biodinamico e altri, fino a circa 35 in totale, in cui si trovano noccioleti, castagneti e ulivi.

Vista su vigneto di I Cacciagalli (fonte: pagina Facebook dell’azienda)

Il nome dell’azienda rimane fedele alla zona che la ospita, masseria Cacciagalli si lega così fin da subito alle radici della propria terra.

“Nel 2004 abbiamo cominciato reimpiantando falanghina, piedirosso e aglianico, seguiti poi da fiano e pallagrello nero, scegliendo di vinificarli in anfora perché il respiro della terra continuasse a farsi sentire anche all’interno degli orci di terracotta, dove la materia non è mai invadente, ma complice discreta.”

Diana e Mario (fonte: https://www.icacciagalli.it/cantina/)

Se c’è una cosa che sto capendo man mano che faccio questo tipo di bevute, è la consapevolezza di adorare i vulcani, in termini di suoli ovviamente.

Anche qui, il suolo vulcanico è fondamentale alla definizione del carattere dei vini de I Cacciagalli. Ricco di sali minerali, riesce a conferire qualità e più in generale un effetto benefico sulle produzioni enologiche.

E se, com’è capitato a me, vi ritrovate in una sera d’estate, con la voglia di bere un vino fresco, semplice, “friccicarello”, vi consiglio il loro Vient ‘e Terra.

Vient ‘e Terra è un vino rosato da uve Piedirosso proveniente da vitigni con età media 15 anni. La vinificazione e l’affinamento avvengono in questo modo: pressatura diretta, fermentazione spontanea in anfora e affinamento negli stessi contenitori; rifermentazione in bottiglia con aggiunta di mosto congelato della stessa vendemmia; assenza di sboccatura.

“Vient e Terra” Roccamonfina IGT Piedirosso 2019, I Cacciagalli.

È un vino piacevole, con profumi di agrumi, di fiori, e un sorso fresco, dinamico, giovanile, croccante. Questa leggera bollicina, insieme al suo gusto complessivo, a me evoca ricordi di bambina, quando giocavo per strada con gli altri amichetti, soprattutto un gioco mi viene in mente, si chiama “la settimana”, sicuramente c’avete giocato tutti e se non l’avete ancora fatto, fatelo. Il disegno con le pietre sull’asfalto, i saltelli, l’equilibrio, lo trovo un ricordo davvero in linea con questo vino.

Per me Vient ‘e Terra de I Cacciagalli è la settimana che giocavo da bambina.

Oggi la masseria è dotata, oltre che della cantina, anche di un biolago balneabile, camere per il pernottamento, ristorante…mi sa che è arrivato il momento di fare una gita, chissà magari sfido Diana e Mario alla settimana.

La scommessa di cui all’inizio? Vinta naturalmente.

Immagine di copertina: Vista sull’azienda I Cacciagalli, e sulle loro anfore. (fonte: pagina Instagram dell’azienda)

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